Per me e Alessandro la Liguria è sempre rimasta un po’ ai margini dei nostri viaggi. Strano a dirsi, considerando quanto sia amata da chi vive in Lombardia.
Eppure, nonostante sia così vicina, è una di quelle regioni che abbiamo sempre un po’ trascurato, finendo spesso per deviare altrove. Anche Alassio, fino a poco tempo fa, era per noi una macchia bianca sulla mappa.
Poi è arrivato l’invito a partecipare a Flauer Alassio, una manifestazione che mette al centro il food e il suo territorio – e lì, ovviamente, hanno trovato la chiave giusta per incuriosirci.

Così ci siamo detti: perché no? E ci siamo regalati una piccola fuga di primavera, proprio in uno dei momenti che preferisco per viaggiare, i primi giorni di aprile, con quell’aria ancora leggera e la luce che torna a scaldare. Ma soprattutto senza dover fare i conti con la folla dell’estate.
Per me questo è davvero uno dei momenti perfetti per viaggiare e scoprire luoghi con calma.
E una volta arrivati, devo dire che Alassio ci ha piacevolmente sorpresi da subito. Non per niente é considerata una perla della Liguria: un bel lungomare e una cittadina incastonata in una baia che la protegge e le regala un microclima dolcissimo, tanto che già nell’Ottocento era diventata il buen retiro primaverile per tanti inglesi.
Se a questo aggiungiamo poi il programma di Flauer, che si è svolto per questa edizione dal 4 al 7 aprile, diciamo che i pretesti per entrare in sintonia con la città li abbiamo trovati tutti: workshop gastronomici, incontri, visite guidate… Insomma, abbiamo trascorso una tre giorni leggera, ma piena di spunti per scoprire un pezzo di Liguria che finora ci eravamo persi.
Ovviamente non ci siamo fatti scappare l’occasione di andare anche a caccia del dolce simbolo di Alassio: i famosi baci! Non solo, abbiamo cercato di scoprire quale pasticceria li prepara meglio: il risultato? Scopritelo qui di seguito!
Dove si svolge Flauer
Alassio è una cittadina della Riviera ligure di ponente, affacciata su un golfo che regala bei tramonti e temperature miti tutto l’anno. Il suo microclima è così piacevole che nel corso dell’Ottocento fu scelta come meta di villeggiatura da molti inglesi, che contribuirono anche alla nascita dei celebri giardini di Villa della Pergola.


Durante Flauer, tutta la città si anima tra il centro storico, il lungomare e i giardini. Una cornice perfetta per scoprire le eccellenze del territorio e lasciarsi ispirare.
Cos’è Flauer Alassio
Dal 4 al 7 aprile ci siamo ritrovati così ad Alassio pronti a vivere Flauer Alassio, un evento-manifestazione che ci ha fatto scoprire un volto diverso della città. Flauer Alassio, che sarà un appuntamento fisso annuale, in questa edizione, come filone caratterizzante, ha messo al centro l’utilizzo delle botaniche nella cucina con un occhio di riguardo per i fiori commestibili, le erbe spontanee e la sostenibilità nel food.

Per noi è stata davvero un’occasione per sperimentare, lasciarsi ispirare e guardare al cibo con occhi nuovi. Il bello è che le attività — tra masterclass, showcooking, degustazioni, laboratori, talk e passeggiate — sono sparse in diversi angoli della città: così tra un assaggio e una scoperta botanica, ci si ritrova anche a esplorare Alassio e i suoi bellissimi scorci.
Il programma giornaliero è davvero ricco, ma pensato per tutti: molte esperienze sono gratuite e aperte anche a chi non è del mestiere.

Partecipare alle varie attività è molto semplice: alcune si svolgono in spazi comuni come ad esempio Piazza Partigiani, altre essendo a numero chiuso, vanno prenotate direttamente dalla pagina web dedicata alla manifestazione o sul sito dell’ente del turismo di Alassio.
Durante la tre giorni, noi abbiamo partecipato a tanti diversi momenti. Eccone qui un assaggio giusto per darvi un’idea di quello che è Flauer Alassio:
Masterclass sull’olio EVO e fiori commestibili
Una delle prime esperienze che ci ha proiettato subito nel tema di questa edizione di Flauer, è stata una masterclass dedicata all’incontro tra olio extravergine e fiori eduli.
A guidarci, la giornalista Daniela Ferrando, che, dopo una breve introduzione nel mondo dell’olio di oliva, ci ha portato a gustarlo con un abbinamento insolito: fiori di begonia rossa, olio EVO pugliese e piselli.
Un mix davvero inedito che ci ha fatto capire quanto può essere creativo l’uso dell’olio in cucina utilizzando due semplici ingredienti vegetali. Questa è un’idea che abbiamo portato a casa per replicarla in un prossimo aperitivo casalingo.
Alla scoperta dei fiori in cucina
Visto il tema della manifestazione non potevamo certo non partecipare ad un workshop dedicato a distinguere fiori, capire come si usano, da dove vengono e perché vale la pena inserirli in un piatto. A raccontarceli è stata Silvia Parodi di Tastee.it, pioniera nella coltivazione di fiori eduli, che oggi è una delle più affermate produttrici di fiori eduli per chef e pasticceri.



Con lei, abbiamo assaggiato la begonia (ad Alassio la begonia è una tale tipicità che è stata inserita nel registro De.Co – Denominazione Comunale), il nasturzio, dolce all’inizio e poi piccante, e la bocca di leone che gioca tra note amare e dolci.
È un mondo che non conoscevamo e che ci ha fatto davvero piacere esplorare e comprendere anche grazie alla bellissima narrazione ed esperienza di Silvia Parodi.
Degustazioni sorprendenti: sorbetti con i fiori eduli
Il momento in cui ci siamo trovati con un sorbetto alla begonia tra le mani resta uno dei più curiosi del weekend.
La begonia, se presa da sola, ha un gusto acidulo, croccante, con sfumature che ricordano il melograno. Pensare che poi si potesse utilizzare per realizzare un sorbetto così buono, proprio non ce l’aspettavamo.


Lo abbiamo scoperto grazie ad Aldo De Michelis, della gelateria Perlecò, che insieme alla moglie Emanuela hanno trasformato la begonia di Alassio in una specialità che difficilmente troverete altrove.
Per completare la degustazione, lo abbiamo provato anche nella versione più alcolica, aggiungendo del gin ovviamente alla begonia!
Showcooking tra stelle e territorio
Uno dei momenti più emozionanti dell’evento Flauer Alassio è stato sicuramente lo showcooking d’apertura dal tema “Paesaggi nel piatto”, ospitato sulla terrazza del ristorante Capocaccia, con vista mare e sulla piccola chiesetta di Stella Maris.

Qui Marco Baglieri (chef stellato del ristorante il Crocifisso di Noto) e Riccardo Bassetti (chef de Il Porticciolo di Laveno) ci hanno guidato alla degustazione di due piatti realizzati appositamente per l’occasione attraverso i quali hanno voluto dare una personale e creativa interpretazione dell’uso delle botaniche in cucina.


Il panino di Baglieri, che ha unito la botanica del sanapo alla ricotta, salsiccia e panella ci ha portato in un viaggio nella terra da cui lo chef proviene, ovvero la Sicilia. Il flan al nasturzio di Bassetti, accompagnato da robiola affinata nelle ortiche, rosa in polvere e un sorprendente uovo mimosa, era davvero molto bello alla vista (e anche molto buono).
Che dire, sarà stato il contesto della location, il gusto dei due piatti, ma da qui non ce ne saremmo andati e avremmo chiesto il bis, il tris…
Yacht & Flowers: alta cucina alla Marina d’Alassio
Il secondo giorno di Flauer Alassio ci ha portati sul molo della Marina per una serie di showcooking e degustazioni che ci hanno fatto vivere un vero viaggio nei sapori e nei profumi del territorio, rivisitati in chiave creativa.

Abbiamo iniziato con un risotto firmato dallo chef Ugo Vairo, impreziosito da trota e le sue uova, perle di limone e petali di rosa: un piatto delicato ma sorprendente. Poi è stata la volta delle Turle, un raviolo tipico dell’entroterra ligure, qui reinterpretato con fiori eduli da Giacomo Tommasini: un perfetto incontro tra tradizione e sperimentazione.


A chiudere il percorso salato, gli gnocchetti verdi in zuppetta di mare preparati dalla brigata dello chef Riccardo Farnese, con il fiore di nasturzio protagonista: un’esplosione di colore e sapore.
La giornata è proseguita con un incontro ispirante con Sauro Ricci, chef del ristorante Joja, che ha condiviso la sua visione della cucina vegetariana, e poi ci ha stupiti tutti con un picnic speciale in riva al mare, fatto di abbinamenti creativi e sapori genuini.



Ma tra le iniziative che ci hanno emozionato di più c’è sicuramente “Yacht & Flowers”: un progetto di inclusione che ha visto salire a bordo di tre barche a vela tre brigate di ragazzi con disabilità, affiancati da chef non troppo professionisti.


Nelle cambuse si sono sfidati preparando piatti che poi abbiamo avuto l’onore di assaggiare e votare. Un’esperienza coinvolgente e bellissima, che ha regalato a questi ragazzi (e anche a noi) un momento davvero speciale.
Cosa fare ad Alassio durante Flauer
Tra un showcooking e una degustazione, Flauer è stata anche l’occasione perfetta per andare alla scoperta di Alassio. Durante il nostro soggiorno, ci siamo così regalati alcune tappe che consigliamo a chiunque voglia abbinare al festival botanico anche un po’ di bellezza locale (oltre a quella del piatto!).
Perdersi nei Giardini di Villa della Pergola
Un luogo che è pura meraviglia, sospeso tra mare e collina! I Giardini di Villa della Pergola, oggi parte di un elegante boutique hotel, sono un vero gioiello botanico che racconta una storia di recupero e rinascita.

La villa, di proprietà di Antonio Ricci, è stata oggetto di un restauro profondo che ha saputo restituire alla città un pezzo importante del suo patrimonio.
Quando siamo andati noi, la fioritura era in piena esplosione e ad accoglierci c’era il glicine in fiore con il suo profumo intenso e inconfondibile. Non è un caso che proprio il glicine sia diventato il simbolo di questa villa, fin dal passato, quando in origine la struttura fu di proprietà di diverse casate britanniche che qui venivano proprio a svernare e a godersi l’inizio della primavera.


Un luogo dunque davvero ricco di storia oltre che di numerose botaniche che abbiamo avuto la fortuna di esplorare accompagnati proprio da Alessandra Ricci, una delle figlie di Antonio, che gestisce insieme ai suoi fratelli questo progetto così unico.



I giardini sono visitabili da tutti, basta prenotare la visita sul sito ufficiale della villa: vi assicuro che ne vale la pena, soprattutto se siete amanti delle piante o semplicemente della bellezza. Da qui si gode infatti una delle più belle viste su Alassio e sul mare essendo situata nella parte collinare della cittadina.
Andare a caccia del Bacio di Alassio più buono della città
Questa è stata la nostra missione più golosa. Il Bacio di Alassio è un dolce tipico e unico proprio di questa cittadina, una piccola delizia a base di nocciole, cacao e miele, con un cuore di cioccolato fondente che unisce due gusci morbidi, proprio come un bacio.



Noi abbiamo fatto tappa in quattro indirizzi storici (con tanto di assaggio comparativo!):
• Il Fornaio di Alassio, dove il bacio ha una forma più rustica ma un sapore intenso di cioccolato
• Pasticceria San Francesco, dove abbiamo avuto un piccolo imprevisto che ci ha fatto ridere per mezz’ora: appena usciti dal negozio, un gabbiano – che a quanto pare è il vero “padrone di casa” da quelle parti e che i locali chiamano proprio San Francesco – mi ha letteralmente rubato di mano il mio bacio d’Alassio. Una scena da film: io incredula, lui spudorato.
• Pasticceria San Lorenzo, situata nella via principale del centro di Alassio, è quello che ci ha convinto di meno
• Pasticceria Balzola, la più storica di tutte. È qui che la ricetta del Bacio è nata e ogni morso ha il gusto della tradizione, custodita e perfezionata nel tempo.
Quale bacio di Alassio ci è piaciuto di più? Quello di Balzola la cui ricetta autentica e originale è una vera delizia al palato!
Fermarsi davanti al Muretto di Alassio (e cercare le firme più iconiche)
Non si può passare da Alassio senza una tappa al suo monumento più iconico: il Muretto. Famoso per le sue piastrelle colorate firmate da artisti, attori, scrittori e personaggi celebri di ogni epoca – da Ernest Hemingway a Woody Allen, da Mike Bongiorno a Mina – questo angolo del centro è diventato una sorta di galleria a cielo aperto.

Una passeggiata lungo il Muretto è un modo divertente per incrociare storie e volti che hanno lasciato il segno. E sì, c’è anche la panchina degli innamorati, perfetta per una foto ricordo un po’ kitsch ma sempre tenera.

Il programma di Flauer prevede poi anche diverse altre attività connesse sempre al suo territorio e alla città, come il Butterfly Watching, un’escursione guidata dal naturalista Matteo Serafini; o la passeggiata botanica in cui grazie ad un itinerario cittadino si va alla scoperta della biodiversità urbana.
Perché partecipare a Flauer Alassio 2026
L’evento Flauer Alassio ci è davvero piaciuto perché è stata un’esperienza che ha messo insieme tanti elementi dal gusto alla natura, dalla cultura all’inclusione.
Direi che è stato un bel modo per tornare in Liguria e soprattutto per iniziare la primavera. Noi ci siamo già segnati in agenda la prossima edizione e aspettiamo solo le date ufficiali. Venite con noi?
Il nostro viaggio ad Alassio è stato realizzato in collaborazione con Flauer Alassio e Visit Alassio









