Vallese: il primo produttore di vino svizzero
Una delle cose non ti aspetti dal Vallese è la quantità di uve e vigne che popolano questo territorio e soprattutto la qualità dei vini che qui sono prodotti.
Molti non lo sanno ma il Vallese è il primo produttore di vino svizzero.
La zona centrale che si estende da Leuk a Martigny è interamente costellata da vigneti collinari che seguono la linea del fiume Rodano e si inerpicano sui costoni coltivati grazie ad un sistema di terrazzamenti.
Il risultato è quello di un paesaggio che a colpo d’occhio è davvero unico!

Ahimè i vini di questo territorio rimangono però per lo più confinati in Svizzera. Pochi, pochissimi i posti in Italia dove è possibile acquistare anche solo una bottiglia di questo nettare pregiato.
Così, vuoi per il costo dell’esportazione, vuoi perché il quantitativo prodotto è per lo più sufficiente a coprire il consumo del suolo elvetico, per noi questo famoso vino del Vallese resta quasi sconosciuto se non raro.

Noi abbiamo avuto modo di assaggiare il vino del Vallese, di apprezzarlo e di amarlo grazie anche alla particolare esperienza vissuta nella cantina Le Tambourin, un’azienda vinicola di Corin-de-la-Crête a Crans-Montana durante il nostro week end in Svizzera nel Vallese.
Qui Ismael Bonvin insieme alla moglie, con un occhio esperto e molto creativo al tempo stesso, continua la tradizione iniziata dal padre dando vita ad una storia tutta da scoprire grazie ai suoi “tre tempi” che adesso vi racconterò.
Il vino del Vallese: Le Tambourin
Nel 1987 Marcel Bonvin, padre di Ismael, fonda la cantina “Le Tambourin”, nome che sembra quello più di un fante di una carta da gioco e che invece deriva dalla passione di Marcel di suonare il tamburo militare e da una tradizione che si manifestava un tempo proprio nel periodo della vendemmia.
Forse non tutti sanno che un tempo per chiamare gli abitanti del villaggio a lavorare durante il periodo di raccolta e pigiatura vi era sempre un suonatore di tamburo che, con il suo suono cadenzato incitava e dettava il ritmo ai lavoratori.
Così “Le Tambourin” divenne il nome perfetto per questa piccola azienda.

Nel 2008 avviene un passaggio di consegne da padre in figlio: Ismael cresciuto tra acini d’uva, storie di vendemmia e con una passione unica per questa professione, assume le redini dell’azienda di famiglia che allora contava appena 1,5 ettari di terreno.
Le Tambourin: la cantina
Nel 2012 dopo quattro anni di intenso e duro lavoro arriva la svolta “ufficiale” della cantina a firma di Ismael.
Grazie all’incontro con Pierre Zufferey, un’artista di fama mondiale di Sierre, inizierà un percorso creativo che porterà alla realizzazione del nuovo logo e alla nuova immagine aziendale: una semplice pennellata, una semplice T ma ricca di significato.
Per Ismael, le due linee che compongono la T sono la sintesi perfetta che rappresentano da una parte il riconoscimento per il lungo percorso fatto dal padre, dall’altra il cambio generazionale che segna una svolta verso il futuro.
Il 2012 è l’anno in cui infatti avvenne anche un’importante cambiamento a livello produttivo: la tenuta viene convertita ad agricoltura biologica eliminando qualsiasi trattamento chimico o di prodotti sintetici per la vite.

Il padre all’inizio non si può certo dire che fosse molto convinto di questa nuova immagine combattuto tra nostalgia di ciò che era per lui e un cambio generazionale modernità.
Ma nel giorno della presentazione del nuovo luogo, con felicità diede la sua approvazione ad Ismael. Da allora i terreni coltivati da Ismael sono passati da 1,5 ettari a 5 ettari.
La collaborazione con Pierre Zufferey continua e proprio con lui sono state realizzate le nuove etichette tutte con un taglio molto creativi: glouglougblabla, matin, midi, soir.
Dove degustare il vino del Vallese
“Oggi ci concentriamo sull’accoglienza dei nostri clienti che è molto importante per differenziarci dalle altre cantine, evidenziando il concetto di agriturismo grazie ai 3 Tempi che iniziano con una breve passeggiata in mezzo al vigneto e proseguono con i prodotti della regione associati ai nostri vini.”
Ismael

Quello che mi ha fatto innamorare letteralmente di questo posto è l’esperienza dei “tre tempi” con la quale Ismael racchiude l’intera essenza della sua cantina.
In questi tre diversi momenti si scoprono la sua passione, la sua anima e la sua storia attraverso un percorso di degustazioni che si trasforma in una vera e propria food/wine experience!
Il primo tempo: la visita alle vigne
Il primo tempo della wine experience è in mezzo alle vigne.
Saliti a bordo di un pick up attrezzato quasi come quello dei safari, si raggiunge la Maison Bleu nelle vigne della cantina.
Qui ogni vigneto ha la sua “guérite”, la casetta che viene utilizzata per gli attrezzi, per riposare o ripararsi in caso di pioggia.


Ma la Maison Bleu è una guerite tutta speciale: dipinta ovviamente di blu, il suo tetto si trasforma in una piccola terrazza panoramica con botti come tavolini e calice alla mano, si comincia a degustare i vini del Vallese.
Si parte dai bianchi con un ottimo pinot grigio. Immersi nel verde e incorniciati dalla vista sulla vallata e sulle magnifiche vette della corona imperiale, questo posto è davvero magico.


La degustazione di questo vino del Vallese è accompagnata dai racconti sulla cantina ma soprattutto vengono introdotti i diversi vini realizzati qui fino ad arrivare ad aspetti più tecnici relativi alle fasi di vinificazione.

Inutile dirvi che i vini erano ottimi e di qualità. Questo “primo tempo” l’ho apprezzato, per semplicità, originalità, per la vista e per la casetta che con due lucine accese stile America sarebbe stata praticamente perfetta.
Terminati i primi brindisi, si risale sul pick up pronti a raggiungere la seconda esperienza.
Il secondo tempo: la visita alla cantina
Il secondo tempo prevede la visita alla cantina.
E’ il tempo dei ricordi che si svolge nella vecchia cantina con un calice di vino rosso del Vallese, un pinot noir e un gamay, vini più decisi e corposi accompagnati da salumi prodotti dalla famiglia: salame, coppa, pancetta e la tipica carne di manzo del Vallese.

E’ qui che Ismael tra un sorso di vino del Vallese e un assaggio ci ha raccontato la storia, di allora e di oggi dell’azienda.
Di come si è arrivati dal disegno del tamburino alla T pennellata, dei dubbi e della lunga ricerca fino ad arrivare ai primi successi e riconoscimenti. E’ qui che si capisce quanto Ismael sia non solo un grande produttore di vino ma anche una mente molto aperta, creativa e innovativa sotto ogni punto di vista.
Il terzo tempo: la convivialità
Finita la degustazione si raggiunge quello che possiamo definire uno spazio per una social eating elvetica.
E’ lo spazio del futuro espresso con uno stile moderno, elegante e caldo al tempo stesso grazie all’utilizzo del legno.
Al centro un grande tavolo attorno al quale sedersi per vivere il momento della convivialità.

Il vino del Vallese è sempre protagonista ed è il compagno perfetto di una degustazione infinita di raclette che lo stesso Ismael prepara ad una ad una servendole personalmente.
Due le tipologie di formaggi per la nostra food experience: uno tradizionale e uno di alpeggio dal sapore più forte accompagnati come tradizione vuole da patate bollite, cipolline e cetriolini sottaceto.
Noi siamo riusciti ad arrivare fino al quinto giro, poi abbiamo ceduto.
A chiudere la bellissima serata la grappa della staffa (made from Le Tambourin) e un moretto con la bandiera elvetica che ho apprezzato come ricordo personale delle mie domeniche da bambina in Svizzera.
Nel terzo tempo tutto scorre lento tra chiacchiere, buon vino e una squisita raclette. L’atmosfera che si respira è quella di una serata in famiglia e tra amici tanto che salutare Ismael sarà davvero difficile!
Aneddoti e curiosità
Ismael non lascia nulla al caso e questo lo si percepisce subito. Perfino le bottiglie sono il frutto di creatività, testa, cuore e storia personale.
Ogni bottiglia del suo vino del Vallese racconta in modo celato un racconto, una data, un nome che fa parte della storia della propria famiglia.
Le magnum in edizione limitata sono state create in onore della nascita di ciascuno dei suoi due figli.
In quella creata in onore della prima bimba nel tappo è nascosta la sua data di nascita.

Per questo vino del Vallese e per Ismael il motto è glu glu glu bla bla bla! Parole onomatopeiche che rappresentano le due fasi del buon bere: prima si degusta il vino (glu glu glu) e poi questo penserà a rompere qualsiasi indugio facendovi parlare (bla bla bla)!
Quest’esperienza non è per pochi intimi, ma è accessibile a tutti (e non dovete assolutamente perderla se capiterete nel Vallese) previa prenotazione sul loro sito.
Ditemi ora non vi è venuta voglia di organizzare un week end in Svizzera e di assaggiare il Vino del Vallese alla Maison Bleu di Ismael?










2 risposte
Questo articolo è veramente ben scritto, racconti una storia e hai un filoconduttore dalla prima parola all’ultima. Come se prendessi per mano il lettore e lo accompagnassi in un viaggio fatto di gusti, sapori e, oserei dire, profumi nell’azienda vinicola Le Tambourin e le belle foto ne sono ilgiusto coronamento. Questo articolo non sfigurerebbe in nessuna rivista di settore!
Grazie mille Sandra sei davvero molto gentile, Eh sì ci siamo innamorati dei tre tempi de Le Tambourin