Saint Tropez non è mai stata in cima alla mia lista dei posti da vedere in Francia. Forse perché quando si parla di questa cittadina si evocano subito immagini patinate di yacht luccicanti, visitatori curiosi alla ricerca di vip, locali esclusivi e di lusso.
Insomma, tutto quello che solitamente mi fa pensare a un luogo un po’ elitario, e a dirla tutta, lontano dal mio modo di viaggiare.
Poi però, grazie a un evento di Atout France a Milano in cui ho conosciuto meglio la regione del Var – di cui Saint Tropez fa parte -, la mia curiosità verso questa parte di Francia è cambiata. A dirla tutta, a spostare realmente la mia attenzione è stata soprattutto la Tarte Tropézienne originale, la celebre torta tanto amata da Brigitte Bardot, che ho assaggiato per la prima volta proprio in occasione dell’evento. Del resto sapete, quando viaggio, quanto io amo andare alla scoperta dei dolci tipici e locali.


Ci siamo così informati su cosa vedere a Saint Tropez e dopo aver individuato un po’ di chicche da visitare, è nato questo viaggio organizzato in collaborazione con l’Ente del Turismo del Var.
Abbiamo visitato Saint Tropez in primavera, lontano dal caos estivo, e questo ha fatto tutta la differenza: la cittadina si è rivelata un piccolo gioiello dal fascino autentico, con angoli tranquilli, scorci pittoreschi e una luce che al tramonto si riflette sul porto in modo quasi cinematografico.
E poi c’è stata la scoperta dei suoi dintorni, dei sapori locali e di tanti indirizzi di piccole realtà che hanno reso questo breve viaggio ancora più sorprendente.
Perché è famosa Saint Tropez
Oggi, quando si menziona Saint Tropez, inevitabilmente il richiamo al jet-set internazionale è immediato, con i suoi locali eleganti, le boutique esclusive e gli yacht ormeggiati lungo il porto.
La vera notorietà di questa località nasce già negli anni ’50, quando il regista Roger Vadim gira qui il film “Et Dieu… créa la femme” – “E dio creò la donna” – con una giovanissima Brigitte Bardot.
Il film fu un successo travolgente, e BB – che si innamorò perdutamente di questo villaggio di pescatori– decise di comprarci casa, facendone il suo rifugio (ancora oggi vive a Saint Tropez) e contribuendo a trasformarlo nel luogo cult della costa del sud della Francia.
Ma al di là delle luci della ribalta, Saint Tropez è anche un luogo dalla doppia anima: mondano in estate, intimo e rilassato nel resto dell’anno. E in qualunque stagione, resta il regno indiscusso di una delle torte più amate di Francia: la Tarte Tropézienne, che ancora oggi si produce con la ricetta originale, custodita gelosamente.
Cosa vedere a Saint Tropez
Se molti la considerano una meta da visitare in giornata, il nostro consiglio invece è di fermarsi almeno due giorni tenendola anche come base per visitare i dintorni. Sarà poi che l’abbiamo visitata in un periodo in cui il turismo è ancora dormiente, ma l’impressione che abbiamo avuto è che Saint Tropez ha un ritmo tutto suo, che invita a rallentare e lasciarsi conquistare piano piano.
Il centro storico, con le sue case color ocra e le stradine acciottolate, si esplora a piedi ed è un susseguirsi di atelier, boutique e piazzette dove l’atmosfera è elegante e un po’ fuori dal tempo. Non è affatto solo una meta da jet-set: basta allontanarsi di poco dai riflettori per scoprire l’anima autentica di questo luogo.
Ecco dunque cosa non va perso a Saint Tropez quando la si visita.
Visitare il centro storico
Partite da Place des Lices, la piazza dove tutti vengono a giocare a pétanque (le bocce) all’ombra dei platani e da qui inoltratevi tra i vicoli del quartiere de La Ponche, vero cuore storico della città. È in questa parte della cittadina che si respira la Saint-Tropez di un tempo, quella raccontata nei film di Brigitte Bardot.
Dal centro storico si raggiunge facilmente anche la cittadella fortificata, sede di un interessante museo marittimo e punto panoramico ideale per ammirare il golfo.



Ammirare la statua di Brigitte Bardot
La statua di Brigitte Bardot: non si può non rendere omaggio all’icona che ha reso celebre Saint Tropez nel mondo. La statua in bronzo si trova in Place Blanqui, proprio vicino al Museo de la Gendarmerie e del Cinéma.
La cosa curiosa è che l’opera scultorea è stata tratta da un acquerello di Milo Manara in cui aveva ritratto l’attrice. Non solo, la statua alta 2,5 metri è stata fusa dalla Fonderia Mariani, sita a Pietrasanta in Toscana. Dunque, possiamo dire che c’è anche un po’ d’Italia in questa opera che celebra la diva.
La spiaggia più famosa di Saint Tropez
La Plage de la Ponche e la Plage des Graniers: tra le spiagge di Saint Tropez, sono due delle più belle, facilmente raggiungibili a piedi anche dal centro.

Piccole, con acqua trasparente e un’atmosfera rilassata (soprattutto fuori stagione), è però la Plage de La Ponche a godere di maggiore notorietà tanto essere meta di tutti i visitatori di Saint Tropez. Anche perché è in questo punto che è stata girata una delle scene più iconiche che ritrae Brigitte Bardot in riva al mare.
Vieux Port
Il vecchio porto: una passeggiata lungo il marciapiede che lo costeggia è d’obbligo per ammirare barche da pesca che si alternano a yacht meravigliosi.
E’ anche la parte di Saint-Tropez di sicuro più vivace, con tanti locali e ristoranti che si affacciano proprio sul porticciolo, perfetti per un aperitivo al tramonto o per una cena romantica o, perché no, anche per un momento un pò mondano.
Anche noi alla fine ci siamo lasciati affascinare da questa parte di Saint Tropez, favoriti però dal fatto che, essendo proprio all’inizio della stagione primaverile, abbiamo trovato un’atmosfera davvero piacevole e rilassante… Di sicuro nei mesi estivi diventa eccessivamente affollata.
La Tarte Tropézienne originale
Non è solo un dolce, ma una vera istituzione locale. Ma di questo ve ne parlerò meglio perché merita un paragrafo tutto suo.
Musée de la Gendarmerie & du Cinéma
Ospitato in una vera ex caserma, è un tributo divertente e nostalgico al legame tra Saint-Tropez e il cinema francese, in particolare ai film con protagonista il noto attore francese Louis de Funès che qui furono girati. Da visitare per i veri cinefili.
Le spiagge più iconiche di Saint-Tropez
Saint-Tropez è circondata da alcune delle spiagge più affascinanti del Sud della Francia. La più celebre è senza dubbio la Plage de Pampelonne, una distesa di sabbia dorata lunga circa 5 km dove si trovano anche diversi famosi beach club.

Noi ci abbiamo fatto un salto e ci è dispiaciuto non poterci fermare e pranzare in un bellissimo localino che abbiamo trovato proprio all’ingresso della spiaggia.
La Tarte Tropézienne: la torta di BB
Come sapete (o per lo meno sanno tutti quelli che ci leggono e seguono), spesso scegliamo le nostre destinazioni proprio per il desiderio di scoprire locali autentici, particolari, innovativi o ricette speciali legate al territorio.
Così è stato anche proprio per Saint Tropez, dove il nostro primo obiettivo era quello di carpire i segreti e assaggiare la mitica Tarte Tropézienne, un dolce davvero iconico della Francia. Come vi anticipavo, lo abbiamo provato per la prima volta a Milano e da subito ci ha conquistato per il suo gusto e la morbidezza.
Ne è valsa così tanta strada? Per noi sì e saremmo pronti a ritornarci.
Del resto, parlare di Saint-Tropez senza citare la Tarte Tropézienne sarebbe come raccontare Parigi dimenticandosi della Tour Eiffel. È uno di quei dolci che sanno di estate, di cinema, ma anche di una certa artigianalità che resiste nel tempo.
La storia della Tarte tropezienne: un’icona dolce nata per caso (o quasi)
Come detto, Saint-Tropez e Tarte Tropézienne per noi è un’equazione semplice, dal risultato garantito: amore al primo morso!
Eppure pochi sanno che questa torta non è affatto una ricetta antica provenzale. La sua storia inizia negli anni Cinquanta, grazie a un giovane pasticcere polacco di nome Alexandre Micka.


Trasferitosi a Saint-Tropez dopo la guerra, Alexandre Micka apre una piccola boulangerie e propone una brioche ispirata alla ricetta di sua nonna, ripiena di una morbida e golosa crema diplomatica (un mix segreto di crema pasticciera e burro). Un dolce semplice, ma così buono da attirare rapidamente l’attenzione.
La vera svolta arriva però nel 1956, durante le riprese del film “Et Dieu… créa la femme” con una giovanissima Brigitte Bardot. Il catering del film viene affidato proprio a Micka, che porta sul set la sua torta. Brigitte la assaggia, se ne innamora e gli suggerisce di chiamarla “Tarte Tropézienne”. Quel nome è diventato poi addirittura un marchio registrato, custodito gelosamente, e da allora solo la Maison La Tarte Tropézienne, fondata proprio da Micka, può usare ufficialmente quel nome.
La ricetta è segreta e ancora oggi non è mai stata svelata del tutto: si dice che solo tre persone al mondo conoscano la formula esatta della crema, e che nessuno sappia replicarla davvero allo stesso modo.
Noi l’abbiamo assaggiata più volte (per dovere di cronaca, ovviamente!) e possiamo confermare che ogni boccone è un piacere per il palato. Esistono versioni mini – le “baby Tropéziennes” – perfette per uno spuntino on the go, oppure la classica da condividere, magari seduti a uno dei tavolini della boutique storica in Place des Lices (oggi Place de la Pétanque), l’unica aperta tutto l’anno.


Non è comunque l’unico punto vendita: durante la bella stagione si può gustare anche in altri punti vendita che si riconoscono sempre dalla stessa insegna, La Tarte Tropézienne. Li trovati in altri punti della cittadina di Saint-Tropez, come quello in Place aux Herbes, sia fuori città, come a Ramatuelle, Cogolin, Sainte-Maxime, fino ad arrivare addirittura all’aeroporto di Nizza.
Un consiglio? Provatela appena fatta, magari accompagnata da un caffè o da un bicchiere di rosé freddo. E portatene via una (o due) per casa: resiste bene anche al viaggio (salvo che non faccia troppo caldo) ed è il souvenir perfetto per chi vuole portarsi a casa un po’ della bella atmosfera di Saint Tropez.
Dove mangiare a Saint Tropez
Saint-Tropez ha tante anime: quella glamour, quella pittoresca, quella più autentica… e quella gourmet. Durante il nostro breve soggiorno, con Alessandro abbiamo provato indirizzi molto diversi tra loro e ovviamente non potevano non condividere i nostri suggerimenti su posti dove fare colazione o quello di un buon ristorante dove si respira ancora un’atmosfera di casa.
Cedric Grolet
Al fascino di Saint Tropez non ha saputo resistere nemmeno Cedric Grolet, uno dei maestri pasticceri più in voga al momento in Francia. Non vi nascondo che visitare una sua boutique era uno dei miei piccoli sogni. Avevo già sbirciato quella di Parigi, ma tra code infinite e caos, non ero riuscita a entrare.



A Saint-Tropez è stato tutto più semplice: nessuna fila e il suo locale, nascosto in una vietta colorata, offre viennoiserie raffinate, come croissant e pain au chocolat, e monoporzioni che sono delle piccole opere di alta pasticceria. Noi abbiamo assaggiato la monoporzione al pompelmo, una vera delizia. In base al periodo dell’anno in cui lo visiterete, troverete comunque sempre qualcosa di diverso.



Ci siamo poi concessi anche una colazione: vuoi non assaggiare il suo pain au chocolat? E devo dire che nonostante il prezzo l’ho trovato davvero molto buono, sfogliato alla perfezione.
Il locale comunque è bello nel design, con un servizio di caffetteria essenziale in stile molto internazionale. Niente servizio al tavolo ma ci sono un po’ di tavolini all’esterno dove è possibile accomodarsi. Chiariamoci: non è un posto per tutti i giorni. Ma se siete amanti della pasticceria d’autore, vale ogni euro.

Considerando poi che a Milano, in certi posti (senza fare nomi…), arrivi a spendere più di 7€ per un caffè e un pain au chocolat, qui almeno sai che stai mangiando una creazione firmata Grolet. Esperienza che consiglio almeno una volta nella vita.
La Pâtisserie Saint-Tropez
Se volete scoprire cosa sono gli oursons à la guimauve, l’indirizzo giusto è quello della Pâtisserie Saint-Tropez firmata Cyril Lignac, chef e pasticciere amatissimo in Francia, noto anche per essere volto televisivo e giudice in diversi programmi gastronomici. A Saint Tropez ha aperto una piccola boutique luminosa che profuma di pane fresco e cioccolato.



Ma qui troverete soprattutto gli oursons, diventati un po’ il suo simbolo: si tratta di dolcetti a forma di orsetti ricoperti di cioccolato con un cuore di marshmallow morbido e profumato alla vaniglia. Uno tira l’altro, parola mia.

Li trovate in versione mini, perfetti da assaggiare al volo o in scatole che sembrano fatte apposta per essere regalate (o regalarsi). Una tappa gourmand diversa dal solito cliché “da Saint-Tropez”, più dolce e più creativa.
La Tarte Tropézienne
Nel locale affacciato sulla Piazza des Lices, chiamata anche Place Petanque perché qui si viene a giocare bocce, oltre alla famosa torta si possono gustare altre specialità dolciarie sedendosi ai pochi tavolini che troverete. Al piano superiore del locale potete approfittare anche del ristorante che offre un menù con piatti semplici dove ovviamente chiudere con una tarte.


Da sapere che se volete una fetta della versione di Tarte Tropézienne ai lamponi, è possibile averla proprio solo al ristorante, altrimenti la dovete comprare intera.
Café Vuitton
Se invece volete provare un’esperienza glamour, sappiate che pure a Saint Tropez troverete questo caffè, il tutto ovviamente in un ambiente elegante e ricercato che comunque, se rispettano la qualità di quelli provati a Milano, assolutamente non deludono.
Marcellino’s
In una località che spesso punta tutto sull’apparenza, Marcellino’s è una piccola eccezione. Già perché è uno degli ultimi veri ristoranti a conduzione familiare rimasti nel cuore di Saint-Tropez. E lo si sente soprattutto dall’accoglienza che ti viene riservata dai proprietari (che noi abbiamo avuto modo di conoscere) e da tutto lo staff che vi lavora.



Affacciato sul porto, ha uno stile contemporaneo, dai toni caldi e armoniosi, con un giusto tocco di eleganza.
Come il nome stesso richiama, le origini sono italiane ma non preoccupatevi, non troverete una cucina italiana, se non in qualche piatto. Il menù propone sia piatti di terra che di pesce, tutti molto ricercati a partire dalla presentazione nell’impiattamento per arrivare all’alta qualità della materia prima utilizzata. E i prezzi sono decisamente ottimi considerando il fatto che ci si trova a Saint Tropez affacciati sul porto.



Noi abbiamo gustato un’ottimo carpaccio di ricciola, una tartare di manzo tagliata al coltello e delle gustosissime cozze gratinate con una combinazioni di sapori assolutamente inusuali ma azzecatissimi: nella parte gratinata è stata aggiunta della nduia che ha dato un tocco originalissimo a questo classico piatto. Ottimo anche il tentacolo di pollo alla griglia, uno dei piatti signature del ristorante.
Marcellino’s per noi è un posto super consigliato, che ti fa sentire accolto senza fronzoli e dove il cibo parla davvero.
La Réserve Gayrard – Les Issambres
Un ristorante di grande charme, sospeso tra cielo e mare, poco lontano da Saint-Tropez ma lontano quanto basta dal suo clamore. La Réserve Gayrard si trova letteralmente arroccato sugli scogli di Les Issambres (che è la località dove noi abbiamo dormito) in una posizione esclusiva che regala una vista privilegiata sul Mediterraneo. Le onde che si infrangono sotto la terrazza fanno da colonna sonora a un’esperienza romantica e raffinata.
Gli interni, curati con gusto ed eleganza, parlano il linguaggio del fascino francese senza eccessi. Ma è all’esterno, sulla terrazza affacciata sul mare, che questo ristorante rivela tutto il suo potenziale: un luogo dove ogni cena si trasforma in un momento speciale, soprattutto al tramonto.



Il menù alterna proposte à la carte a formule degustazione più strutturate. Se siete amanti della carne, il piatto signature è la Tomahawk cotta alla brace: quasi un chilo e mezzo di carne, perfetta da condividere. Non mancano, naturalmente, piatti di pesce, proposte stagionali e tocchi creativi che raccontano una cucina contemporanea senza eccessi e attenta alla materia prima.
I prezzi non sono tra i più accessibili della zona, ma con un antipasto, un secondo e un calice di vino, si può vivere un’esperienza gastronomica memorabile intorno ai 50-60 euro a persona. Una scelta da segnare se volete trascorrere una serata un po’ speciale, senza tempo.
Cosa fare a Saint Tropez: consigli gourmet
Se c’è una cosa che amiamo fare durante i nostri viaggi, è scoprire quei luoghi in cui i prodotti locali sono i veri protagonisti, dove si percepisce ancora la passione per il “fare bene” e la scelta consapevole di puntare su qualità e autenticità. A Saint-Tropez, ce ne sono due che ci hanno conquistati proprio così.
Degustare i biscotti di Saint Tropez
La Biscuiterie de Saint-Tropez. Un “indirizzo” minuscolo dove il profumo di burro e zucchero ti accoglie prima ancora di aprire la porta.


Il fondatore, Kaled Koudhair, insieme al pastry chef Philippe Grouiller (che ha lavorato anche con Alain Ducasse), ha voluto creare il biscotto perfetto.
E possiamo confermare che ci sono riusciti: i loro sablé sono semplicemente deliziosi, friabili al punto giusto e con gusti che spaziano dal classico limone alla castagna, fino a combinazioni più originali anche salate come quelle al pomodoro e timo o parmigiano.
Ci è piaciuto anche il fatto che non sia solo un punto vendita, ma un piccolo angolo dove fermarsi per una merenda lenta, magari nel patio, con un buon tè, un succo fresco o un caffè, scegliendo il tuo biscotto preferito (o facendo come noi: prendendone almeno uno per tipo, “così, per sicurezza”!).
Degustare il Rosè del Sud della Francia
Poco lontano dal centro, siamo andati a fare una visita alla cantina cooperativa Torpez à Saint-Tropez, dove si producono vini AOP Côtes de Provence: ovviamente il protagonista è il rosé – in tutte le sue sfumature.



Qui abbiamo fatto una degustazione guidata che ci ha permesso di provare e apprezzare ancora di più la qualità di questi vini. La degustazione è assolutamente gratuita e chiunque (maggiorenne) la può fare nello spazio dello shop della cantina. Tre le etichette principali di rosé che la cantina produce. E tutte ci hanno hanno assolutamente conquistato per la loro personalità ben distinta:
- Bravade: il più fresco e beverino, ideale per un aperitivo o una cena d’estate. Leggero, floreale, con una bella nota fruttata.
- Cuvée des Seigneurs: più strutturato, elegante, con profumi intensi di frutti rossi e una mineralità interessante. Perfetto per piatti più elaborati.
- Latitude 43: il più “gastronomico” e complesso dei tre, con profumi che si aprono con il tempo.
Molto buone anche le loro bollicine, che ci hanno piacevolmente stupito. I vini sono ottimi e dunque li potate considerare da portare a casa come souvenir alternativo. E se ve lo state chiedendo… Sì, ovviamente abbiamo fatto scorta dei loro vini!
Cosa vedere nei dintorni di Saint Tropez: Roquebrune-Sur-Argens
Nel nostro breve itinerario nella regione del Var, tra le sorprese più belle di questo territorio c’è il villaggio di Roquebrune-sur-Argens, a breve distanza da Saint-Tropez.
Questo comune ha in realtà un territorio molto vasto e decisamente variegato dal punto di vista paesaggistico. Si estende infatti dal mare – precisamente dalla zona di Les Issambres, che è stata anche la nostra scelta come base per il nostro soggiorno sia nella visita a Saint Tropez che nella regione del Var – fino all’entroterra, dove si trova appunto il villaggio medievale di Roquebrune sur Argens.



Il nome del villaggio richiama le spettacolari rocce rosse a tre cime (le Roques Brunes, appunto) che dominano il paesaggio. Il borgo si trova leggermente arroccato, a circa 20 minuti d’auto dalla costa, ed è uno di quei tipici borghi francesi come proprio piacciono a noi, dove è bello perdersi tra i suoi vicoli in pietra, vecchie case, balconi fioriti e angoli che raccontano una storia tutta da scoprire.
Già perché questo villaggio ha davvero una lunga storia. Fondato attorno all’anno 983 sotto il nome latino Rocca Bruna, divenne rapidamente un centro difensivo privilegiato, capace di resistere a incursioni e persino alla Peste Nera grazie alle sue mura imponenti.
Il borgo medievale si è poi via via sviluppato nel XII secolo attorno al prieuré benedettino, ed è un labirinto di vicoli in pietra e passaggi ad arco, affiancati da edifici storici. Di particolare rilevanza storica vi è la chiesa di Saint-Pierre-Saint-Paul inscritta tra i monumenti storici dal 1987. Fate particolare attenzione alla sua facciata asimmetrica che rompe con gli schemi architettonici dell’epoca a cui siamo abituati.

Vi è poi la Cappella di Saint-Pierre, ex cappella dei Templari (XIII secolo), che custodisce ancora tracce della sua storia: una lapide muraria, deformata e posta a testa in giù, secondo le cronache, ricorda la condanna di un membro dell’Ordine dopo la loro espulsione.
Ma il vero segreto di Roquebrune, oggi si nasconde in un luogo decisamente insolito che ha portato il villaggio a creare un legame particolare con il mondo del cacao: una chiesa del XVII secolo sconsacrata è stata trasformata in museo del cioccolato, interattivo e gratuito, che ripercorre la storia del cacao, dalle sue origini fino ai giorni nostri.
Qui abbiamo ammirato una collezione incredibile, partita dagli oltre 6.000 pezzi raccolti dal fondatore Gérard Courreau, oggi composta da oltre 1.000 oggetti: scatole vintage, manifesti e packaging pubblicitari, attrezzatura da cioccolataio e persino un automa Banania perfettamente funzionante (un gioiello unico per i collezionisti). l museo include poi un’area “Choco-mômes” pensata per i più piccoli.



Usciti dal museo, siamo andati alla ricerca di questo mondo cioccolatoso visitando 2 delle 4 cioccolaterie artigianali del borgo – come Chocolats et Gourmandises e la Chocolaterie du Rocher – dove abbiamo assaggiato specialità davvero uniche.

Infine, nella piazza principale, abbiamo concluso la nostra visita a la Maison du Terroir che offre una selezione di vini, oli, marmellate, paté, salse e tante altre specialità firmate da produttori della zona: una vera chicca e una tappa da non perdere per una sorta di food tour inaspettato in questo borgo.



Roquebrune e il suo territorio meriterebbero almeno due o tre giorni: oltre all’esperienza “chocolate & history”, è un ottimo punto di partenza per escursioni in canoa sul fiume Argens, trekking, gite in e-bike e momenti di relax sulle spiagge di Les Issambres dopo una giornata ricca di attività.
Dove dormire a Saint Tropez
In realtà noi non abbiamo dormito a Saint Tropez, preferendo soggiornare a Les Issambres che strategicamente è un ottimo punto per esplorare meglio la regione.


Villa Sambro è stata la nostra scelta: un piccolo residence, a pochi passi dalla spiaggia e dal Porto di San Peïre.
Composto da appartamenti ampi, ben curati e arredati in stile moderno e contemporaneo, è la scelta ideale sia per famiglie sia per chi – come noi – desidera godersi un break in totale relax. Gli interni sono luminosi e funzionali, con soggiorno open-space, cucina attrezzata, camere dotate di aria condizionata.



Ogni unità dispone di una terrazza privata perfetta per colazioni vista mare o cene sotto le stelle. Infine, non manca l’area piscina, ideale per un tuffo rinfrescante. Da tenere presente che durante l’alta stagione, le unità vengono però affittate settimanalmente.
Come spostarsi tra Saint Tropez e la costa: i Bateaux Verts
Scegliere di soggiornare come abbiamo fatto noi a Les Issambres, può essere una buona soluzione anche in chiave logistica sia per visitare il golfo di Saint Tropez sia per esplorare l’entroterra.
Spostarsi da Les Issambres o Sainte-Maxime a Saint-Tropez, è infatti comodissimo grazie ai Bateaux Verts, i battelli che collegano in circa 30-35 minuti le due sponde del golfo.
Una soluzione pratica per evitare il traffico intenso della strada costiera, i parcheggi carissimi di Saint-Tropez e al tempo stesso godere dal mare di una prospettiva diversa della costa. I collegamenti sono decisamente frequenti anche in bassa stagione e nel periodo estivo sono operativi fino a tarda serata così da avere tutto il tempo per godersi un’ottima cena.
Il costo per la tratta a/r è di circa 18€ a persona. Le Bateux Verts sono dunque un ottimo modo per trascorrere una giornata (o serata) in relax senza stress.
Quando visitare Saint Tropez
Visitare Saint Tropez in alta stagione può significare affrontare folla e prezzi elevati.
Noi l’abbiamo apprezzata particolarmente in primavera, quando la costa in generale è più tranquilla e si può godere appieno della sua bellezza senza stress e senza traffico. Anche l’autunno secondo me può essere un buon periodo, con temperature miti e anche in questo caso meno turisti. Unico aspetto da tenere in considerazione quando si viaggia in autunno, sono le giornate più corte con meno ore di luce.
Di sicuro noi lo terremo presente come periodo per ritornarci e godere così di un paesaggio che riserva di sicuro dei bei colori in particolare nell’entroterra.
Le nostre considerazioni
Concludendo Saint Tropez è molto più di una destinazione glamour e di una località per vip: è un luogo dove si trova anche storia, cultura e tanti sapori autentici. Che siate amanti del mare, della buona cucina o delle passeggiate tra i vicoli, in questa cittadina c’è ancora spazio per la genuinità, per le storie di famiglia, per i dolci che portano con sé decenni di tradizione, e anche per esperienze gourmet che sanno essere accessibili.
Basta saper scegliere e lasciarsi guidare più dall’istinto che dai selfie.
Io non vedo l’ora di ritornarci (ovviamente sempre fuori stagione), anche perché ho una lista di altri posticini da provare!
l nostro viaggio a Saint Tropez e dintorni è stato realizzato in collaborazione con Atout France, l’ufficio del Turismo di Saint Tropez e l‘ufficio del turismo del Var.









