Se mi dovessero chiedere qual è il mio posto del cuore vicino casa, risponderei sicuramente la Valsassina.
Meno famosa della Valtellina, questa vallata della Lombardia posizionata a meno di 100 chilometri da Milano è invece conosciuta, amata e frequentata da chi vive tra la Brianza, Lecco e Como.
Ancora un po’ rurale e incontaminata, poco promossa dalle realtà locali, la Valsassina gode per lo più di un turismo di continuità territoriale restando così ai molti italiani, per non parlare degli stranieri, una valle quasi sconosciuta.

Eppure la Valsassina ha molti angoli nascosti, scorci da cartolina e punti panoramici pazzeschi che meritano più di una semplice gita in montagna.
Io quassù, in Valsassina ci venivo da bambina tutte le estati fino all’età di 8 anni e anche se con il tempo ho preso a viaggiare per il Nord America, questo posto vicino a Milano per me rimane sempre un posto speciale dove tornare.

Voglio così cercare di fare innamorare anche voi di queste montagne della Lombardia. Siete pronti a scoprire in Valsassina cosa vedere e cosa fare?
Partirò dal suggerirvi 8 cose da fare in Valsassina che corrispondono alle 8 cose che noi amiamo vivere ogni volta che visitiamo questa valle: sentieri, punti panoramici, luoghi dove fermarsi a mangiare o a comprare i prodotti tipici locali (in particolare i formaggi).

E se volete fermarvi a dormire in montagna qualche notte, vi porteremo in due posti che vi scollegheranno dal resto del mondo!
Valsassina cosa vedere
Nonostante la Valsassina sia una zona poco promossa a livello turistico sono diverse le attività che si possono fare e vivere in queste montagne della Lombardia:

• Salire all’Alpe Giumello e camminare lungo il sentiero del Monte Muggio
• Ammirare il Belvedere del Pian dei Resinelli
• Escursioni, sentieri e mirtilli al Pian delle Betulle
• Esplorare la Valle dei Mulini
• Pucciare i piedi nel torrente di Pioverna
• Percorrere la ciclabile
• Grigliare nelle aree adibite al bbq
• Percorrere la ciclabile della Valsassina
• Diventare minatori per un giorno nelle miniere di Cortabbio
• Lanciarsi con il paracadute dal Monte Muggio
• Dormire in un maso segreto
• Degustare formaggi al Carozzi

• Assaggiare il leggendario panino dell’Imperatore all’Alva
• Ammirare le cascate (della Troggia ad Introbio o del Cenghen sopra ad Abbadia Lariana)
• Pescare le trote (pesca sportiva) al Lago Pules a Taceno
• Escursioni in Montagna con (Anello del Morterone, Legnoncino…)
• Andare in funivia ai piani D’Erna
• Parco avventura per i bambini al Pian delle Betulle (Jungle Raider Park di Margno)
• Scoprire i borghi dipinti di Perlasco e Taceno
• Mangiare i Caviadini, i biscotti tipici della Valsassina
• Sci e slittino in inverno ai Piani di Bobbio o all’Alpe Giumello
• Visitare Barzio
• Andare a ferragosto alla Sagra di Pasturo (questo ahimè in tempi pre-covid)

Ovviamente il più delle cose che vi ho elencato sono attività da fare in Valsassina durante primavera-autunno-estate. In inverno la Valsassina assume un altro aspetto ed è bellissima anche con la neve e offre diversi percorsi da fare con le ciaspole.
Ok, non vi farò l’enciclopedia di cosa fare in Valsassina ma vi racconterò cosa piace fare a noi in queste montagne vicino a Milano.
Ecco le “nostre” 8 cose da vedere e fare in Valsassina.
1. Alpe Giumello e il sentiero del Monte Muggio
Al primo posto della mia classifica personale “Valtellina cosa vedere e cosa fare” c’è Alpe Giumello.

Tra le mete più gettonate della Valsassina quando si vuole prendere il sole, questo è un luogo che non ha subito nessun cambiamento nel tempo: io quassù ci venivo sin da bambina, ed oggi è identico ad allora.

Un’enorme montagna letteralmente senza nulla, sempre esposta al sole e circondata da montagne. Stai pur sicuro che a Giumello ti abbronzi.

Qua e là un paio di casette carine di pietra, due locande dove mangiare e due itinerari da fare a piedi seguendo due diversi sentieri ad anello intorno al Monte Muggio che vi faranno godere di un paesaggio pazzesco!
I sentieri di Giumello
Due le escursioni che potete fare a Giumello, entrambe piuttosto facili che si differenziano più che altro per la lunghezza.
L’anello attorno al Monte Muggio la cui durata è di circa 2 ore – 2 ore e mezza.

Oppure, quello che generalmente facciamo noi, il sentiero sempre ad anello che porta in cima al Crocione del Monte Muggio salendo a poco meno di 1800 metri con un dislivello di circa 300 metri dal punto di partenza.

In questo caso in un’ora e mezza (e anche molto meno per chi ha un passo da montagna) percorrerete l’intero sentiero.
Entrambi i percorsi partono direttamente dal parcheggio dell’Alpe Giumello, unico punto di arrivo con la macchina.

Potete decidere di seguirlo sia in senso orario che antiorario. I due sentieri sono ben segnalati e li individuerete con facilità
In entrambi i casi vi godrete lo stesso panorama mozzafiato!

Una vista che spazia fino al Lago di Como e alle cime circostanti: Grigna, Monte Legnone, Legnoncino, Pizzo Tre Signori… fino al gruppo del Monte Rosa!
I rifugi di Alpe Giumello
A Giumello sono presenti due ristori. La Capanna Vittoria e il Ristoro Genio.
Entrambi hanno una cucina semplice e tradizionale, di qualità e a prezzi contenuti: da provare pizzoccheri e polenta unta!

Al Rifugio Genio potete fare anche un aperitivo con un tagliere di salumi e formaggi locali: il calice di vino costa solo 2,50 euro.
In alternativa potete fare merenda con il loro yogurt naturale con miele e castagne.

Generalmente noi saliamo di prima mattina, facciamo colazione (in tardo autunno davanti alla stufa) con caffè e yogurt.
Per poi salire sul crocione e concludere il giro giusto per l’ora di pranzo fermandoci alla Capanna Vittoria.

Da Giumello non si scende senza: avere comprato lo yogurt artigianale, i formaggini della malga e… l’Amaro alle erbe del Monte Muggio secondo la ricetta del nonno dei proprietari del Rifugio Genio!
Come raggiungere Alpe Giumello
Per raggiungere Alpe Giumello ci sono due alternative:
la prima e la più comunque che prevede una con una serie di gallerie, è quella che viene considerata “la strada nuova”. Per chi arriva da Milano percorrendo la Valassina, troverà proprio l’uscita con indicato “Valsassina”.
Imboccata la strada nuova, lungo la Valsassina seguite le indicazioni fino a Taceno e da lì fino a Margno.

Al bivio che porta a Casargo, scegliete la direzione per Indovero, dopo di che la strada è unica, in salita e con tornanti fino all’Alpe Giumello.
Se arrivate dall’alto lago di Lecco, potete salire anche da Bellano: la strada però è piuttosto strettina.
2. La passerella panoramica ai pian dei Resinelli
E’ probabilmente la via di fuga dalla città per i lecchesi e non solo!

Il Pian dei Resinelli è infatti proprio sopra la città di Lecco ed è la prima attrazione che troverete all’inizio della Valsassina salendo da Ballabio.

14 tornanti che vi porteranno in una località molto tranquilla da cui partono vari sentieri soprattutto per chi vuole salire sul Gruppo delle Grigne.

Ma c’è un altro sentiero, molto più semplice da percorrere a piedi, ultimamente super gettonato, che vi porterà alla scoperta di una delle cose da vedere della Valsassina: il Belvedere.

Un balcone naturale sul Lago di Lecco, reso ancora più ambito e affascinante da una passerella panoramica nuova di zecca sospesa nel vuoto in acciaio che da poco più di un anno è stata realizzata all’interno del Parco Naturale del Valentino.

Questa passerella ad alcuni è piaciuta ad altri un po’ meno criticandola perché è una sorta di “deturpazione” della montagna per la sua struttura in acciaio.

Altri l’hanno definita inutile perché comunque il panorama si vedeva lo stesso.
Personalmente a me è piaciuta molto ed è pazzesca.

Per raggiungerla potete decidere se fare una passeggiata più lunga sempre ad anello attorno al Monte Coltignone o semplicemente seguire il sentiero che direttamente conduce al punto del Belvedere.

In quest’ultimo caso tra andata e ritorno impiegherete meno di un’ora di cammino. Venti minuti a tratta… ma mettete in conto il tempo per le fotografie.
Inutile dirvi che se ci andrete nel week end potrete trovare affollamento e un po’ di coda per accedere alla passerella.

Assolutamente da fare per una foto super instagrammabile con sfondo sul Lago di Lecco, i laghi della Brianza e le due vette dei Corni di Canzo!
Lungo il percorso troverete anche la Casa Museo Villa Gerosa dove approfondire la storia del Gruppo delle Grigne. Da verificare giorni e orari di apertura.

Non mancate di fermarvi a prendere un bicchiere di vino in uno dei rifugi vicino al parcheggio. Per noi un rosso ed un bianco per soli 5 euro.
3. Il percorso ciclo-pedonale: da Barzio a Taceno
Una delle attività che ci piace sempre fare nei nostri viaggi anche quando andiamo all’estero, è esplorare il territorio in bicicletta seguendo i percorsi ciclabili.

In Valsassina troverete una bellissima ciclabile che spesso ci divertiamo a percorrere primo perché è facile facile e soprattutto lungo il suo percorso non mancano delle tappe gourmet che adoriamo.
Sono ben 14 i chilometri su cui si sviluppa la ciclabile della Valsassina: si parte dalla località di Fornace (Barzio) dove troverete un ampio parcheggio arrivando fino a Tartavalle (Taceno).

Diversi i punti da cui potrete comunque accedere se non volete percorrerla tutta. Tenete presente che la ciclabile è anche un ottimo percorso che potete fare a piedi.
Non preoccupatevi, la ciclabile è per lo più pianeggiante e scorre per quasi tutta la sua lunghezza a fianco del torrente Pioverna che vi capiterà di attraversare in più punti su ponticelli di legno.


Non lontano da Pasturo, andando verso Taceno, incontrerete anche la suggestiva Cascata di Sprizzitolo che lambisce proprio la ciclabile.
Due le tappe da non mancare: a Primaluna, uscite leggermente dal percorso per fermarvi da Beri Formaggi, realtà che esiste dal 1966 dove potrete fare incetta di prodotti tipici, sia formaggi che salumi.

Per una tappa più gourmet, ideale da fare al ritorno dopo che avrete percorso quasi 28 chilometri, ci si ferma a Pasturo dal Carozzi (vedi punto 6).
Se amate grigliare, lungo la ciclabile troverete il Bar il Chiosquito che mette a disposizione delle aree attrezzate per il barbecue.
Perfetto se volete fare un picnic on the bike e gustarvi ottime carni magari acquistandole in una delle macellerie della valle.

Tra andata e ritorno considerate un tempo di percorrenza di almeno 2 ore. Dipende poi quanto vi fermerete qua e là a scattare foto varie.
Prendetelo nello spirito dello slow travel in modo da apprezzare al meglio i borghi e il paesaggio che incontrerete.
Se avete necessità di noleggiare le biciclette potete farlo al Minigolf di Pasturo che troverete facilmente proprio lungo la statale.
4. Degustare i formaggi della Valsassina dal Carozzi
Da quando lo abbiamo scoperto qualche anno fa, il Carozzi è diventato un’altra tappa immancabile nelle nostre gite in Valsassina.

Nella loro bellissima e stilosa formaggeria la nostra sosta diventa un perfetto momento per rilassarci degustando i loro formaggi accompagnati da un bel bicchiere di vino.
Sappiate che a volte, anche in tardo pomeriggio, partiamo da casa proprio per andarci a fare da loro un aperitivo un po’ speciale.

Il Carozzi in realtà esiste dal 1960 ed è una vera istituzione del panorama caseario della Valsassina e aggiungerei dell’intera Lombardia.
Fondato da Aldo Carozzi è ora gestito dalla terza generazione rappresentata dai 3 nipoti tutti impegnati nel dare ulteriore lustro all’azienda di famiglia.

Prima dell’apertura della Formaggeria, che risale al 2015, era un po’ più defilato nella località di Ballabio.
Di sicuro la nuova posizione a Pasturo lungo la statale, complice anche la bellissima struttura, hanno fatto sì che diventasse più conosciuto… ed ha conquistato anche noi.
L’idea poi di aprire il locale di degustazione a fianco proprio dello stabile in cui vengono prodotti i formaggi freschi, è qualcosa che ci piace e risulta assolutamente vincente.

Anche perché è un concept molto internazionale che spesso ritroviamo nei nostri viaggi soprattutto in Nord America.
Lo stile e il design con cui è stato creato lo spazio dedicato alla degustazione, rendono la location davvero accogliente con un tocco di eleganza e di informali al tempo stesso, direi al passo con i tempi.

Bellissima l’ampia veranda con vetrate che vengono aperte o chiuse a seconda delle condizioni meteo e la terrazza coperta posta sopra proprio lo spazio veranda.
A completare l’atmosfera, l’ampio camino che viene acceso nelle serate e nelle stagioni più fredde.

Non mancano tavoli esterni e un’area verde ideale per famiglie con bambini con qualche tavolo e dove i bambini potranno divertirsi guardando gli animali della fattoria a cui è stato proprio dedicato un apposito spazio.
Ma veniamo al pezzo forte: i formaggi ed alcuni piatti tipici caldi, o meglio delle chicche, che qui troverete.

Per cominciare, ordinate assolutamente un tagliere di formaggi e salumi, o anche solo di formaggi: sarà il modo migliore per scoprire le loro eccellenze casearie.
A farla da padrone le diverse tipologie di formaggini di capra, il taleggio dop che qui troverete in ben 6 versioni diverse che cambiano in base ad affinatura e stagionatura e poi la loro specialità: il Gorgonzola DOP Selezione Dolce ma soprattutto il Capriziola!

Il Capriziola fatto con latte di capra è qualcosa di spaziale: rischio di portarne via ogni volta un’intera forma.
Non per niente sono stati entrambi premiati con la medaglia d’oro alla trentesima edizione dei World Cheese Awards!
Pochi i piatti caldi in menù: si punta tutto su tradizione e qualità. Potrete scegliere tra gli immancabili pizzoccheri, la polenta taragna e una chicca gourmet: gli sciattò a porter!
Al di là della dimensione, che è enorme, la vera particolarità ed originalità di questi sciatt è che il formaggio utilizzato è il taleggio che rende il ripieno super cremoso e filante: divini! E per chiudere assaggiate il loro yogurt con frutti rossi.

Nelle belle giornate potete richiedere anche la box picnic così da degustare le loro eccellenze dove meglio crederete immersi nel paesaggio della valle.
Una cosa è sicura, dal Carozzi non andrete via senza aver fatto incetta dei loro formaggi e prodotti nello store! Ah… se non passate da queste parti, sappiate che potete acquistarli anche dal loro sito di ecommerce.
5. Assaggiare il famoso panino dell’Imperatore all’Alva
Chi ci segue sui nostri social avrà visto più e più volte le foto e i post di quando ci fermiamo a mangiare all’Alva di Ballabio (spesso direi).
Anche questo è uno dei posti della Valsassina che frequento fin da quando ero bambina, tappa immancabile in particolare sulla via del ritorno verso casa.

Rimasto immutato nei decenni, solo di recente si è ampliato creando un nuovo spazio tutto vetrato che però non ha né stravolto né troppo contaminato il suo aspetto rustico.
Definire l’Alva non è semplice ma è una delle cose da vedere (e vivere) in Valsassina.

L’Alva è una grande bottega con cucina, dove i prodotti tipici come carni, salumi e formaggi non solo possono essere comprati ma possono (e dovete) essere degustati al momento.
Il menù di benvenuto, se così possiamo definirlo, è: pizzoccheri o polenta taragna, panino con salamella grigliata e bicchiere di vino.
Il tutto a 7.00 euro!!!

Se siete amanti della carne, il bancone sarà il vostro paradiso: troverete un’ampia scelta di tagli che potrete ordinare e vi verranno grigliati al momento! Imperdibile il panino dell’imperatore e l’hamburger di capra.
6. Dormire in un Mountain Lodge: Maso Zambo
Se cercate un posto davvero figo ed esclusivo dove dormire in Valsassina, non ancora così conosciuto, allora dovete scoprire Maso Zambo.

Di recente apertura (giusto qualche mese prima del lockdown), Maso Zambo è davvero un luogo quasi segreto.
A pochi chilometri da Barzio, questo elegante agriturismo con solo due stanze è qualcosa di assolutamente inaspettato che ci ha letteralmente sorpreso.
Isolato e quasi invisibile in quanto circondato dal verde e nascosto in una sorta di conca, Maso Zambo più che un agriturismo è un concetto di accoglienza esperienziale di altissimo livello.

Potrete coccolarvi nella spa che avrete in esclusiva così da avere lo spazio a disposizione solo per voi (alternandosi con gli altri ospiti). Unica cosa, sappiate che all’interno si sta rigorosamente nudi e per accedervi sarete dotati di accappatoi e asciugamani (in sostanza niente costumi).
Assolutamente da provate, su richiesta e con costo a parte, lo scrub al miele ottenuto direttamente dalle arnie del maso.
Fatevi poi coccolare da una cena gourmet di 4 portate preparate da Stefano, proprietario visionario e al tempo stesso chef che propone ricercatissimi e gustosi piatti realizzati esclusivamente con prodotti dell’orto o dell’allevamento del Maso.

La cena è così intima che vi sembrerà quasi di avere un personal chef a voi dedicato.
Le stanze sono essenziali ma frutto di un’attento studio di design dove la materia come il legno e la pietra sono protagonisti conservando così quegli elementi propri della struttura originaria.
A poco più di un’ora da Milano, qui verrete davvero proiettati in una nuova dimensione agromontana-chic per un perfetto week-end lontano dai rumori e dal caos della città.
7. Isolarsi dal mondo ai Grassi e Lunghi
Dal nome super simpatico situato ai piedi della Grigna e Grignetta sul lato opposto della valle rispetto a Maso Zambo, “I Grassi e Lunghi” è un agriturismo più tradizionale, dove il tempo sotto certi aspetti sembra essersi fermato.

Ai Grassi e Lunghi vi sembrerà quasi di essere in un piccolo, piccolissimo borgo di montagna quasi disabitato dove il cellulare non prende (perfetto per un social detox!)
L’accoglienza è quella tipica dei posti di montagna: tre stanze a disposizione ricavate in una parte della cascina (la più bella è quella con la testata del letto di legno) e un ristorante aperto anche a chi non è ospite dove gustare un menù corposo della tradizione con ottimi piatti di carne e selvaggina.

Anche ai Grassi e Lunghi vige il concetto di utilizzare per lo più ingredienti e prodotti genuini frutto dell’orto e dell’allevamento di capre e mucche. Nota di merito per le torte fatte in casa servite per colazione.

Anche in questo caso si viene qui per staccare la spina, fare un po’ di digital detox se serve e mangiare tanto e bene gustando la cucina tipica di montagna.
Per raggiungerlo o si fa una piacevole e brevissima passeggiata di poco più di dieci minuti o si deve chiamare il proprietario che vi verrà a prendere con la jeep. Preparate dunque un bagaglio comodo e leggero.
La strada che dal parcheggio porta ai Grassi e Lunghi è infatti una mulattiera che non si può certo percorrere con una normale auto.
Ideale anche per famiglie con bambini, noi ricordiamo ancora la crostata di grano saraceno assaggiata a colazione! Ottimo come base se siete amanti del trekking in montagna perché da qui partono e passano diversi sentieri.
8. Assaggiare i Caviadini i biscotti tipici della Valsassina
Non è Valsassina senza pizzocheri (che poi sono della Valtellina) Bresaola, formaggi ma soprattutto Caviadini.

Specialità dolce della valle, sono dei biscotti molto burrosi e ricchi di sapore, ideali da inzuppare a colazione nel caffe-latte.
Buoni, anzi buonissimi, li potrete trovare nella versione originale oppure con aggiunta di granella di zucchero o gocce di cioccolato.

Io ne faccio sempre scorta! Li troverete ovunque. I miei preferiti però sono quelli del Carozzi.
Ok direi che ora sapete in Valsassina cosa vedere e cosa amo fare! Non vi resta solo che decidere quando andare e fare una gita in montagna. Mi raccomando fatemi sapere poi eh!









2 risposte
Grazie.per le informazioni oggi siamo andati a mangiare dal Carozzi e ci siamo trovati benissimo
Ciao Gabriella! Sono davvero contenta che ti sia piaciuto il Carozzi è uno dei miei posti preferiti e non manco mai di andarci quando vado in Valsassina!