Chiavenna: tre crotti da non perdere

Ogni inizio di settembre a Chiavenna è tempo di “Sagra dei Crotti”! La gente si riunisce per mangiare, bere buon vino e divertirsi riscoprendo la cultura, la storia e la tipicità territoriale propria del crotto.

Questa sagra dei crotti, famosa anche per chi come noi abita un po’ più lontano dalla valle, attira centinaia e centinaia di persone e apre, o meglio anticipa, la bella stagione autunnale con i colori del foliage che piano piano rendono il paesaggio montano davvero splendido. E con la brezza frizzantina si apprezzano menù più “strong” con pizzoccheri e l’immancabile bresaola magari davanti ad un caminetto acceso. 

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Crotti – Chiavenna I © Silvia

Noi abbiamo testato tre crotti, eccoli qua!

Ma prima, per chi non lo sapesse: cosa sono i crotti?

I crotti rappresentano un elemento contraddistivo della vita delle comunità della Valchiavenna: sono una cavità naturale all’interno della quale, tra le rocce, spira il “Sorel”, una corrente d’aria che mantiene in ogni stagione una temperatura costante tra i 4 e gli 8 gradi. Questo consente di avere così una sorta di frigorifero naturale in cui conservare il vino, o stagionare formaggi e salumi a cominciare proprio dalla famosa “Brisaola” come viene qui chiamata. Nel passato, all’esterno dei crotti erano posizionati qua e là pochi tavoli, per lo più in pietra, per condividere o consumare i propri prodotti. Da allora quel senso di convivialità è via via cresciuto dando vita a delle osterie che oggi sono diventate i luoghi perfetti dove andare a degustare prodotti e piatti tipici.

 

Ristorante Crotasc

Crotasc, della famiglia Mamete e Prevosti, è sicuramente il crotto (concedetemi il termine) “più pettinato” della zona. Posizionato al di fuori della cittadina di Chiavenna, si trova in un’area molto tranquilla. Un’ampia parte esterna accoglie i suoi ospiti con alcuni tipici tavoli in pietra, perfetta per le giornate di sole in primavera o in un caldo autunno dove mangiare piacevolmente all’ombra degli alberi risulta. All’interno, un ambiente più rustico con tanto di caminetto e pentole di rame appese alle pareti che richiamare le tradizioni di un tempo. 

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Crotasc – Chiavenna I © Silvia

Il menù alterna piatti della tradizione con piatti rivisitati e più ricercati. Noi abbiamo assaggiato i classici gnocchetti ed i pizzocheri, non senza prima aprire le danze con un bel tagliere di salumi tipici. Non abbiamo mancato di accompagnare il tutto da un buon vino della “casa”. 

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Crotasc – Mamete Prevostini – Chiavenna I © Silvia

E qui, quando diciamo “della casa”, si parla proprio di vini provenienti dalla loro cantina! Già, Mamete  Prevostini è infatti anche un’azienda agricola di lunga tradizione famigliare e produce ottimi vini di altissima qualità, dal Sassella all’Inferno, dal Rosso di Valtellina al Grumello giusto per citarne alcuni. Da assaggiare il loro passito, il Vertemate… state certi che chiederete di comprarne una bottiglia! E qui al Crotasc potrete farlo perché sotto al ristorante c’è proprio lo store e soprattutto la cantina storica della famiglia che esiste da più di 80 anni, con tanto di botti stipate all’interno del crotto. Potete chiedere di fare una visita e sono sicura che uscirete con qualche bottiglia sotto braccio. Se volete è possibile prenotare anche delle degustazioni ospitate direttamente nell’affascinante cantina.

Attenzione però, il conto per un pranzo o una cena qui è più vicino a quello di un ristorante milanese che a quello di un’osteria: per due mezze porzioni di primo (comunque molto abbondanti), un tagliere condiviso, un dolce, due bicchieri di vino rosso e un calice di Vertemate abbiamo speso ben 70 euro…

CROTASC Via Don Primo Lucchinetti, 63, 23020 Mese SO

 

Crotto Ubiali

Rinnovato recentemente, anche qui troviamo i piatti tradizionali della valle che però si alternano a proposte quasi gourmet!

Suddiviso su più livelli, a tratti sembra quasi di trovarsi all’interno di un vecchio maniero o di una casa nobile. Con i suoi camini ed un arredamento che alterna pezzi originali ad elementi più moderni, il risultato è quello di un’ambiente piuttosto raffinato. Diverse le sale dove poter mangiare, da quella più grande al piano superiore, a quelle intime del primo piano, qualche tavolino esterno e anche un posto quasi davanti alla porta del crotto dove però soffia uno spiffero costante di aria fresca, appunto il Soler. 

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Crotto Ubiali – Piuro I © Silvia

Qui abbiamo assaggiato la loro bresaola, la polenta taragna (che io adoro) e di nuovo i gnocchetti… Certo, dovremo dirvi quali gnocchetti alla fine sono risultati i più buoni “della valle”. Come dolce abbiamo assaggiato il loro Fioretto, detta anche Fugascia, una sorta appunto di “focaccia” preparata con l’impasto del pane ma dolce. La ricetta originale prevede l’anice ma qui c’è anche la versione naturale dove domina tutto il lato burroso (e goloso), decisamente la mia versione preferita anche se è un attentato illegale alla linea!

Si può scegliere tra il menù crotto della tradizione con un costo di 30 euro a persona oppure  direttamente dal menù alla carte. In questo caso il conto è in linea a quello di un ristorante.

Ovviamente c’è la possibilità di fare la degustazione nel crotto: all’interno si trova un bancone decisamente stiloso e moderno che domina la grotta tra salumi appesi e prodotti in esposizione pronti per essere assaggiati e..comprati.

CROTTO UBIALI  Corso Pratogiano, 56, 23022 Chiavenna SO

 

Ma veniamo al nostro crotto preferito

Crotto Quartino

Crotto Quartino è il mito che aleggia a casa nostra… “Vado a Chiavenna” equivale a “vado a farmi una super mangiata da Crotto Quartino”. E sul volto di chi rimane a casa si dipinge un’espressione mistica di chi ha avuto una visione… sì quella dei piatti del Quartino! Dimenticate il concetto classico di “ristorante” perché qui si ritrova invece tutta la filosofia e concretezza del vero crotto: un luogo rustico dall’atmosfera calda, conviviale e poco formale dove si mangia bene (davvero bene), dove si mangia tanto (davvero tanto) e dove si spende il giusto. E il giusto vuol dire spendere meno di un classico ristorante.

Bene, Crotto Quartino è tutto questo. Situato a qualche chilometro dopo Chiavenna, sulla strada che porta al confine con la Svizzera, qui per l’inverno e le stagioni più fredde troverete un locale piacevole, con caminetti e bottiglie di vino a vista e tanta simpatia. Fuori per l’estate e le giornate di sole, lunghe e piccole tavolate di pietra dove sedersi all’ombra degli alberi. Un rifugio dove fermarsi e riposarsi e… rimpinzarsi…- magari dopo una lunga camminata o un giro in moto nella valle.

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Crotto Quartino – Piuro I © Silvia

Sul tavolo le tovagliette di carta riportano direttamente il menù che costa – sentite bene – 26 euro a testa! Sì ma con questo prezzo avrete: salumi tipici con agrodolci casalinghi giusto per iniziare, come primo ovviamente i pizzoccheri bianchi tradizionali della Valchiavenna e infine un secondo dove scegliere tra due portate che possono variare: nel nostro caso le proposte erano Controfiletto di manzo oppure salsiccetta e costine entrambi accompagnati da polenta taragna e patate. Insomma qualcosa di leggero… A seguire formaggi locali, biscottini di Prosto e focaccia fioretto… E poi si rotola a valle.

Ma il menù non è tutto: infatti si può richiedere il bis ad oltranza senza alcuna aggiunta di costo. Con soli 6 euro in più potrete poi avere acqua e vino rosso a volontà con il caffè rigorosamente accompagnato dal Belfort, il distillato prodotto da loro a base di limone e salvia!

Ovviamente c’è anche la possibilità di ordinare alla carta, ma non nei giorni del week end! E se poi non ce la fai più, non preoccupatevi perché potrete continuare a degustare a casa: già perché qui vi chiederanno subito se volete la doggy bag (qui sono avanti) e portare via quello che non si è riuscito a terminare evitando così qualsiasi spreco.

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Crotto Quartino – Piuro I © Silvia

Noi abbiamo puntato il menù, aggiungendo (che esosi) una porzione di sciatt. I loro pizzocheri bianchi si sono rivelati i più buoni di tutti i crotti che abbiamo testato: corposi, sostanziosi e con tanto, tanto burro: buoni buoni buoni.

Le porzioni sono decisamente abbondanti e il cibo è di qualità! Il loro Belfort è buono, perfetto per concludere l’abbuffata. E se vi piace potete acquistarlo, cosa che noi abbiamo fatto, o scegliere tra altri distillati fatti sempre da loro. Insomma vai a Crotto Quartino e poi muori (felice!) o rotoli fino a casa!

Il loro crotto è piccolino e anche qui è comunque possibile fare la classica degustazione con la possibilità di acquistare i vari prodotti.

CROTTO QUARTINO Via dei Quartini, 5, 23020 Piuro SO

 

Altri crotti che ci hanno suggerito ma che non abbiamo testato.

Dalla gente del posto abbiamo appreso che Crotto Ombra è un altro dei posti assolutamente da provare posto soprattutto per la sua grotta che dicono essere davvero spettacolare. Da mettere in lista anche Crotto Belvedere da cui dicono invece si goda di una splendida vista panoramica… Noi abbiamo preso nota e non mancheremo di provarli nella prossima trasferta.

Cose da non perdere a Chiavenna

Per smaltire le calorie ma anche per goderne la bellezza non mancate di andare a vedere Palazzo Vertemate con il suo bellissimo giardino pieno di rose che si affaccia sulla vallata.

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Palazzo Vertemate – Chiavenna I © Silvia

Merita assolutamente un salto alle Cascate dell’Acqua Fraggia e una tranquilla passeggiata nel centro di Chiavenna magari per degustare una birra artigianale nei diversi locali. A questo proposito, passate a salutare Ivan, il proprietario della Grapperia Micheroli: non tutti sanno che è l’ideatore e tra gli organizzatori di gran parte delle manifestazioni della cittadina.

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Chiavenna I © Silvia

Per quelli più golosi, da comprare i biscottini di Prosto come souvenir mentre per lo shopping passate da Susj un negozietto piccolino e carino (un po’ milanese) pieno di oggetti per la casa davvero stilosi. 

 

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