Scoprire Matera Capitale europea della cultura 2019 – Cosa vedere, dove mangiare e dove dormire nella Città dei Sassi

Matera! Me lo ero ripromessa, quest’anno sarebbe stato quello giusto per riuscire finalmente a visitarla. E così è stato. Anche se, ammetto che più che la città, il mio sogno si chiamava Sextantio, un hotel più unico che raro. Ma poi, giunta a Matera ho capito subito quanto sia vero un detto di queste parti: “dicono che con il calar del sole nell’ora del tramonto la Basilicata cambia i colori ed è quello il momento in cui ci lasci il cuore”. Ed effettivamente noi di Matera ce ne siamo innamorati.

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Matera I © Silvia

 

La Storia dei Sassi, una storia che forse non tutti conoscono

Quando oggi pensiamo a Matera, la immaginiamo cosi: magica,  incomparabile nella sua conformazione, con tante casine che illuminate nella notte sembrano davvero un piccolo presepe vivente. E quando decidi di scoprirla quello a cui pensi è proprio questa magia che incontrerai. Forse però non molti sanno la storia che si cela dietro, o meglio cos’erano i Sassi di Matera un tempo.

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Matera I © Silvia

“La Vergogna d’Italia” cosi la definì De Gasperi che giunto in città per un comizio politico venne poi portato dal parlamentare Colombo a visitare i sassi per scoprire le difficili condizioni di vita delle famiglie che vi abitavano. Matera divenne un simbolo di arretratezza del Mezzogiorno a cui bisognava porre un rimedio, rimedio che sfociò nella legge speciale del 1952 promulgata proprio dal Governo di De Gasperi che impose il totale sfollamento dei sassi anche in maniera coatta trasferendo tutti gli abitanti in nuovi quartieri costruiti dallo stato.

Seguirono anni di completo abbandono di quest’area fino a quando nel corso degli anni ’70 incominciò un dibattito con l’intento di dare riscatto a questa città e alla sua popolazione. Un lungo percorso che ha portato al lento ripopolamento dei Sassi e che nel 1993 trionfa con il riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco.

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Matera I © Silvia

Come ci raccontava Dora, la nostra guida a cui ci siamo affidati per scoprire al meglio Matera, sono molti però gli anziani che vissero il dramma dell’epoca, che oggi stentano a tornare anche solo in visita nella parte della città dei Sassi: un modo per non riportare in vita i ricordi di una vita difficile e di quello che fu un cambiamento di certo traumatico.

 

Matera oggi: patrimonio dell’Unesco

Nel 1993 Matera si candidò nella lista per ottenere il riconoscimento come luogo del Patrimonio mondiale dell’Umanità dell’Unesco: 7 le città italiane che in quell’anno proposero la propria candidatura, di cui nessuna se non Matera al di sotto di Roma. Sebbene molti quasi derisero questa sua candidatura visto che un tempo era considerato una vergogna e simbolo di sottosviluppo, Matera vinse invece la sua battaglia e fu riconosciuta “Patrimonio Mondiale” e per la prima volta venne utilizzato il termine di “paesaggio culturale”.

Oggi si può dire che Matera non è certo più ricordata come la città della vergogna ma come la città della vera rinascita, unico vero esempio a mio avviso nel nostro paese, diventando  uno dei luoghi imperdibili da visitare.

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San Domenico – Matera I © Silvia

Non solo, ma Matera per il 2019 è stata insignita quale Città della cultura europea per il 2019, un riconoscimento altrettanto importante che dimostra ancora una volta la partecipazione dei suoi abitanti a far sì che Matera guardi costantemente al suo futuro: Open Future è stato infatti proprio lo slogan che ha accompagnato l’intera campagna di candidatura. Beh, per noi non potrà essere che un’ulteriore occasione da non lasciarci scappare per ritornare a visitarla!

 

Cosa vedere a Matera

Per visitare la città, oltre ad un buon paio di scarpe per affrontare il continuo sali scendi, mettete in conto due giornate che possono diventare anche di più se il vostro interesse in fatto di chiese rupestri è molto elevato.

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Dettagli di Matera I © Silvia

I Sassi sono suddivisi in due zone chiamate Barisano (la parte più edificata) e Caveoso (la parte più antica e fatta più “a grotte”), quest’ultima a mio avviso anche la più bella o quella che di sicuro mi ha colpito di più. La città nella parte dei sassi conserva un fascino autentico, senza negozi di souvenir (e preghiamo il cielo che non si trasformi) ma con piccolissimi artigiani sparsi qua e là che realizzano a mano la riproduzione delle casette dei Sassi o altri oggetti tradizionali come i fischietti.

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Souvenir – Matera I © Silvia

Il patrimonio di questa città è ovviamente la sua particolare conformazione introvabile altrove – tutta scavata nel tufo con l’effetto di un bianco quasi accecante nelle giornate di sole – e le singole realtà che definivano o dettavano lo stile di vita di un tempo, come ad esempio l’acquedotto o le stesse case in cui oggi si può rivivere, grazie ad una precisa e reale ricostruzione, proprio la quotidianità di quegli anni lontani. A questo si aggiungono i numerosissimi luoghi del culto cattolico tra cui le tante chiese rupestri.

Matera I © Silvia

Ecco cosa non bisogna assolutamente perdere:

LE CHIESE RUPESTRI
Risalenti all’alto medioevo o ad epoche antecedenti, questi luoghi mistici furono scavati nella roccia dando vita a chiese e cripte con decorazioni pittoriche ed affreschi rappresentativi del periodo storico, culturale oltre che religioso. Sono oltre 150 quelle sparse sul territorio materano.

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Chiesa di Santa Maria di Idris I © Silvia

Non perdete la visita a Santa Maria De Idris, scavata proprio in uno spuntone di roccia che domina la vista sul Caveoso oltre che sull’Altipiano della Murgia.

IL PECCATO ORIGINALE
Definita la Cappella Sistina delle chiese rupestri, è sicuramente quella più imperdibile. Per poterla visitare occorre spostarsi però dalla città di Matera trovandosi a circa 10 chilometri dal centro. Serve necessariamente la prenotazione che si può effettuare on line, attenzione che il martedì è chiusa e dunque non sono possibili le visite.

IL PALOMBARO
Nella centrale Piazza Veneto, il Palombaro è l’enorme cisterna scavata nella roccia che consentiva di raccogliere l’acqua piovana e quella delle falde fungendo così da acquedotto. Profonda più di 15 metri, è un’imponente opera di ingegneria idraulica risalente alla prima metà dell’800.

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Around Matera I © Silvia

CASA NOHA
Poco Distante dal Duomo, nella parte alta del Sasso Caveoso, Casa Noha può essere il punto di partenza da cui poi visitare la città. All’interno di una dimora storica divenuta patrimonio del Fai, grazie ad un video potrete entrare in contatto e conoscere la storia e le fasi di evoluzione della città di Matera. Un punto di partenza che vi farà guardare la città con occhi diversi.

IL DUOMO 
Sul colle della Civitas, costruita nel punto più alto visibile della città, la Cattedrale dedicata alla Madonna della Bruna protettrice della città, il cui stile esterno in stile romanico contrasta con quello interno barocco: presenta la classica pianta a croce latina con le tre navate. Da qui godrete di una splendida vista sull’intero Sasso Barisano su cui appunto si affaccia. Matera è comunque ricca di Chiese che valgono una sosta.

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San Giovanni – Matera I © Silvia

ATMOSFERE NOTTURNE

La notte è uno dei momenti in cui la città assume atmosfere davvero magiche e romantiche. Non mancate di girarla in lungo e in largo anche la sera, quando tutte le lucine si accendono: sarete cosi immersi in un bellissimo presepe e vi sembrerà di vivere in un’altra epoca.

 

Il parco della Murgia

Del Parco della Murgia, io mi sono innamorata: arido, brullo e con diversi sentieri da poter esplorare, il parco sembra quasi abbracciare tutta la città. Numerose le chiese rupestri che si trovano all’interno del parco ma accessibili solo ed esclusivamente con visite guidate.

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Parco della Murgia I © Silvia

L’accesso al Parco è libero e si può arrivare facilmente fino al Belvedere per poter ammirare la città in tutta la sua totalità. E’ al Belvedere che è stata girata una delle scene cinematografiche più famose, la crocifissione de “La passione di Cristo” girato da Mel Gibson.

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Matera dal Belvedere – parco della Murgia I © Silvia

Il Belvedere è un punto panoramico che merita più di una visita, di giorno con la luce del sole, di sera all’imbrunire con i colori del tramonto e al calar della notte con tutte le luci accese che illuminano i Sassi.

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Matera di notte dal Belvedere – Parco della Murgia I © Silvia

Attenzione alla sera, perché la zona non è in sicurezza oltre che il parco è soggetto a frequentazioni di cinghiali. Il punto panoramico è raggiungibile in macchina o con il “tuc tuc” una sorta di apecar calessino (ne vedrete in giro diverse): vi porterà piacevolmente fin lassù e in un’ora andrete e tornerete.

Diverse le organizzazioni e diversi i costi per una visita da fare in tuc tuc, provate a contrattare un minimo. Noi ci siamo affidati al Signor Nicola molto molto simpatico che ci ha fatto da perfetta guida e che fa capo comunque a infossassidimatera (chiedete di lui!!!! LI trovate in Piazza Vittorio Veneto o fate riferimento al loro sito).Siamo tornati poi anche  la sera da soli facendo bene attenzione a rimanere in un punto sicuro (non troverete nessuna luce nel parco neppure al parcheggio!).

 

La storia del pane

Matera è famosa anche per il suo pane dop, un prodotto o meglio un alimento che qui ha rappresentato nel passato proprio un aspetto sociale di rilievo. Si narra infatti che un tempo vi era solo un forno dove poter cucinare il pane e che ogni famiglia preparava il proprio impasto per poi consegnarlo al garzone del forno che passava a ritirarlo.

Ovviamente ogni donna era convinta che il proprio pane fosse migliore degli altri: a fare la differenza nella ricetta originale non era solo l’utilizzo delle materie prime utilizzate, ma il vero segreto era rappresentato dal lievito madre che ogni famiglia utilizzava. Per distinguere i pani, ciascuna famiglia faceva realizzare un proprio timbro dove venivano incise le iniziali o il simbolo della casata che poi veniva apposto sui panetti.

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Timbri del pane I © Silvia

Peccato però che spesso, una volta cucinato, la lettera sparisse. Capitava così che ogni donna, una volta consegnato il pane, fosse solita seguire il garzone del pane. Il risultato era una coda chiassosa di donne che lo seguivano per verificare dove poi lo avrebbe messo a cuocere ed esser poi sicuri di ritirare quello corretto. Insomma il pane era proprio una questione importante tanto da creare anche liti o incidenti “diplomatici”.

Oggi il pane di Matera continua a mantenere il suo ruolo di un tempo: le caratteristiche organolettiche, l’acqua, i grani e la stessa aria sono elementi che ne fanno un prodotto che non può essere sfornato altrove con lo stesso risultato e soprattutto con quel gusto inconfondibile che già si assapora al solo sentirne il profumo che fuoriesce dai pochi panifici che ancora oggi lo realizzano secondo la tradizionale ricetta.

 

Dove dormire a Matera

Diverse le strutture dove dormire a Matera tra bed&breakfast e hotel di charme decisamente high level. Noi siamo andati a dormire al Sextantio, considerato uno dei più esclusivi in assoluto per la sua posizione ma soprattutto per il concetto e l’attenzione con cui è stato concepito integrandolo perfettamente preservandone l’originalità dei sassi senza alcuna contaminazione del paesaggio.

SEXTANTIO LE GROTTE DELLA CIVITA
E’ un albergo diffuso ovvero le sue camere non sono tutte presenti nella stessa struttura ma dislocate in diverse aree tra loro ravvicinate. Per noi la suite 14, la stanza che più ha preservato l’aspetto originale di una “grotta” dove un tempo vivevano realmente le famiglie: ci si trova immersi così in una dimensione davvero indescrivibile,  tra pareti bianche di tufo illuminate dalla luce soffusa delle candele che creano un ambiente davvero romantico. Colazione in una chiesa sconsacrata, aperitivo vista Parco della Murgia, possibilità di massaggio in camera, di pic nic o di cena privata per due persone, corsi di cucina… Il Sextantio è davvero unico. Il costo per soggiornarvi è abbastanza alto ma l’esperienza che qui vivrete ne sarà ben ripagata. 

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Suite 14 – Sextantio – Matera I © Silvia

CORTE SAN PIETRO
Un’ottima alternativa nel cuore della parte Caveosa della città: rispetto al Sextantio ha un’impronta più moderna pur mantenendo tutti gli elementi che rispecchiano e rispettano l’anima dei sassi. Elegante, sofisticato e ricercato, è arredato da antichi mobili recuperati che contrastano con il bianco del tufo, delle pareti o della pietra dei pavimenti. Anche qui troverete candele ad attendervi per un’atmosfera suggestiva e romantica.

ALLA DOLCE VITA
Se preferite invece la formula del Bed and Breakfast,  in un edificio completamente recuperato nel Rione Malve sempre all’interno dei sassi, è una buona soluzione soprattutto anche per l’ampio spazio esterno di cui si può godere vivendo così appieno l’atmosfera della città.

 

Dove mangiare a Matera

OSTERIA AL PICO
Ce ne sono due in città: quello più rustico, in Via dei Fiorentini proprio nella parte centrale dei sassi e quello più moderno e “local” in città (Osteria Pico al Piano)fuori dai sassi e a due passi dalla centralissima Piazza Vittorio Veneto. Noi abbiamo testato quest’ultimo dove qualità del cibo e buon prezzo si sposano in un ambiente elegante ma informale perché qui la gente si conosce tutta creando un ambiente molto casalingo, Sembra quasi di essere a casa della chef Enza Leone più che nel suo ristorante, anche perché lei non mancherà di accogliervi con un’ospitalità davvero genuina. Il menù alla carta è praticamente identico per i due locali: la tradizione e i prodotti tipici della cucina lucana unita ad  un’innovazione ben curata e mai esasperata trovano qui il loro spazio. Il risultato, piatti genuini e della terra, in cui assaporare il vero gusto della materia prima utilizzata.  Noi abbiamo assaggiato l’antipasto tipico che prevede un’infinità di piccoli assaggi, dai salumi locali, al crostino di cereali con lardo, le polpette di pane, i peperoni cruschi che solo qui in Lucania si trovano (non perdeteveli!!!), l’insalata di spinaci e mandorle, la zuppa di sedano, seguito poi da un bis di primi: ravioli con ricotta e cannella con ragù di pezzente e ferricelli con pesto di pistacchi, funghi porcini e crema di caciocavallo. Squisiti!

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L’ARTURO ENOGASTRONOMIA: locale piccolo con pochi posti all’interno e qualche tavolino all’esterno, gettonassimo dai local. Ottima selezione di salumi e formaggi locali da degustare a tagliere o in fantastici panini farciti al momento. Da non perdere la soffice focaccia da farcire!
Il tutto da accompagnare sorseggiando birra artigianale locale o ottimi vinelli ovviamente del territorio. Si trova in Piazza del Sedile. 

OSTERIA IL CASALE: è uno dei ristoranti tra i più consigliati dagli abitanti stessi per chi vuole pranzare o cenare nella zona dei Sassi. Ottimo rapporto qualità prezzo per gustare anche qui piatti tradizionali in un ambiente dove rustico e moderno si incontrano. Ampio anche il dehor esterno.

BAR SOTTOZERO: se volete assaggiare lo street food locale questo è quello pluripremiato per i suoi panzerotti e tutti, dico tutti, ve lo consiglieranno. Ovviamente noi non potevamo non provarlo!

PANIFICIO CIFARELLI: è il forno storico della città, famoso per la sua antica ricetta che dal 1947 utilizzano per la panificazione di una delle eccellenze lucane, il pane di Matera dop. Il forno si trova al di fuori della cerchia della città mentre in centro, sempre nella vicinanze della Piazza del Sedile, troverete comunque lo store dove poterlo assaggiare. Non solo pane, ottimi anche i loro panzerotti e le focacce.

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Aperitivo al Sextantio I © Silvia

SEXTANTIO: anche se non dormite in questa fantastica struttura potete sempre fare l’aperitivo accompagnato da prodotti locali: 10 euro per uno spritz o 8 per un vino locale accompagnato da olive all’alloro, taralli, salame piccante, pane e olio, ceci e lupini e una vista sul Parco della Murgia davvero unica che renderà indimenticabile il vostro soggiorno a Matera.

 

Souvenir e ricordi di Matera

A Matera troverete tanti cuccù, i fischietti realizzati a mano simbolo di fertilità e porta fortuna. Di tante dimensioni, a forma di gallina, da quelli più piccoli e semplici fino ad arrivare a vere opere artistiche: si dice infatti che più è grande e ricco di dettagli più il cucù darà maggiore fortuna al suo proprietario. Negli anni ’50 era l’oggetto più ambito dai bambini, un oggetto anche da esibire per suscitare invidia da parte di chi non lo possedeva. Divenuto poi anche simbolo di fertilità, si usava regalare agli sposi nel giorno del loro matrimonio.

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Angoli di Matera I © Silvia

La bottega storica è quella di Geppetto sempre in Piazza del Sedile dove il figlio continua a portare avanti l’antico mestiere del padre ormai quasi ritiratosi: tuttavia riuscire avere ancora un pezzo realizzato dal padre anziano è un motivo di vanto e soprattutto i suoi rari pezzi acquistano via via di valore.

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Fischeitti ad acqua I © Silvia

Nei sassi troverete comunque anche altri piccoli artigiani che li producono in modo assolutamente artigianale. In alternativa potete comprare una piccola casetta di tufo lavorata a mano dai diversi venditori che incontrerete qua e là, un modo per non dimenticare questo magnifico luogo 

Ora ditemi, non vi è venuta voglia di partire subito per Matera?

Per maggiori informazioni visitate anche il sito ufficiale www.basilicataturistica.it

2 Comments

  1. Qualche giorno fa ho letto un articolo su Matera e oggi per la seconda volta in pochi giorni ne rimango incantata. Al di là della storia e della bellezza scenografica, è bello anche che non si sia trasformata in un susseguirsi di negozi e locali per turisti come purtroppo è successo in tanti altri posti.
    Il timbro del pane mi ricorda un po’ una tradizione che c’era un tempo dalle mie parti in montagna, dove ogni famiglia marchiava il burro con un simbolo – stella alpina, fiore di artemisia… – per distinguerlo da quello delle altre famiglie.
    Ma che spettacolo la camera dell’hotel

    • Silvia Reply

      Hai perfettamente ragione, speriamo si conservi cosi senza diventare troppo commerciale perché è davvero unica.
      L hotel è qualcosa di indescrivibile… presto segue articolo 🙂

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