Chi lo avrebbe mai detto che sarei tornata tra i banchi di scuola!
Devo dire che però è stato un piacere, o forse dovrei dire che è stato un onore, perché questo rientro è stato un po’ particolare: infatti a scuola sono andata per cenare in un ristornate didattico a Monza.
Ora, non immaginatevi la classica scuola con banchi, cattedra e lavagna (beh però la campanella al cambio dell’ora suona eh)
Ma immaginatevi l’istituto alberghiero Olivetti di Monza, dove tanti giovani ragazzi sognano di diventare il nuovo Cracco, il nuovo Bastianich o semplicemente degli chef capaci di realizzare piatti strepitosi!

Immaginate che per imparare un lavoro sempre più desiderato da tanti e comprendere realmente cosa significhi confrontarsi con un ristorante vero, l’istituto apra le porte al pubblico e vi “invitino a cena“.
Ecco Olivettando il suo ristorante didattico a Monza, da mettere in lista tra i posti dove mangiare in Brianza.
La scuola professionale di Monza
L’Istituto Alberghiero Olivetti di Monza con ha sede in Via Lecco, da circa un anno, grazie all’intuito dei suoi professori, ha aperto le porte della scuola al pubblico attraverso il lancio di un innovativo concept, il Ristorante didattico Olivettando.
Il progetto nasce dall’intento di proiettare gli studenti nel mondo reale e far così comprendere in modo pratico la gestione di un ristorante dalla A alla Z: dall’accoglienza degli ospiti alla creazione di un menù, dalla scelta dei vini alla preparazione dei piatti.
Quante volte ci siamo trovati a dire che la scuola di oggi non è in grado di esporre gli studenti ad un’esperienza vera o di prepararli all’impatto con la dura realtà lavorativa che vivranno terminati gli studi?
L’Istituto Alberghiero Olivetti è invece un esempio di come si possano superare queste barriere.
Attraverso il ristorante didattico viene dato vita ad programma di formazione concreto che coniuga la necessità da una parte di far crescere i giovani studenti.
Dall’altra quella di far vivere un’esperienza culinaria unica con la possibilità di cenare in un ristorante didattico a Monza, con la consapevolezza che in questo modo darà un’opportunità di confronto ai futuri giovani chef o responsabili di sala.
Olivettando Monza
Olivettando apre le sue porte due volte alla settimana: ogni mercoledì sera per la cena a partire dalle 20 e tutti i giovedì a pranzo, per un massimo di 20 ospiti.
Con un menù gourmet di altissimo livello che varia di settimana in settimana e che si può degustare ad un costo fisso davvero accessibile: 25 euro per la cena e 13 euro per il pranzo (bevande incluse)!

La cifra decisamente simbolica (questo aspetto lo capirete meglio dopo aver degustato i piatti serviti) che pagherete, ha anch’essa uno scopo “didattico”.
Infatti contribuirete ad una raccolta fondi che saranno impiegati per acquistare materie prime, ingredienti particolari o macchinari utili per la formazione degli studenti in modo che possano essere sempre al passo con i tempi.
Ogni mercoledì e ogni giovedì gli studenti, capitanati dal noto chef Vincenzo Butticè che oltre ad insegnare e ad essere tra gli ideatori del progetto è anche lo chef del ristorante il Moro di Monza, si mettono così in gioco pronti ad interpretare quel ruolo che un domani dovranno ricoprire.
Cenare in un ristorante didattico a Monza
Ad Olivettando si accede attraverso l’Istituto dove verrete accolti subito da uno degli studenti con tanto di completo e papillon proprio come in un ristorante di classe.
Attraverso i corridoi della scuola si arriva nell’ala adibita a ristorante e qui il “personale di sala” vi attenderà e si rivolgerà a voi con estrema gentilezza e disponibilità: recuperate le vostre giacche vi faranno accomodare al tavolo assegnato.

Non aspettatevi nulla alla moda, dopotutto siamo e restiamo in un istituto scolastico.
Ma la parte dedicata al progetto è comunque allestita come un vero ristorante con tavoli sobri ed eleganti al tempo stesso.
Ogni settimana viene proposto un menù differente di 4 portate più una piccola entrée di benvenuto.
I menù, preparati con accuratezza, sono il frutto di un attento studio di ricerca sia per quanto riguarda la storia dei piatti che nella preparazione.

Vengono organizzate anche serate di degustazione a tema come quella interamente dedicata al riso o la serata ispirata al Rinascimento.
Il nostro menù invece prevedeva un percorso attraverso i piatti della cucina “povera”, anche se poi povera non lo è stata affatto: ogni portata attentamente rivisitata l’ha resa degna di un ristorante a 5 stelle!
Il menù di Olivettando
La nostra cena, ispirata alla cucina povera utilizzando gli ingredienti base che la caratterizzavano un tempo, si è aperta con una zuppetta di ceci accompagnata da una polpetta di manzo come piccolo benvenuto.

A seguire un antipasto con paté di fegato in crosta: ammetto che il patè (di fegato poi) non è assolutamente tra i miei piatti preferiti, anzi generalmente non lo mangio proprio.
Eppure questo era strepitoso sia nella presentazione che per il gusto delicato reso ancor più piacevole dagli abbinamenti particolari come la crema di lampone e la riduzione di vino rosso o le mandorle che ricoprivano la soffice crosta.
A seguire una crema di fagioli borlotti con luganega e pancetta croccante arricchita da una decorazione di fiori commestibili.
Un piatto, questo, che se fosse stato su un menù alla carta non lo avrei neppure letto.
E invece è stata una rivelazione tanto che avrei fatto volentieri il bis.

Come secondo è stato servito della pancia di vitello cotta sottovuoto a bassa temperatura per ben 24 ore con olio e limone accompagnato da una spuma di patate.
Il risultato? La carne si scioglieva in bocca, la spuma era qualcosa di letteralmente indescrivibile, buonissima per il suo sapore delicato a tratti leggermente dolce da farla sembrare quasi uno zabaione.

Per concludere il dolce “arancia e cioccolato” diviso in tre momenti. Ispirati alla famosa ricetta di Roberto Lestrani, i tre momenti erano tutti composti da una base di frolla completata da una mousse di cioccolato e gelatina di arancia.

Ad accompagnare le diverse portate pani e grissini fatti a mano e un ottimo vino barbera d’Alba servito con cura e doviziosa descrizione da Silvia, la nostra sommelier per la serata.
Tra una portata e l’altra, il suono della campanella ed i ragazzi ci hanno coccolato come in ogni ristorante.
La serata non poteva concludersi poi nel modo migliore: come se fossimo degli ospiti speciali, l’intera brigata dei ragazzi in cucina (ed erano in tanti) si è presentata in sala e un po’ emozionati e un po’ timidamente ci hanno spiegato tutti i piatti da loro preparati.
Bene, ora se volete potete cenare anche voi in un ristorante didattico a Monza e dare una mail ai ragazzi dell’Istituito Alberghiero Olivetti Monza!









