Cosa vedere a Nantes a Natale? Semplicemente Nantes. Ed è proprio questo il punto.
Visitare Nantes a Natale, città della Bretagna attraversata dalla Loira e a pochi chilometri dall’oceano, significa scoprire una meta alternativa alle classiche destinazioni natalizie, perfetta sia per un weekend lungo sia come gateway ideale per esplorare la Bretagna.
Ed è questo che ci ha fatto scegliere proprio questo periodo dell’anno per visitarla per la prima volta.
Per noi dunque, che facciamo diversi viaggi in Francia, è stata una scoperta recente, vissuta con il giusto tempo a disposizione: 48 ore a Nantes, sufficienti per capirne l’anima e lasciarsi sorprendere. Certo, la città ha molto da offrire e un terzo giorno non sarebbe stato affatto superfluo, soprattutto per approfondire la parte museale e alcuni quartieri più defilati. Ma già con un itinerario di 48 ore a Nantes si riesce a cogliere perfettamente il suo equilibrio tra storia, sperimentazione e qualità della vita.

Se quindi state cercando cosa vedere a Nantes a dicembre, se siete un po’ stanchi dei soliti mercatini di Natale (che, diciamocelo, sembrano ormai tutti una copia dell’altro) e avete voglia di una città autentica e per nulla scontata, Nantes merita senza dubbio un posto nella vostra lista. Un Natale diverso, meno eclatante di sicuro, ma decisamente più interessante.
Dove si trova Nantes la città più creativa della Bretagna
Nantes è una città della Bretagna, anche se amministrativamente oggi fa parte dei Pays de la Loire.
Sesta città della Francia per popolazione, il legame con la Bretagna, però, è profondo e palpabile: storico, culturale, identitario. Non a caso, per secoli è stata la capitale del Ducato di Bretagna.
La città è attraversata dalla Loira, il fiume più lungo di Francia, che qui rallenta il suo corso prima di aprirsi verso l’oceano Atlantico, distante solo qualche decina di chilometri. Questa posizione geografica ha reso Nantes un porto strategico, un centro industriale e commerciale importantissimo, soprattutto nei secoli passati.

Oggi quel passato industriale non è stato cancellato, ma trasformato. Ex cantieri navali, magazzini e aree dismesse sono diventati spazi culturali, quartieri creativi, luoghi di sperimentazione urbana. Nantes è diversa proprio per questo: non si è rifatta il look, si è reinventata.
E la sua trasformazione è in continua evoluzione con una dinamicità che difficilmente si trova altrove.
Cosa vedere a Nantes a Natale: un’atmosfera fuori dagli schemi
Nantes non è la prima città che viene in mente quando si pensa al periodo natalizio. Qui il Natale è meno rumoroso, ma non per questo è meno stimolante.
Se vi state chiedendo cosa vedere a Nantes a Natale, la risposta passa inevitabilmente da Nantes en hiver 2025, il progetto invernale curato da Le Voyage à Nantes che trasforma la città in un grande percorso artistico a cielo aperto. Parliamo di oltre trenta installazioni luminose e opere urbane, distribuite tra centro storico, rive della Loira e quartieri più creativi, pensate per essere scoperte camminando, senza un vero inizio né una fine.
Il Natale a Nantes non è mai decorativo fine a se stesso. Molti degli interventi del 2025 portano la firma – o comunque il linguaggio – di artisti contemporanei legati al mondo dell’arte pubblica e dell’installazione urbana, con una forte attenzione al dialogo tra opera e spazio cittadino. Il risultato è un percorso che alterna ironia, poesia e una certa dose di spiazzamento visivo.



Seguendo la Green Line, il tracciato verde che attraversa Nantes e guida il visitatore tra i principali punti di interesse, ci si imbatte in alcune delle opere più iconiche. Nel centro storico, ad esempio, è impossibile non notare il cervo gigante che sembra emergere da un muro, come se la natura stesse lentamente riprendendosi la città. In Place Royale, invece, il muflone monumentale diventa protagonista dello spazio urbano, osservando silenzioso il via vai quotidiano, in un gioco continuo tra realtà e immaginazione.
Le installazioni non sono mai isolate: dialogano con l’acqua, con le facciate degli edifici, con le piazze e con chi le attraversa. Alcune sono luminose e leggere, altre più simboliche, altre ancora volutamente ironiche. Un vero e proprio racconto urbano natalizio, fatto di incontri inattesi e visioni fuori scala.
Tra i simboli più riconoscibili del Natale a Nantes c’è anche Mama Noël, una reinterpretazione decisamente non convenzionale di Babbo Natale. Babbo Natale è infatti una figura femminile che rompe con l’immaginario tradizionale cercando di diventare rappresentazione dello spirito della città: inclusiva, creativa, mai allineata. Mama Noel non è quindi solo una decorazione, ma un messaggio chiaro su cosa significhi oggi rileggere il Natale in chiave moderna.



Ed è proprio questo che ci ha incuriosito quando abbiamo pensato a Nantes come la nostra meta di Natale per quest’anno. Ci è piaciuta l’idea di andare a visitare qualcosa che va fuori dai soliti schemi, una città che non rincorre i cliché e che offre invece un’esperienza diversa, ideale per un weekend lungo in Bretagna o come punto di partenza per esplorare la regione anche in inverno.
Dimenticatevi dunque l’idea di una città tappezzata di decorazioni tradizionali. A Natale, la città più importante della Bretagna, sceglie un’altra via grazie al progetto “Nantes en hiver“, un programma di installazioni luminose e artistiche che trasforma la città in modo leggero ma spesso sorprendente.
Cosa vedere a Nantes: 48 ore seguendo la Green Line
Se avete poco tempo, Nantes vi semplifica la vita con un’idea geniale: la Green Line. Si tratta di una linea verde tracciata direttamente sulla superficie delle diverse vie e strade che attraversa la città collegando tutte le principali attrazioni. in un certo senso già pronto. Noi l’abbiamo trovata uno strumento davvero utile perché non è solo un percorso turistico, ma è un vero e proprio itinerario per scoprire Nantes che diventa un aiuto ad esplorare senza stress, seguendo un filo logico che unisce passato e presente.


E se programmerete un viaggio con bambini a Nantes, sarà di sicuro un aspetto che a loro piacerà molto creando interazione e quella curiosità del… ma cosa c’è dopo?
Giusto per fare un esempio, noi siamo partiti proprio dall’Ufficio del Turismo di Nantes, che si trova proprio di fronte al Castello dei Duchi di Bretagna. E seguendo la Green Line siamo passati naturalmente da Place Royale, con la sua iconica fontana progettata da Mathurin Crucy – un monumento che celebra non eroi o sovrani, ma gli abitanti comuni della città – al Castello dei Duchi di Bretagna, fino ad arrivare direttamente all’Isle de Nantes.
Il bello è proprio questo: non si salta da un punto all’altro, ma si vive la città nel mezzo.
Île de Nantes e le Machines de l’Île
Se c’è un luogo che racconta meglio di qualunque altro l’evoluzione di Nantes negli ultimi decenni, è senza dubbio l’Île de Nantes. Un tempo cuore industriale e polo della cantieristica navale, oggi è uno dei quartieri più interessanti e creativi della città, simbolo di una rigenerazione urbana riuscita, dove architettura contemporanea, spazi culturali e installazioni artistiche hanno dato un nuovo volto.
Non è legata al tema del Natale, ma è una tappa imprescindibile per chi si chiede cosa vedere a Nantes, anche perché qui ha sede uno dei progetti culturali più iconici della Francia: Les Machines de l’Île. Inaugurato nel 2007 questo progetto è stato ideato da François Delarozière, artista e costruttore di macchine monumentali, insieme a Pierre Orefice, direttore artistico del progetto.

All’Île de Nantes, tenetevi pronti a scoprire un universo visionario che unisce arte, ingegneria e immaginazione, ispirandosi ai mondi fantastici di Jules Verne (lo scrittore è nato proprio a Nantes), e alle intuizioni meccaniche di Leonardo da Vinci.
Le Machines de l’Île, innanzitutto, non sono né un museo tradizionale né un parco tematico: è uno di quei luoghi che non assomigliano a nulla di già visto.
Sono a tutti gli effetti un’esperienza immersiva, pensata per essere osservata ma anche vissuta. Proprio per la loro unicità sono una delle attrazioni più originali di Nantes (aggiungerei di tutta la Francia e anche oltre), che da sole valgono il viaggio.
Il simbolo assoluto del progetto è l’Elefante meccanico di Nantes, una creatura monumentale alta come un edificio, realizzata in legno e acciaio, che si muove lentamente nello spazio aperto dell’area dedicata al “mondo terrestre”. È possibile “salire a bordo” e diventare passeggeri di questo incredibile mammifero meccanico per un percorso di circa mezz’ora.
Un’esperienza suggestiva, anche se – a nostro avviso – il momento più emozionante resta osservarlo da terra: i movimenti realistici, il rumore dei meccanismi, la proboscide che improvvisamente spruzza acqua verso il pubblico, lasciano davvero a bocca aperta.



Accanto all’elefante, il Carrousel des Mondes Marins è una delle esperienze più spettacolari dell’intero complesso. Si tratta di una giostra monumentale su tre livelli, ognuno dedicato a uno dei tre “strati” del mondo marino: fondali profondi, abissi e superficie.
Qui non si sale semplicemente su una giostra, ma si sceglie una creatura marina – granchi giganti, calamari, pesci fantastici – tutte dotate di comandi manuali che permettono così ai “naviganti” di interagire direttamente con le macchine, muovendone parti del corpo.
Un’esperienza che rende questo luogo unico nel panorama delle cose da fare a Nantes.
Il percorso si completa con la Galerie des Machines, uno spazio espositivo e performativo dove si assiste a una vera e propria performance di circa un’ora. Qui una quindicina di macchine prende vita davanti al pubblico, mentre il personale racconta la storia, il funzionamento e il significato di ogni creazione.
Le Machines de l’Île sono a mio avviso una perfetta rappresentazione della nuova anima di Nantes: una città che ha scelto di reinterpretare il proprio passato industriale trasformandolo in una delle esperienze culturali più innovative d’Europa.
Nota pratica: per salire sulle attrazioni (Elefante, Carrousel) e visitare la Galerie des Machines è fortemente consigliata la prenotazione anticipata sul sito ufficiale, soprattutto nei periodi di alta affluenza come il Natale e i weekend. Considerate di dedicare almeno 3 ore alla visita dell’area e delle sue attrazioni.
Itinerario a Nantes a Natale: cosa vedere in 48 ore
Nantes ha un rapporto profondo e quasi viscerale con l’arte, e lo si percepisce camminando per la città senza bisogno di entrare subito in un museo. Del resto come vi dicevo, la stessa atmosfera natalizia della città, con le sue luminarie particolari, svelano questa anima creativa che dialoga continuamente con l’ambiente urbano.
Essendo la prima volta che visitavamo la città, il nostro itinerario di Natale a Nantes è risultato piuttosto classico, al di là delle nostre deviazioni gourmet che non possono mancare mai. Abbiamo così attraversato in lungo e in largo la città e questo ci ha permesso anche di scoprire lungo il percorso anche le principali luminarie e installazioni natalizie.


Punto di partenza, uno dei luoghi più storici della città, il Castello dei Duchi di Bretagna. Prima però abbiamo fatto tappa nell’ufficio del turismo, situato praticamente di fronte al castello, per avere un po’ di dritte ed organizzare così al meglio la nostra visita.
Da lì, seguendo la Green Line, siamo passati dalla Cattedrale di Nantes, imponente nella sua architettura gotica, uno stile che accomuna molte delle grandi cattedrali francesi. Attraversando parte del centro storico ci siamo diretti subito in una delle piazze simbolo, Place Royale, l’unica dove, durante il periodo di dicembre, si trova anche un tipico mercatino di Natale con diversi stand sia gastronomici che di artigianato.

Ma al di là dell’atmosfera natalizia, la piazza merita una sosta per la sua fontana monumentale che oggi ospita (e ancora per pochi mesi) una delle opere più eclettiche della città. A renderla così unica nel suo genere, sono le statue che attualmente e temporaneamente la compongono in sostituzione di quelle originali (oggetto di restauro): opera dell’artista olandese Willem de Haan, le statue rappresentano allegoricamente e in chiave contemporanea gli abitanti di Nantes rendendo dunque omaggio a chi oggi la abita e la vita oltre che a raccontare visivamente l’identità della città.
Restando in tema di arte urbana, un’altra scultura da non perdere è L’Horloge du Pas de Côté dell’artista Philippe Ramette in Place du Bouffey. Si tratta di una statua in bronzo che raffigura un uomo con una gamba sospesa nel vuoto, in una posizione volutamente impossibile. Si tratta di una metafora potente dell’audacia creativa di Nantes, della sua capacità di “stare in equilibrio” tra sperimentazione artistica e identità storica.
Per una vera atmosfera natalizia a Nantes, quella più tradizionale per intenderci, ci siamo fermati al Passage Pommeraye, un passaggio, o meglio una galleria coperta che risale all’800, decisamente scenografica. Decorata in modo elegante con tanti fiocchi rossi, qui troverete anche molti negozi interessanti perfetti per trovare qualche idea di regalo di Natale.

Tenete presente però che alle 20:00 i cancelli di ingresso vengono chiusi per garantire una giusta tranquillità a chi qui ha la fortuna di abitarci.
Impossibile poi non citare Place de l’Opéra, dominata dalla facciata del Théâtre Graslin. L’edificio, con il suo elegante colonnato, richiama l’architettura classica dei templi antichi, conferendo alla piazza un’atmosfera solenne. Visitatela all’imbrunire o in serata quando la facciata diventa ancora più protagonista con le luci natalizie. È di sicuro uno di quei luoghi che raccontano la Nantes più raffinata e borghese.

Il legame tra la città e la cultura emerge in modo ancora più forte visitando il Musée Jules Verne, dedicato a uno dei suoi cittadini più illustri. Jules Verne infatti è nato proprio a Nantes e il museo si trova nel quartiere di Chantenay, l’unico che si sviluppa su una sorta di collina. Da qui si gode una vista dall’alto sulla città e sulla Loira. La posizione stessa del museo sembra quasi un invito a guardare lontano, verso l’oceano, proprio come nei racconti visionari dello scrittore.


Scendendo dalla collina, abbiamo incontrato i nuovi Jardins Extraordinaires, un progetto recente che sorprende ricavato all’interno di quello che era un tempo una cava. Tra piante esotiche, giochi d’acqua e cascate, a tratti sembra di trovarsi in una destinazione tropicale più che in un contesto urbano europeo. Di sicuro è un altro esempio perfetto di come Nantes riesca a reinventare i propri spazi.
Ci siamo poi spostati la Birrificio Little Atlantique scoprendo un quartiere decisamente underground sotto vari aspetti ma che a noi è piaciuto molto.



Da lì con il Navibus, il sistema di shuttle naviganti che collega alcuni punti della città dislocati lungo il fiume Loira, ci siamo spostati al’Île de Nantes, dove al calare del buio il paesaggio cambia completamente. Qui, oltre a tutta la parte delle Macchine di Nantes, si trovano i celebri anelli luminosi installati dall’artista Daniel Buren, lo stesso autore delle iconiche colonne a strisce bianche e nere del Palais Royal di Parigi.
Queste grandi cerchi luminosi richiamano il mondo marittimo e il passato portuale della città: possono essere interpretate come cannocchiali rivolti verso il fiume o, osservate singolarmente, come cornici che racchiudono scorci sempre diversi di Nantes e rileggono lo spazio urbano da nuove prospettive.
Nel giorno successivo, il nostro itinerario a Nantes è proseguito in modo più slow, dedicandoci a vivere il centro storico e aggiungendo alcune tappe che ci hanno portato a scoprire altre parti della città. Tra queste:
1) il Mercato coperto di Talensac, da visitare assolutamente al mattino non appena apre.
2) i Giardini Giapponesi, situati sull’Isola di Versailles, a circa 10 minuti a piedi dal Mercato di Talensac, che però di sicuro meritano di essere visti più in primavera che in inverno;


3) Il Musée d’Arts de Nantes, ben curato, con una collezione che attraversa i secoli e si interfaccia con l’identità della città. È uno di quei musei che devo ammettere invitano a entrare.
Dove mangiare a Nantes: 5 ristoranti provati e consigliati
Nei nostri viaggi in Francia ci piace sempre andare a caccia di ristorantini. Gli indirizzi che abbiamo provato a Nantes raccontano stili diversi, ma coerenti con l’anima della città e con il suo legame al territorio.
La scena gastronomica di Nantes è infatti altrettanto viva e sorprendentemente trasversale: è possibile trovare piatti che affondano le radici nella tradizione bretone o piatti che convivono con una cucina francese più contemporanea. Il tema ricorrente è comunque quello dell’utilizzo di prodotti fortemente legati al territorio.
E da questo punto di vista il consiglio che vi do per scoprire il territorio di Nantes è di partire proprio da un calice di vino: in ogni ristorante chiedete sempre di accompagnare i piatti con un buon Muscadet, il vino simbolo di Nantes e della Loira Atlantica. È un bianco secco, fresco e diretto, che nasce a pochi chilometri dall’oceano ed è perfetto con pesce, crostacei e formaggi. Ne abbiamo assaggiati diversi, di annate e cantine differenti: dire quale ci sia piaciuto di più è quasi impossibile, perché ognuno racconta sfumature, aromi e caratteri molto diversi.
Ecco dunque i cinque indirizzi che abbiamo provato, cinque ristoranti di Nantes che raccontano stili diversi, e che rappresentano sotto diversi aspetti il variegato mondo culinario della città:
La Macotte, nel centro storico, è probabilmente uno dei ristoranti più interessanti se si cerca una cucina contemporanea e curata. Qui la gastronomia di Nantes viene riletta in chiave moderna: tecnica precisa, presentazioni eleganti e grande attenzione alla stagionalità. Nei piatti ritornano spesso elementi della cucina locale, come il pesce dell’Atlantico, le verdure di stagione, le salse al burro salato – vero pilastro della Bretagna – reinterpretate con equilibrio e finezza. Squisisto il loro agnello alla Wellington! L’atmosfera è raffinata ma accogliente, perfetta per una cena speciale senza eccessi formali. Noi qui ci torneremmo subito!



Balthazar, anche questo in pieno centro storico, rappresenta invece l’essenza della trattoria francese più autentica, uno di quei posti che vengono in mente quando si pensa a ristoranti tipici a Nantes. L’ambiente è conviviale, il menù rassicurante. Qui dominano i grandi classici: carni ben eseguite, piatti in salsa, preparazioni che parlano di casa e di comfort food francese. Ottima la loro interpretazione del raviolo, una pasta fresca aperta che in questa stagione è proposta ripiena di crema di zucca e castagne. Balthazar è il luogo ideale per assaggiare una cucina senza fronzoli.
L’Éphémère, in una via un po’ più defilata non lontano dal Museo des Artes, si entra invece nella Nantes più contemporanea e consapevole. La cucina è moderna, fortemente legata ai produttori locali e ispirata a una filosofia slow e sostenibile. Il menù cambia spesso, segue il ritmo delle stagioni e valorizza ingredienti del territorio, con una particolare attenzione al mondo vegetale. È a nostro avviso uno degli indirizzi più interessanti per chi cerca una proposta che unisca gusto e creatività. Il tutto ad un prezzo davvero popolare che qui da noi in Italia ci scordiamo soprattutto vista la qualità e ricercatezza dei loro piatti.



Les Lapins de la Butte, nei pressi del museo di Jules Verne, è uno dei bistrot più accessibili della città. Qui si respira un’atmosfera rilassata e informale, da vero locale di quartiere ma con un design moderno ma equilibrato, e la cucina racconta la tradizione francese più diretta. Le entrées sono eccellenti – il paté di coniglio è una vera chicca – e il loro menù incarna molto benna quella che è la cucina bretone semplice e concreta, fatta di sapori netti, ottime materie prime e prezzi onesti. Un indirizzo che ci ha sorpreso e che consigliamo senza esitazioni.



La Cigale, un’istituzione storica più da vivere che da mangiare: interni spettacolari in stile Art Nouveau, atmosfera d’altri tempi, ideale anche solo per una pausa o un caffè, lasciandosi affascinare dal contesto. Da rivedere a nostro avviso invece per la cena, ci saremmo aspettati qualcosa di più rispetto ad una cucina rimasta anch’essa legata un po’ troppo al passato (ma non nei costi).


Cosa mangiare a Nantes: suggerimenti per un food tour
Come sempre, anche a Nantes non abbiamo resistito alla tentazione di andare oltre le attrazioni più note e di cercare quei luoghi che raccontano davvero un territorio attraverso il gusto. Botteghe storiche, indirizzi artigianali, boulangerie… per noi il viaggio passa sempre anche da qui. Ecco dunque il nostro food tour a Nantes che vi suggeriamo anche perché la maggior parte degli indirizzi li troverete proprio lungo il percorso:






- Les Rigolettes Nantaises, nel cuore del centro storico a pochi passi dalla Basilica. Non si può lasciare la città senza aver assaggiato le iconiche caramelle di Nantes, declinate in una miriade di gusti. La bottega, pur non essendo quella originaria, conserva un fascino d’altri tempi: varcare la soglia è come fare un piccolo salto nel passato. Qui le Rigolettes vengono ancora prodotte secondo la ricetta originale del loro creatore, e l’acquisto diventa quasi un rito, oltre che un souvenir goloso.
- A pochi passi, per chi ama i formaggi quanto noi, Fromagerie Les Carmélites è una tappa obbligata. Un indirizzo che profuma di latte e affinature curate, dove lasciarsi guidare nella scelta è sempre la soluzione migliore. Anche una piccola selezione da portare via è perfetta per una degustazione da improvvisare lungo il percorso. Da non perdere il Curé Nantais, uno dei rari formaggi della zona: pasta molle, carattere deciso e una leggera nota affumicata che lo rende davvero interessante.
- Se invece il vostro debole è il cioccolato, segnatevi Chocolaterie Gautier. Ospitata nella bottega più antica di Nantes, in pieno centro storico, è un luogo che colpisce già prima dell’assaggio. Gli interni in stile Art Déco sono spettacolari, così come le loro creazioni: cioccolatini eleganti, intensi, irresistibili. Il rischio è uno solo: creare dipendenza. Anche se non siete grandi amanti del cioccolato (c’è qualcuno che non lo è?), una visita qui vale comunque la deviazione.
- Per chi, come noi (in particolare Alessandro), ha una passione dichiarata per la birra artigianale, Little Atlantique Brewery è un altro indirizzo da non perdere. Il birrificio si trova in un edificio industriale recuperato con grande intelligenza architettonica, in un quartiere creativo e un po’ underground. La selezione di birre è ampia: qui abbiamo assaggiato per la prima volta una DIPA (Double IPA), intensa, aromatica, con note fruttate davvero interessanti. Il birrificio ha anche una cucina che propone piatti da comfort food e spesso si tengono anche dei concerti. Plus non da poco: proprio di fronte si trova la fermata del Navibus, il battello che collega via fiume con l’Île de Nantes.
- Le boulangerie meritano un capitolo a parte. È una mia debolezza e, ovunque vada in Francia, non manco mai di entrarne almeno un paio. Nell’Isola di Nantes fate un salto alla Maison Arlot Cheng per un obiettivo preciso: assaggiare il Gâteau Nantais, dolce simbolo della città. A base di mandorle e rhum, racconta perfettamente il passato portuale di Nantes, quando le navi rientravano cariche di prodotti esotici. È un dolce semplice ma identitario, da provare.
- Se cercate un vero concentrato di esperienze enogastronomiche, il posto giusto è il Marché de Talensac. Questo mercato coperto e autentico, è un piccolo paradiso per chi ama mangiare bene. Tra formaggerie, gastronomie, boulangerie e banchi di ostriche della Bretagna, è impossibile uscire a mani vuote.
Fermatevi da La Petite Boulangerie per viennoiserie e pane artigianale, scegliete uno dei tanti venditori di ostriche (a noi le hanno aperte e fatte degustare direttamente sul posto) e concedetevi una sosta da Maison Guillon per le loro crêpes al burro e zucchero, oppure per una versione mignon del Gâteau Nantais.
Al Marché de Talensac il giro dei sapori è assicurato, e perdere un paio d’ore tra gli stand sarà tempo speso nel migliore dei modi.
Una curiosità artistica riguarda anche il mercato di Talensac inserito tra le tappe del Voyages a Nantes: alzate lo sguardo sopra ogni porta di ingresso e potrete vedere delle simpatiche installazioni (sono 10 in totale) che raccontano di una storia d’amore che nasce proprio tra due frequentatori del mercato.
Come muoversi a Nantes: a piedi, tram e navibus sulla Loira
Nantes è una città a misura d’uomo, o meglio: a misura di camminata. Il centro storico, l’Île de Nantes e gran parte dei luoghi di interesse sono facilmente raggiungibili a piedi. Noi l’abbiamo esplorata avanti e indietro più volte, senza rendercene conto… fino a quando, a fine giornata, i piedi hanno iniziato a fumare. Segno che sì, Nantes si gira benissimo camminando.
Quando però serve spostarsi più rapidamente, la città offre una rete di trasporti pubblici efficiente e ben organizzata. Il tram è senza dubbio il mezzo più comodo: alcune linee costeggiano la Loira e permettono di muoversi velocemente tra centro, quartieri creativi e zone più periferiche, senza stress.

Nota di merito assoluta per Nantes: durante il weekend tutti i mezzi pubblici sono gratuiti. Un segnale concreto e intelligente per incentivare una mobilità sostenibile e responsabile, lasciando l’auto completamente fuori dai giochi. Un modello che molte altre città europee dovrebbero seriamente prendere come esempio.
Infine, c’è il Navibus, il battello urbano che collega diversi punti sulle due sponde della Loira e l’Île de Nantes via fiume. Non solo pratico, ma anche piacevole. Noi lo abbiamo utilizzato, ad esempio, per spostarci dal birrificio all’isola: un modo diverso e rilassante di vivere la città, seguendo il suo elemento naturale più identitario, l’acqua.
Dove dormire a Nantes
Devo ammettere che, per essere una città così grande e creativa, Nantes non abbonda di hotel davvero rappresentativi della sua anima artistica. Detto questo, durante il nostro soggiorno abbiamo provato due indirizzi molto diversi tra loro.


A) Hotel Oldegar, una struttura di recente apertura dallo stile decisamente urban. La posizione è uno dei suoi punti di forza: si trova a pochi passi dalla stazione ferroviaria e dal Castello dei Duchi di Bretagna, quindi perfetto per chi arriva in treno o vuole muoversi comodamente a piedi.
Gli spazi comuni sono moderni, colorati, con un mood giovane e piuttosto cool. Le camere, invece, risultano più essenziali e spartane, forse un po’ meno caratterizzate rispetto alle aree comuni. È un hotel che funziona molto bene per un pubblico giovane, per chi cerca un buon rapporto qualità-prezzo e non ha particolari esigenze di comfort extra. Buona la colazione a buffet, semplice ma curata.
B) Hotel Voltaire Opéra, un boutique hotel 3 stelle situato, come suggerisce il nome, a pochi passi da Place de l’Opéra, in una delle zone più eleganti della città. Qui l’atmosfera cambia completamente: edificio storico, stile più classico, ma con un tocco di eleganza discreta e coerente con il contesto urbano. La nostra Deluxe Superior era decisamente spaziosa e con un tocco di ricercatezza nella qualità degli arredi. Considerando il periodo natalizio, aveva tariffe decisamente accessibili. Ottima anche la colazione, servita in una sala luminosa con tetto trasparente, una sorta di giardino d’inverno molto piacevole. Buona la scelta tra dolce e salato, con una menzione speciale per il pane dolce, davvero eccellente.
Se dunque state organizzando la vostra visita alla città e siete alla ricerca di dove dormire a Nantes, l’Hotel Oldegar e l’Hotel Voltaire Opéra sono due hotel diversi con due approcci opposti, da scegliere dunque in base a quello più in linea con il proprio stile di viaggio.
Come raggiungere Nantes: volo o treno
Raggiungere Nantes è molto più semplice di quanto si pensi, ed è uno dei motivi per cui questa città della Bretagna è una scelta perfetta anche per un weekend lungo o un viaggio di 48 ore. Non serve organizzare itinerari complessi: Nantes è ben collegata, accessibile e sorprendentemente vicina, soprattutto se inserita all’interno di un itinerario di viaggio in Bretagna o un itinerario in Francia più ampio.
Dall’Italia, i collegamenti aerei sono comodi e diretti, soprattutto dal Nord. Da Milano Malpensa è attivo il volo diretto operato da easyJet, una soluzione pratica e veloce che permette di atterrare direttamente all’Aeroporto Nantes Atlantique, a pochi chilometri dal centro città. Una volta arrivati, il trasferimento è immediato: navetta aeroportuale o taxi consentono di raggiungere il cuore di Nantes in circa 20–30 minuti, rendendo l’arrivo semplice anche per chi viaggia con tempi stretti o per un city break.
Ma Nantes funziona benissimo anche come estensione di un viaggio a Parigi, ed è forse una delle combo più intelligenti da prendere in considerazione, soprattutto nei mesi invernali. SNCF collega le due città con treni ad alta velocità (TGV) frequenti ed efficienti, e il viaggio dura circa due ore: il tempo di un film o di qualche pagina di libro. Un collegamento così rapido rende Nantes una tappa ideale dopo la capitale francese, perfetta per chi cerca destinazioni alternative a Parigi senza rinunciare alla comodità degli spostamenti.
Questa vicinanza rende Nantes particolarmente interessante per chi vuole alternare grandi classici e mete meno scontate, passando dalla monumentalità parigina a una città più creativa, rilassata e sperimentale, tipica dell’anima bretone. Un cambio di scenario netto, ma senza stress logistico, ideale anche per un viaggio invernale in Francia.


Che si arrivi in aereo dall’Italia o in treno da Parigi, Nantes si conferma una città fuori dai soliti circuiti turistici facile da raggiungere, facile da vivere e perfetta anche per chi ha poco tempo.
Quando visitare Nantes: il periodo migliore
Se vi state chiedendo quando visitare Nantes, la risposta è semplice: praticamente tutto l’anno. La città è una meta versatile che cambia carattere a seconda della stagione.
La primavera e l’estate sono ideali per esplorare Nantes all’aperto, tra le rive della Loira, i parchi cittadini e l’Île de Nantes animata da eventi culturali. L’autunno regala un’atmosfera più intima, l’inverno, invece, è il periodo più sorprendente.
Visitare Nantes a Natale significa scoprire installazioni artistiche e luminose che trasformano la città in modo creativo grazie a progetti come Voyage en hiver.
In ogni stagione, Nantes offre un’esperienza diversa, rendendola una destinazione ideale sia per un weekend lungo sia come porta d’accesso per esplorare la Bretagna.
Nantes, in conclusione
Nantes non è una città che ti travolge al primo sguardo. È una città che si lascia scoprire poco alla volta, camminando, osservando, accettando il suo ritmo. A Natale, questa sua identità emerge ancora di più, lontana dagli stereotipi e dalle destinazioni inflazionate.
In 48 ore si può assaporare abbastanza da capire che sì, Nantes è davvero una delle città più interessanti e creative da visitare in Francia. Anche – e forse soprattutto – a dicembre.
ll nostro viaggio sulle Alpi Francesi è stato realizzato in collaborazione con Atout France e l’ente del turismo Le Voyage à Nantes le considerazioni qui descritte e raccontate sono assolutamente personali ed esulano dalla collaborazione.









