Se chiedi direttamente ad un romano “dove mangiare il migliore tiramisù a Roma”, molto probabilmente due su tre risponderanno (magari in coro): Pompi!
Del resto si tratta di una vera e propria istituzione visto che è dal 1960 che nella sua sede storica di Via Albalonga, vicino a Re di Roma, coccola i romani con il suo cavallo di battaglia, appunto il tiramisù.

A loro va di sicuro il merito di aver saputo trasformare uno dei dolci italiani per eccellenza come il più gettonato dell’intera città soprattutto grazie alla genialità della formula take away e poterlo così gustare con calma a casa, magari a cena con i propri amici.
Ovviamente la formula vincente, la sua fama e la sua richiesta ha portato Pompi ad ampliare la propria presenza con altri punti vendita presenti in alcuni dei quartieri noti di Roma, come quello vicino a Piazza di Spagna e a Ponte Milvio.
Il tiramisù di Pompi
Ora, sono pronta a prendermi le mie responsabilità e so che con la mia affermazione scatenerò di sicuro reazioni contrastanti.
Ma se devo esprimere un parere, credo che oggi non si possa (forse) più dire che il migliore tiramisù a Roma si trovi proprio qui da Pompi!
Noi, siamo andati ad assaggiarlo più volte.
Ammetto che della prima volta avevo un ricordo non esaltante: lo avevo trovato molto “industrial” e senza l’ombra del gusto del mascarpone.
Recentemente sono tornata, complice anche il suggerimento di un’amica che mi ha ricordato che Pompi (sopratutto il primo, quello in Via Albalonga) è considerato dai romani sempre un must. E così ci sono tornata.

Risultato? Confermo che per me sono stati geniali, i primi a realizzare un locale che ha fatto del tiramisù un “pret a manger”: tanti vi si recano quasi in pellegrinaggio alla sera proprio per andarselo a gustare.
Devo riconoscere che il mio ricordo sul tiramisù di Pompi probabilmente era sfalsato: l’ho trovato migliore rispetto alla prima volta che lo avevo assaggiato.
Ma rimango dell’idea (scusate io sono bravissima a fare il tiramisù e quindi sono pignola) che se mi chiedete dove mangiare il migliore tiramisù a Roma, Pompi non è il primo nome che suggerirei.
A questo punto vi chiederete: “dove si mangia il migliore tiramisù a Roma? Ecco i miei tre posti del cuore! Piccoli locali dove realizzano praticamente solo tiramisù fatti ad arte!
Il tiramisù di Zum a Campo de’ Fiori
Primo in assoluto nella mia classifica è Zum, (ve ne avevo parlato anche quando vi ho detto dove mangiare a Roma) il cui nome altro non è che l’acronimo degli ingredienti base: Z come zucchero, U come uova e M come mascarpone.
A due passi da Campo de’ Fiori, questo piccolo locale che fa angolo è riuscito a fare ben suo il concetto che fino a poco tempo fa era esclusiva di Pompi, aggiungendo anche più gusti e con una crema dove, beh, il mascarpone si sente davvero!

Due le dimensioni del tiramisù tra cui scegliere: grande e piccola (quest’ultima perfetta per chi ha una coscienza chiamata dieta).
Due i grandi classici che qui si troverete: quello con savoiardi e quello “rivisitato” con i gentilini.
Molto interessanti sono le varianti di gusto: potete scegliere tra quello al pistacchio, marroni (stagionale), amaretto e marsala, rum e cioccolato, frutti di bosco.
Importante anche l’attenzione a chi ha intolleranze alimentari: qui troverete infatti anche tiramisù gluten free e senza lattosio.
Da sottolineare la qualità e selezione degli ingredienti.

Il locale è piccolino ma carino e oltre al tiramisù si può prendere anche il caffè e qualche altro dolce come torte, stecchi di gelato, macedonia e panna cotta.
Potete consumare in loco o preferire il take away per gustare il vostro tiramisù ammirando le bellezze romane.
E se siete invitati a cena da amici, scegliete la loro vaschetta formato famiglia. State certi che farete un’ottima figura!
Il tiramisù di Tiramibloom a Prati
Chiuso (aggiornamento 2022)
Di recente apertura a Prati, in una traversa di Cola di Rienzo non molto lontano dalla zona dal Vaticano, questo nuovo locale Tiramibloom con laboratorio di pasticceria non potevo certo lasciarmelo scappare.
Perchè?
Il locale è tutto completamente rosa, uno dei miei colori preferiti!

Locale nuovo di pacca e si vede subito: decisamente più glam e cool, più che un locale di Roma sembra avere un’impronta nello stile e design che si ritrova all’estero.
Dettagli ben studiati e con un taglio moderno come le stesse vaschette che sembrano dover contenere un tiramisù 3.0.
Anche qui due le size tra cui scegliere, quella normale e quella mignon (molto mignon…).
Davvero carina è la scatola da asporto in cui inserire tante piccole mignon di tiramisù da portare a cena o a casa quasi fossero dei cioccolatini pronti per essere scartati.
Anche qui (ovviamente) il cavallo di battaglia è il tiramisù classico!
A seguire nocciola e gianduia, delizia al limone, Mont Blanc, caramello salato, e per finire lo speciale del mese ovvero un gusto particolare che viene realizzato appunto mensilmente.

Noi abbiamo assaggiato quello classico e quello al gusto nocciola e cioccolato. Tra i due (per noi) il migliore è risultato quest’ultimo.
Il locale (oltre ad essere rosa) è molto grande con un corridoio dove è possibile ammirare planetarie sempre in azione che montano la crema.
Molto bello l’ampio spazio dove Giacinta Trivero, vera esperta di questo dolce, tiene vere e proprie masterclass per imparare tutti i segreti della preparazione.
In due ore imparerete tecniche e segreti per realizzare il migliore tiramisù di Roma.
Il tiramisù di MiTiroSù
Un nome, MiTiroSù, un programma per questo simpatico locale dove a fare la differenza con le altre realtà, qui il tiramisù diventa personale!
Ovvero te lo crei tu!
Sì avete capito proprio bene.
Dal formato al gusto avrete modo di sbizzarrirvi nel creare il vostro super personale tiramisù.
Che forse poi alla fine non sarà più un tiramisù…
Si parte dalla dimensione della coppetta (un po’ come per il gelato)… grande, piccola… o perchè no anche cornetto, maritozzo e bomba fritta (e qui si muore).
Si sceglie poi il biscotto (pavesini, oreo, pan di stelle o babbà) e si passa alla bagna che spazia dal classico caffè, al rum, alla birra e non solo.
Infine si sceglie la crema: tradizionale, al cioccolato, pistachio o nocciola. Potete anche scegliere di mixare due creme. On top, si finisce con la guarnizione con granella, frutta o glasse.
Ecco, qui si può dire che troverete un tiramisù “diverso” che forse non è più tiramisù.
Ma il punto di forza del locale è proprio il divertimento nel comporre il proprio dolce caratterizzato sempre dall’utilizzo di ingredienti di prima qualità.
Due in città: uno sempre nella zona raffinata di Prati e uno nella zona decisamente più defilata della Salaria!
Ora io lo so che vi ho sfidato nel trovare dove mangiare il migliore tiramisù a Roma e che siete pronti ad assaggiarli tutti e tre, anzi no tutti e 4 compreso Pompi… quindi, pronti a fare il confronto?










18 risposte
OMG!!!!! È il mio dolce preferito in assoluto!!! Che voglia che mi hai fatto venire!!!!!!!
Ah si? è anche uno dei miei dolci preferiti e ammetto di essere abbastanza pignola perchè il tiramisù è uno dei dolci che mi riesce meglio!
Sono d’accordo con te! Quando avevo intorno a 20 anni ci andavo spesso, era tappa fissa notturna e mi piaceva tantissimo. Ci sono tornata dopo anni e non capivo cosa mi fosse piaciuto tanto. È sceso di livello o ero io ad essere meno esigente? Comunque ha una filiale anche da me, nei castelli Romani e non ci vado mai.
Gli altri che hai citato non li ho mai provati, quindi, quando si potrà fare un bel giro per metterli a confronto!
Esatto è come se si fosse industrializzato! Errore che spesso capita quando una realtà diventa catena e non riesce a mantenere costante la qualità!
Devi assolutamente provare gli altri, tra tutti Zum è quello che preferisco.
Da romana non potrei essere più d’accordo con te: il tiramisù di Pompi non si scorda mai
Ahahah veramente a me Pompi non mi fa impazzire!
Prontissima a fare il confronto! Anche perché il tiramisù è una delle tre cose che so fare senza combinare disastri. Di solito lo preferisco con i pavesini e in versione tradizionale, però sarai curiosa di assaggiare delle varianti più innovative e fantasiose. Quello che hai detto a proposito della bomba fritta mi ispira molto – mi sa che appena sarà possibile dovrò tornare a Roma!
Chi non sa resistere al tiramisù? Per me invece solo con versione savoiardi!
Ecco, ora per colpa tua dovrò andare a Roma ad assaggiarli tutti!! A parte gli scherzi, sembrano tutti deliziosi e secondo me la scelta non è semplice!
hahahah bene mi sembra un ottimo motivo per tornare nella capitale
Io sono di Roma e quando ho letto il titolo del post…sono corsa a leggere! In questo periodo di quarantena cucino senza sosta e il tiramisù è il mio dolce preferito. Ho sempre sentito parlare e assaggiato quello di POMPI che secondo molti è il top in questa specialità. Effettivamente non conoscevo questi posti che hai descritto…lì segno nella mia agenda appena questo inferno sarà finito andrò a sperimentarli!
Allora devi essere un’esperta di tiramisù! a Fine caos fammi sapere il tuo parere sul tiramisù della capitale!
Come mai non conoscevo nessuno di questi posticini deliziosi?
Il tiramisù è uno dei miei dolci preferiti, quindi devo assolutamente rimediare quando tornerò a Roma…
A rischio di mettere qualche chilo in più!
eheheh io metto sempre su qualche kg quando torno a Roma ci sono troppi posti dove andare
Silvia però dopo che hai detto che ti sei bravissima a fare il tiramisu, adesso aspetto la ricetta! Personalmente non è tra i miei dolci preferiti ma devo dire che le idee sulle varianti di gusto e sui bellissimi packaging – soprattutto quello di Tiramibloom – mi hanno proprio ingolosito!
hahah si devo dire che il tiramisù mi viene bene, il segreto è semplice basta utilizzare ingredienti freschissimi. Si tiranibloom è una novità nella città di Roma se ci capiti fai un salto!
W Pompi! Noi partivamo il sabato pomeriggio ( da Gaeta un ora e mezza di viaggio ) per passare la serata a Trastevere, tra locali cool e movida, per poi finire la nottata, prima di rientare, a mangiare il tiramisù di Pompi. Inimitabile!
hahah davvero? ammetto che non sono una grande fan di Pompi ma a loro va il merito della genialità dell’idea!