Cosa vedere in Dordogna e nel Périgord: itinerario Gourmet tra Villaggi Medievali, Castelli e Giardini Segreti

Cosa vedere in Dordogna: itinerario di 5 giorni in una delle regioni della Francia ancora lontane dal turismo di massa. Piccola guida per organizzare un itinerario di viaggio con informazioni utili su come arrivare in Dordogna, le attrazioni principali, cosa e dove mangiare e qualche curiosità.

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Da tempo puntavamo di visitare il Sud-Ovest della Francia, una delle regioni che ancora non avevamo toccato nel paese d’Oltralpe. Dopo il nostro ultimo viaggio in Normandia e il viaggio in Corsica, finalmente ci siamo decisi che era giunto il momento di spingerci verso questa parte della Francia, andando alla scoperta dei territori della Dordogna e del Perigord

Questa regione, con la sua combinazione di paesaggi mozzafiato, storia e cultura culinaria, è una delle gemme nascoste della Francia, ancora lontana dal turismo di massa

Ogni angolo della Dordogna offre qualcosa da vedere o assaporare, e sembra che il tempo non sia mai sufficiente per scoprirla tutta. Anche perché è un vero paradiso per i buongustai, con prodotti locali come vino, foie gras, tartufi, distillati e olio di noci.

Nel nostro itinerario di 5 giorni, partendo dalla ben nota città di Bordeaux, abbiamo esplorato questa regione incantevole, tra villaggi medievali, castelli imponenti, alcuni dei borghi più belli di Francia e una gastronomia che non delude mai.

Cosa vedere in Dordogna e nel Périgord
Cosa vedere in Dordogna e nel Périgord: itinerario Gourmet tra Villaggi Medievali, Castelli e Giardini Segreti

Pronti a partire con noi e scoprire cosa vedere in Dordogna?

Dove si trova la Dordogna

Famosa per le sue bellezze naturali e la sua storia millenaria, la Dordogna si trova nel cuore della Nuova Aquitania, nel sud-ovest della Francia, ad est della città di Bordeaux, giusto per dare un punto di riferimento più noto. 

La regione, spesso conosciuta anche come Périgord, si divide in quattro aree principali: il Périgord Nero, famoso per i suoi castelli e villaggi; il Périgord Bianco, noto per le sue rocce calcaree; il Périgord Verde, ricco di foreste; infine, il Périgord Porpora, conosciuta per i suoi vigneti e i vini che qui sono prodotti. 

Possiamo proprio dire che la Dordogna può essere considerata un vero paradiso per chi come noi ama scoprire nuove destinazioni attraverso il cibo e la cultura.

Come arrivare in Dordogna e Périgord

La città principale da cui partire per esplorare la Dordogna è Bordeaux, situata a poco più di un’ora e mezza circa di auto dal confine della regione (circa 120 chilometri). Noi come punto di partenza per il nostro itinerario attraverso la regione, abbiamo poi considerato la cittadina di Perigoux che subito ci ha dato un assaggio di tutti gli elementi che caratterizzano questo territorio. 

Il modo più veloce per arrivare dall’Italia nella regione della Dordogna, è indubbiamente quello di prendere un volo su Bordeaux anche perché ci sono collegamenti con un’ottima frequenza dalle principali città italiane. Sono diverse infatti le compagnie low cost che hanno tratte dirette. Se combinate bene con i giorni di viaggio, vi consentono di accedere a tariffe piuttosto convenienti.

In alternativa, ci sono svariati collegamenti anche con i treni, sia via Parigi che via Lione. In questo caso, per quanto si possa usufruire dei collegamenti veloci con il TGV, le ore di viaggio sono molte di più. 

Una volta atterrati o giunti in treno, noleggiare un’auto è la scelta ideale per muoversi attraverso la regione e avere così la massima libertà di fermarsi ad ammirare villaggi e paesaggi da cartolina.

Cosa vedere in Dordogna: Itinerario gourmet tra attrazioni e degustazioni 

Giorno 1: Bordeaux – Il punto di partenza perfetto

Il nostro viaggio non poteva che cominciare da Bordeaux, capitale mondiale del vino e porta d’accesso alla Dordogna. Questa città, Patrimonio dell’UNESCO, è un perfetto connubio tra eleganza storica e modernità. 

Passeggiando per le strade acciottolate della Città Vecchia, potrete ammirare la magnifica Place de la Bourse e il celebre Miroir d’Eau, lo specchio d’acqua più grande del mondo, che riflette splendidamente gli edifici circostanti. Tra i punti da non perdere c’è poi la Cattedrale di Sant’Andrea, la Grosse Cloche, l’antica torre campanaria medievale (qui si trova anche una delle pasticcerie storiche dove degustare le Canelés) e Porte Cailhau, maestosa porta medievale con vista sul fiume Garonna.

Proseguite la vostra esplorazione per Rue Notre Dame, una strada ricca di boutique d’arte e design, per poi visitare l’incredibile Cité du Vin, un museo all’avanguardia e davvero unico nel suo genere. Totalmente dedicato alla cultura del vino, il museo offre percorsi interattivi e molto coinvolgenti che vi porteranno alla conoscenza di tutti gli aspetti e della storia del mondo vinicolo. 

La visita alla Cité du Vin, della durata di almeno due-tre ore, non può che concludersi con una degustazione di vino nel bellissimo Skybar posizionato in cima alla innovativa struttura architettonica del museo. Dalo skybar godrete anche di un buon colpo d’occhio dall’alto su parte della città di Bordeaux. Insomma, la Cité du Vin è assolutamente da non perdere in una visita a Bordeaux, anche per chi è astemio!

Per la sera, verso l’ora dell’aperitivo, raggiungete Darwina, il quartiere che offre un’esperienza vibrante e un po’ alternativa: tra street art, negozi artigianali e angoli curiosi, questo spazio è il luogo perfetto per concludere la giornata con un’atmosfera giovane, creativa e molto urban style.

Giorno 2: Da Bordeaux a Périgueux

La mattina comincia ancora tra le meraviglie di Bordeaux, con una visita al caratteristico Mercato di St Michel, uno dei più vivaci della città, dove potrete assaggiare specialità locali come le Dunes Blanches, piccoli dolci a base di panna e zucchero, oppure le tradizionali Canelés di Bordeaux. Non dimenticate di fare una passeggiata sulla Rue Sainte-Catherine, la via pedonale più lunga d’Europa, perfetta per un po’ di shopping.

Verso l’ora di pranzo, prendete l’auto e incominciate il viaggio verso la Dordogna. Prima di lasciare del tutto Bordeaux, approfittate della disponibilità dell’auto per andare a provare un’esperienza culinaria molto esclusiva ma comunque accessibile. Nella parte esterna della città, in località Talence, si trova il bistrot Domaine de Raba, che con la sua location molto chic vi trasporterà nella joie et l’esprit de bien vivre tipicamente francese.

Accomodatevi in un tavolo nel parco o sedetevi nell’elegante sala del ristorante, magari prendendo prima un aperitivo in uno degli intimi salotti della Maison, e godetevi un pranzo che propone un menù che si richiama alla cucina locale ma con un approccio creativo e contemporaneo, senza troppo eccedere. Questo è stato uno dei posti tra i più belli e interessanti tra i tanti che abbiamo provato anche negli altri viaggi in Francia.

Una volta ripresa la strada verso la Dordogna, noi abbiamo scelto come prima meta della regione la cittadina di Périgueux, nonché capitale storica del Périgord Bianco. Nel cuore della regione, questa cittadina medievale è un vero gioiello, ricca di storia e famosa per il suo patrimonio romano e medievale.

Le sue origini risalgono all’antica Vesunna gallo-romana, e oggi spicca per la Cattedrale di Saint-Front, un capolavoro d’arte bizantina. La sua imponenza domina il promontorio su cui è edificata ed è una meraviglia da ammirare sia con la luce diurna che illuminata alla sera.

Sulla basilica vale la pena spendere qualche parola in più anche perché la sua storia più recente rivela aspetti davvero unici. La cattedrale di Saint-Front di Périgueux ha innanzitutto influenze evidenti che derivano dalla Basilica di San Marco a Venezia. Ma al di là di questo, la cattedrale è piuttosto unica nella sua architettura in Francia, proprio per il suo sistema di cupole. Le sue cinque grandi cupole sono disposte a croce greca, una configurazione insolita per le chiese francesi.

E’ durante il XIX secolo che l’architetto Paul Abadie guida un importante restauro della cattedrale portandola alla sua attuale forma. Una sorta di esercizio stilistico e architettonico per Abadie, che poi applicherà gli stessi principi architettonici nella progettazione e realizzazione della più nota Basilica del Sacré-Cœur a Montmartre, Parigi. Fu lui a iniziare la costruzione della basilica parigina nel 1875, anche se fu completata dopo la sua morte. Potrete dunque notare in modo evidente la similarità tra le due chiese.

Il mio consiglio è quello di prenotare la visita guidata alla cattedrale presso la sede dell’ufficio del turismo di Perigueux. Solo in questo modo avrete occasione di salire tra le sue cupole da cui ammirare un panorama incredibile oltre che scoprire i tanti “segreti” e simbolismi che sono presenti nella cattedrale.

Continuando la visita di Périgueux, il suo piccolo centro storico è fatto di vicoli pittoreschi che si aprono in piccole piazze con quel fascino tipico francese. Ma Perigueux offre anche uno scenario eccezionale per i buongustai: con più di 100 ristoranti, è considerata una città gourmand dove è possibile gustare il meglio della cucina locale. Proprio a fianco della cattedrale, vi consiglio di pranzare o cenare da Chez Fred, una tipica brasserie dall’aspetto informale dove troverete un menù interessante con molti piatti tipici ben curati sia per quanto riguarda la scelta delle materie prime sia nella presentazione stessa. I piatti sono inoltre generosi e decisamente con costi modici.

Prima di sedervi in uno dei tanti ristoranti gourmand, fate una degustazione dei vini del Périgord in una delle enoteche storiche. Noi siamo andati da Le Chai Bordin, situata nella stradina di Rue de la Sagesse trovando un ambiente accogliente e autentico. Seduti ai tavoli costruiti con le botti tra le vecchie pietre a vista delle pareti, abbiamo fatto una degustazione dei vini più rappresentativi della regione. Ovviamente il tutto accompagnato da un tagliere di formaggi e salumi tipici.

Concludete la vostra giornata con una passeggiata notturna nel centro storico lasciandovi conquistare dall’atmosfera romantica creata dalle luci un po’ soffuse che pervadono i vari vicoli.

Giorno 3: Castelli della Dordogna e paesini

Il terzo giorno lo abbiamo dedicato alla scoperta dei castelli e dei villaggi più suggestivi della Dordogna. Dopo circa un’ora d’auto, si inizia con una visita al Castello di Beynac, uno dei manieri medievali meglio conservati della Francia. 

Arroccato su una scogliera, domina la valle della Dordogna e offre una vista mozzafiato tanto da renderlo uno dei siti più affascinanti della regione. Il castello è stato anche il set di numerosi film, tra cui “Giovanna d’Arco”.

Costruito nel XII secolo, ha una storia ricca e affascinante, essendo stato conteso tra francesi e inglesi durante la Guerra dei Cent’anni.

Il percorso di visita all’interno del castello inizia con la corte d’onore, da cui si accede alla sala delle guardie, agli appartamenti nobiliari, alla sala del consiglio ornata da arazzi e affreschi per continuare poi sul cammino di ronda, da cui si gode una vista straordinaria sul fiume e sulle colline circostanti. Si possono inoltre visitare le cucine medievali, il dongione e la cappella.

Dopo una vista così meravigliosa, si prosegue verso La Roque-Gageac, un villaggio incantevole classificato tra i più belli di Francia, costruito direttamente nella roccia e affacciato sul fiume Dordogna. Le case color miele e le stradine strette fanno sembrare questo luogo fuori dal tempo.

Nel pomeriggio, vi aspettano i Giardini di Marqueyssac, un capolavoro di arte paesaggistica, situati su un promontorio che domina la sottostante verde valle. In questi giardini, famosi per le loro siepi di bosso scolpite a mano, vi perderete in mille foto seguendo un percorso romantico e sinuoso attraverso sentieri ombreggiati, terrazze panoramiche e labirinti naturali. 

Le siepi creano un effetto unico, che si integra perfettamente con il paesaggio naturale, e del quale si rimane incantati per l’incredibile precisione con cui le siepi sono disegnate.

Tenete in conto almeno 3 ore per visitarli e goderne la loro bellezza. Anche perché il percorso culmina nella passeggiata al Belvedere, che conduce fino a un punto panoramico a 130 metri d’altezza, offrendo una vista spettacolare sulla valle, i castelli circostanti e il fiume Dordogna. È uno dei punti più suggestivi della visita e per raggiungerlo, solo questo percorso necessita quasi mezz’ora di cammino. Al ritorno potrete però contare su un passaggio della navetta che vi ricondurrà all’ingresso.

Cosa vedere in Dordogna Giardini di Marqueyssac
Cosa vedere in Dordogna e nel Périgord: itinerario Gourmet tra Villaggi Medievali, Castelli e Giardini Segreti

Dai giardini ci siamo poi spostati verso la località di Montignac non senza prima concederci una ultima tappa questa volta però dedicata al food. Lungo la strada, abbiamo fatto un salto alla Truffière La Sauça Vielha dove Patrick, il proprietario, ci ha guidato prima alla scoperta della sua tartufaia per poi deliziarci con una degustazione di quello che qui viene definito l’oro nero, ovvero il pregiato tartufo del Perigord. Se siete interessati anche voi al mondo dei tartufi, potete prenotare la vostra visita tramite l’ente del turismo locale o contattando direttamente Patrick.

Inutile dirvi che è stata una degna conclusione di giornata!

Giorno 4: Grotte di Lascaux e dei Sapori del Périgord

Per il quarto giorno preparatevi ad un tuffo nella storia preistorica. Per quanto sia io sia Alessandro non siamo particolarmente amanti di questa tipologia di attrazioni, la visita alle Grotte di Lascaux IV mi ha fatto ricredere di tutto questo.

Il sito di Lascaux, situato alle porte del paese di Montignac, ospita una riproduzione fedele della famosa grotta paleolitica, conosciuta in tutto il mondo per le sue spettacolari pitture rupestri risalenti a circa 17.000 anni fa. Il museo, noto come Lascaux IV, è una delle tappe assolutamente da non perdere in Dordogna. Al suo interno offre un’esperienza immersiva grazie alla ricostruzione completa delle grotte originali, inclusi i dipinti di animali e scene di caccia, tra i più straordinari esempi di arte preistorica.

Cosa vedere in Dordogna Grotte di Lascaux
Cosa vedere in Dordogna e nel Périgord: itinerario Gourmet tra Villaggi Medievali, Castelli e Giardini Segreti

L’incredibile ricostruzione è stata realizzata per preservare l’originale Grotta di Lascaux, chiusa al pubblico dal 1963 a causa del deterioramento causato da contaminazioni biologiche, umidità e il respiro dei visitatori. Il sito replica fedelmente l’ambiente della grotta in ogni dettaglio delle pitture, per permettere al pubblico di ammirarle senza compromettere il fragile ecosistema della grotta originale.

Il centro museale di Lascaux al suo interno, oltre alla visita della grotta, prevede anche diversi percorsi multimediale come quello della Immersion Room dove sarete al centro di un video immersivo a 360° che vi trasporterà direttamente nella vita dell’uomo preistorico.

Dopo questa viaggio al centro della terra, ci si sposta per pranzo nel pittoresco villaggio di Saint-Léon-sur-Vézère, situato sulle rive del fiume Vézère. Prima di raggiungere il borgo abbiamo però fatto una breve deviazione per visitare una distilleria quasi segreta, la Distillerie de l’Ort. Poco fuori Lascaux, questa piccolissima realtà produce il tipico pastis e gin di altissima qualità con botaniche del proprio orto. Proprio questi ultimi stanno conquistando i migliori mixologist francesi che li utilizzano per realizzare i loro speciali cocktail.

Saint Leon sur Verzere, a soli 15 minuti da Montignac, è un tranquillo borgo, ideale se il meteo lo concede per un pranzo all’aperto. Tra i vari ristoranti di questa località abbiamo scelto questa bottega/bistrot, Le Martin Pecheur, gustandoci piatti semplici seduti lungo il fiume avvolti da un’atmosfera molto rilassante.

Nel pomeriggio, alle porte di Sarlat, siamo invece andati alla scoperta di un altro prodotto tipico del Perigord, le noci. Nel noceto Noyerais du Lander, abbiamo visitato l’azienda locale famosa per la sua produzione di olio di noci del Périgord, un prodotto di alta qualità che viene utilizzato in molte ricette tradizionali. Qui approfittate per acquistare nel loro shop qualche prodotto locale da portare a casa, come le noci caramellate o la torta di noci, oltre ovviamente all’olio!

Sarlat è anche la cittadina dove soggiorneremo per la nostra ultima notte in Dordogna. Arrivati in serata, ci siamo subito avventurati nel centro storico per cenare in un ristorante davvero molto carino, Lou Poddle, che propone piatti della tradizione gastronomica del Périgord. L’ambiente per quanto semplice risulta raffinato come i piatti che qui potrete degustare.

Qualità delle materie prime e il suo rispetto per la cucina locale, lo rendono una tappa ideale per chi vuole assaporare i sapori autentici della Dordogna.

Giorno 5: Sarlat-la-Canéda e il Mercato

L’ultimo giorno del nostro viaggio si conclude dunque nella splendida Sarlat-la-Canéda, una cittadina medievale che sembra uscita da una fiaba. Devo ammettere che nutrivamo grandi aspettative da questa cittadina (e questo a volte può essere pericoloso…) anche perché, ogni volta che la nominavamo, tutti si illuminavano raccontandoci della sua bellezza. Posso confermare che Sarlat non ha affatto disatteso le nostre aspettative, anzi ci ha davvero conquistato tanto che ci sarebbe piaciuto anche dedicarle un po’ di più tempo.

mercato di Salrat
Cosa vedere in Dordogna e nel Périgord: itinerario Gourmet tra Villaggi Medievali, Castelli e Giardini Segreti

Sarlat è infatti una delle città medievali meglio conservate di Francia nonché una delle mete turistiche più apprezzate della Dordogna. Con ben 66 monumenti storici, Sarlat ha un’altissima densità di edifici storici e medievali che si snodano lungo le sue strade acciottolate caratterizzati dai muri di pietra bionda.

Uno dei principali motivi per cui siamo venuti a Sarlat, però non è tanto la sua storia, ma per il suo mercato che è uno dei più famosi di tutta la Francia. Si tiene tutti i sabati (quindi cercate di far coincidere la vostra visita con questa giornata della settimana) ed è davvero una festa per tutti i 5 sensi, in particolare per quello del gusto. Qui ci siamo letteralmente persi tra le tante bancarelle cariche di foie gras, tartufi, formaggi e vini locali approfittando di assaggiare prodotti di eccellenza del territorio. Al mercato di Sarlat si trova davvero tutto ciò che un amante del buon cibo può desiderare!

Visitate inoltre il piccolo mercato al coperto ospitato all’interno di una chiesa sconsacrata e caratterizzato da degli enormi portoni in ferro che rendono questa struttura davvero unica dal punto di vista architettonico.

Dopo aver esplorato il mercato, prendetevi il tempo per passeggiare nelle strade acciottolate di Sarlat, ammirando questa volta i suoi edifici storici perfettamente conservati. Il centro storico è stato infatti oggetto di un importante opera di restauro negli anni ’60, grazie alla legge Malraux, che ha contribuito a preservare il carattere autentico della città.

In serata, potrete fare ritorno a Bordeaux con il cuore e la “pancia” pieni di ricordi indimenticabili!

Cosa mangiare in Dordogna

La Dordogna è una destinazione perfetta per gli amanti del buon cibo, con una tradizione gastronomica che riflette l’anima autentica della regione. Tra i piatti da non perdere spicca il famoso foie gras, un prodotto di eccellenza spesso preparato artigianalmente anche in molti ristoranti che vantano dunque la loro ricetta speciale. 

Ma non solo: i tartufi neri, considerati veri gioielli della cucina, sono protagonisti di molti piatti, in particolare durante la stagione invernale, quando è possibile partecipare a escursioni per la raccolta del tartufo con i produttori locali.

Le noci del Périgord sono un altro simbolo della regione, utilizzate in mille modi, dall’olio di noci alle torte tradizionali, o semplicemente gustate da sole. È impossibile lasciare la Dordogna senza averle assaggiate in una delle loro tante declinazioni anche culinarie. 

E naturalmente, non possiamo dimenticare il celebre vino di Bordeaux, che accompagna alla perfezione i piatti robusti della cucina locale, offrendo un’esperienza enogastronomica completa. Ma anche la Dordogna, rappresenta un’eccellenza autentica per i vini della regione sebbene meno famosi di quelli di Bordeaux. Particolarmente rinomata per i suoi vini bianchi dolci, come il Monbazillac, prodotto principalmente con uve Semillon, Sauvignon Blanc e Muscadelle, si distingue per il suo equilibrio tra dolcezza e acidità.

A differenza dei più strutturati vini rossi di Bordeaux, i vini della Dordogna tendono a essere più “accessibili” e pronti da bere. Altra tipologia di vino da provare, il Bergerac (in questo caso parliamo di un vino rosso), che pur avendo qualche somiglianza con i Bordeaux, è spesso più fruttato e meno tannico.

Non dimenticate di visitare i mercati locali. Io li adoro perché sono una vera immersione nei profumi e nei sapori della Dordogna. Sono poi il perfetto contesto per scoprire tanti prodotti locali realizzati con grande artigianalità. Qui io non riesco mai dal trattenermi di fare un’acquisto di prodotti freschi e tipici, anche solo proprio per degustarli direttamente sul posto.

Inutile dirvi poi che in ogni località troverete un’ampia scelta di ristoranti. Ecco, a volte puntate sui piccoli ristoranti di paese perché in genere qui si gustano pasti autentici e comunque ricchi di sapore a costi decisamente contenuti

Quando Visitare la Dordogna

Il periodo migliore per visitare la Dordogna va dalla primavera all’autunno, quando il clima è mite e le giornate sono lunghe. In particolare, l’estate offre il massimo delle attività all’aperto, ma anche l’autunno è perfetto per godere dei colori della natura e delle sagre locali dedicate ai prodotti tipici.

Questo è il nostro itinerario gourmet in Dordogna: un mix perfetto di cultura, natura e gastronomia in una delle regioni tra le più affascinanti della Francia.

Il nostro viaggio in Dordogna è stato realizzato in collaborazione con l’Ente del turismo della Nouvelle Aquitaine e con Atout France.

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