Memphis

That’s America – itinerario

Dopo aver salutato Nashville a metà pomeriggio, approdiamo a Memphis due ore dopo, decidiamo di riposarci lasciando a domani le cose più importanti da fare e trascorriamo il resto del pomeriggio nella piscina super kitsch del nostro hotel low budget di fianco a Graceland. Verso sera, un giro sulla riva del Mississippi e chiudiamo la giornata con un ottimo BBQ in centro e un giro veloce a Bale Street, tanto ci torneremo.

MEMPHIS I © Silvia
MEMPHIS I © Silvia
MISSISIPI RIVER - MEMPHIS I © Silvia
MISSISIPI RIVER – MEMPHIS I © Silvia
MISSISIPI RIVER - MEMPHIS I © Silvia
MISSISIPI RIVER – MEMPHIS I © Silvia
BALE STREET - MEMPHIS I © Silvia
BALE STREET – MEMPHIS I © Silvia
BALE STREET - MEMPHIS I © Silvia
BALE STREET – MEMPHIS I © Silvia

A letto presto, domani ci aspetta una giornata intensa.

Sveglia prestissimo e pronti per la prima tappa di questa lunga giornata: Graceland.

GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia

L’immortale Re del rock’n roll ci aspetta! E’ talmente vicina al nostro hotel che ci andiamo a piedi. La visita l’abbiamo prenotata direttamente da casa mesi prima per evitare le code e in 5 minuti siamo all’interno della dimora più famosa degli Stati Uniti, meta di pellegrinagggio di fan provenienti da tutto il mondo. La prima parte prevede un giro nelle varie stanze della casa; è visitabile solo la parte inferiore perchè la parte superiore viene ancora utilizzata di tanto in tanto (almeno cosi’ sembrerebbe) dalla stessa figlia, Lisa Marie Presley, che ogni tanto ci torna.

GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia

Le stanze sono arredate secondo lo stile e il gusto del tempo a tratti un po’ tristi, cupe fredde e certe stanze, come quella con il il tavolo da biliardo, soffocanti o decisamente kitch. Inguardabili ai giorni nostri. La parte più bella e interssante della visita è quella dove troviamo tutti i cimeli, i vestiti (scusami Elvis ma i pantaloni a zampa di elefante stile acqua in casa sono inguardabili), i premi, i dischi, le foto che raccontano di un divo osannato dalle ragazzine e da tutte le donne dell’epoca che, impazzite, si strappavano i capelli e piangevano disperate.

GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia

E’ pazzesco come in ogni generazione si ripeta tutto ciò: una volta era Elvis, poi I Beatles, i Take That (e c’ero anche io a 16 anni) e ora i ragazzi usciti dai talent senza arte nè parte. Usciamo nel giardino di fronte alla villa e lì dedichiamo una preghiera davanti alla tomba dello stesso Elvis e dei suoi genitori e qui la visita è conclusa.

GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND - MEMPHIS I © Silvia
GRACELAND – MEMPHIS I © Silvia

Dall’altra parte della strada, a fianco del visitor center, si trovano il museo che ospita il parco macchine di Elvis e il suo jet personale (un’aereo di linea praticamente). Il nostro giro, dopo quasi due ore, è finito anche se le sue canzoni continueranno a riecheggiare nella nostra mente.

Ci spostiamo in centro, un pranzo veloce al famoso Arcade Restaurant, famoso perchè proprio Elvis veniva qua a mangiare. Esiste anche un panino che porta il suo nome, mostrato nella trasmissione Men vs food. Il locale ci lascia perplessi tra servizio, simpatia e pulizia. Il cibo tutto sommato è buono ma senza nulla di particolare.

NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL - MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL – MEMPHIS I © Silvia

La seconda tappa della nostra giornata è il National Civic Right Museum. Il museo è allestito esattamente di fianco al Lorainne Motel dove Martin Luther King venne assassinato il 4 aprile del 1968 mentre si trovava sul balcone della sua stanza.

LORRAINE MOTEL - MEMPHIS I © Silvia
LORRAINE MOTEL – MEMPHIS I © Silvia
LORRAINE MOTEL - MEMPHIS I © Silvia
LORRAINE MOTEL – MEMPHIS I © Silvia

“I have a dream”

Il museo è davvero toccante, e forse uno dei musei più belli che ho avuto modo di vedere. Attraverso un percorso ben strutturato si viene a contatto con tutta quella che è stata la lunga lotta dei neri per ottenere il riconoscimento dei propri diritti, le loro umiliazioni che hanno subito per anni, di come i politici e lo stesso Kennedy abbiano affrontato la situazione in un clima spesso di grande odio.

NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL - MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL – MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL - MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL – MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL - MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL – MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL - MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL – MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL - MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL – MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL - MEMPHIS I © Silvia
NATIONAL CIVIL RIGHTS MUSEUM AT THE LORRAINE MOTEL – MEMPHIS I © Silvia

Fotografie, statue, istantanee e video con l’ultimo discorso di Martin Luter King. Il percorso si conclude con la visita proprio della stanza in cui passò le ultime ore: solo un vetro separa la stanza dalla zona di passaggio, tutto è stato lasciato intatto come se il tempo si fosse fermato. Nonostante la gente lì presente, mentre passiamo da quella stanza, un silenzio comunque carico di tutto quello che è stato ci accompagna fino all’uscita. Attraversata la strada si ha la possibilità di entrare in un secondo edificio che fa parte sempre del museo: qui si può vedere proprio il punto da cui si presume l’assassino sparò il colpo fatale.

La visita è durata circa due ore piene e ci lascia esausti anche mentalmente. Facciamo un giro al book shop dove acquisto un braccialetto con la scritta “I have a dream”, un signore ci sente parlare e si avvicina a noi. Ci chiede scusa ma vuole assolutamente sapere da dove veniamo perchè non ha riconosciuto la nostra lingua. Appena diciamo Italia, veniamo accolti da un sorriso stupiti (pensava fossimo portoghesi…ah ah ah), scambiamo qualche chiacchiera di rito per poi avviarci all’uscita del museo.

SUN STUDIO - MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO – MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO - MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO – MEMPHIS I © Silvia

Sono circa le 16.30 e un cielo minaccioso fa capolino sopra di noi. Prendiamo la macchina e riprendiamo ad esplorare la storia della musica visitando i mitici Sun Studio. Arriviamo giusto per l’ultimo tour guidato delle 17,20. Aperto nel 1950 con il nome Memphis Recording Service, divenne simbolo per numerosi artisti rock and roll, country e rockabilly come Jonny Cash, Elvis, Jerry Lee Lewis che furono sotto contratto con la Sun Record e proprio qui incisero molti lavori diventati famosissimi. Con il tempo cambiò sede, fu chiuso per molto tempo per essere poi riaperto nel 1987 con il nome di Sun Sudio preservando il fascino della sede originaria ed il suo valore storico. La sua “rifondazione” ha avuto il potere di attrarre artisti anche di grande rilievo, come gli U2 che qui vi effettuarono delle registrazioni per il loro album Rattle and Hum del 1989.

SUN STUDIO - MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO – MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO - MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO – MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO - MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO – MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO - MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO – MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO - MEMPHIS I © Silvia
SUN STUDIO – MEMPHIS I © Silvia

La nostra guida si rivela super simpatica e scattante, bombardanci con le mille racconti ed aneddoti che hanno fatto la storia di questo posto. La visita dura circa 45 minuti attraverso i numerosi oggetti culto e si chiude in una vecchia sala incisione con alle pareti vecchie fotografie in bianco e nero a testimonianza dei numerosi artisti famosi che di qui vi passarano. Al centro della sala un oggetto di memorabilia che mi fa impazzire, la batteria, di Larry degli U2. Non puo’ mancare la foto finale con il microfono che lo  stesso Elvis utilizzò: non ci posso credere sto “cantando” con il microfono del King of rock’n roll!!.

BB KING'S - BALE STREET - MEMPHIS I © Silvia
BB KING’S – BALE STREET – MEMPHIS I © Silvia

Chiudiamo questa giornata intensa prenotando un tavolo al BB King’s Blues Club in Bale Street, inizialmente un pò titubanti (sarà il solito posto troppo turistico) che si rivela invece un locale fantastico. Cibo buonissimo (mai mangiato un hamburger così buono) e al ritmo di una pazzesca e coinvolgente Sweet sweet Alabama ci divertiamo a cantare e a ballare con molti locals.

BALE STREET - MEMPHIS I © Silvia
BALE STREET – MEMPHIS I © Silvia

Quattro passi per Bale Street, altri locali, altra musica live e poi a dormire, domani ci aspetta una lunga trasferta.

Ci svegliamo all’alba, la giornata è uggiosa e un po’ fredda, prima di affrontare parecchie ore di macchina torniamo all’Arcade Restaurant per provare i famosi pancake alle patate dolci. Nonostante non ci abbia convinto a pranzo ci torniamo affidandoci al suggerimento della Lonely Planet che non sbaglia mai un colpo. Anche la sua recensione del resto dice che l’Arcade non è nulla di che ma a detta sua, non si puo’ lasciare Memphis senza aver provato i Pancakes di questo glorioso posto.
Beh che dire…la Lonely aveva proprio ragione!

ARCADE RESTAURANT - MEMPHIS I © Silvia
ARCADE RESTAURANT – MEMPHIS I © Silvia

Salutiamo definitivamente Memphis e il suo re: il Texas (sì, già proprio il Texas!!!) ci aspetta.

HOTEL: DAYS INN MEMPHIS AT GRACELAND
www.daysinn.com

 

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