Il Vallese che non ti aspetti dieci buoni motivi per visitare questo cantone svizzero

Un paio di week end fa siamo andati alla scoperta di un angolo, pardon di “un cantone”, di Svizzera a noi ancora sconosciuto: il Vallese. Al sud della Svizzera e al confine con la nostra Italia, è facilmente raggiungibile in macchina ma anche in treno. La città più conosciuta e forse più ambita di questa zona molto probabilmente per tutti è Zermatt eppure il Vallese è composto da tante altre piccole, grandi località, nonché di prodotti da conoscere e assaggiare che meritano più di una semplice sosta.

Ecco dieci cose inaspettate da fare nel Vallese per scoprire questa terra di abbondanza e dalla natura spettacolare.

1. Mangiare un Rösti a 2350 metri 

lost in food vallese svizzera rosti
Gemmi Pass – Vallese I © Silvia

Prima cosa: prendere la funivia a Leukerbad e salire in pochi minuti al Passo del Gemmi a 2350 metri per gustare, con tanto di vista mozzafiato, una delle tantissime varietà di Rösti, il piatto ticipo di questa zona del Vallese! Giunti in cima all’hotel-ristorante Wildstrubel vi aspetteranno rösti indimenticabili alle pere, ai funghi o al bacon tutti abbinati con una variante di formaggio diversa. Scegliere vi garantisco è davvero difficile, sono uno più buono (e sostanzioso) dell’altro. Il nostro consiglio? Se siete in gruppo fate una vera e propria degustazione ordinando tutte le tipologie di abbinamento e assaggiare così ogni variante. Scegliete un posto vicino alle vetrate e ammirate il panorama durante il pranzo, magari riuscirete anche ad avvistare il gipeto, uno dei più rari rapaci d’Europa, nonché il più grande uccello delle Alpi che qui è stato reintrodotto grazie ad un progetto di ripopolamento. 

Una volta terminato, uscite e affacciatevi sulla piattaforma del ristorante sospesa nel vuoto: vi sembrerà di “volare” tra le montagne! 

lost in food vallese svizzera gemmi pass
Gemmi Pass – Vallese I © Silvia

Al Passo del Gemmi si può salire anche a piedi seguendo il sentiero che si snoda sul ripido pendio: non è particolarmente impegnativo nonostante i 900 metri di dislivello che si devono affrontare. Dicono che ci vogliano un paio d’ore a piedi ma se amate le sfide e riuscite a percorrere il sentiero entro un’ora, vi verrà offerto il ritorno gratis con la funicolare!

Con l’avvicinarsi della stagione invernale e le prime nevicate, il Passo del Gemmi si trasforma nel posto perfetto per ciaspole e sci di fondo con ben due gli anelli, uno di 7 km ed uno di 10, da percorrere in un contesto davvero unico a 2310 metri, quasi una rarità per questo sport.
Per un pizzico di adrenalina, due piste per lo slittino lunghe oltre un chilometro portano fino alle sponde del lago Daubensee. Non preoccupatevi, per risalire c’è una cabinovia che può portare fino a 12 persone e funziona come una sorta di “servizio self service”.

 

2. Rilassarsi alle terme ammirando le montagne

A Leukerbad si trova il centro termale più grande delle Alpi! Già avete capito bene!
Con le sue numerose piscine alimentate da sorgenti locali ricche di minerali, non è raro vedere gente in accappatoio che attraversa il paese per raggiungere uno dei tre centri termali.

Si può scegliere tra le Leukerbad Therme più adatte alle famiglie, le Therme 51 all’interno dell’omonimo hotel e le Walliser Alpen Therme le più piccole (e intime) tra i tre complessi.

lost in food vallese svizzera terme
Relax alle terme – Vallese I © Silvia

Noi abbiamo optato per quest’ultime: fuori, incastonata ai piedi della montagna, una suggestiva piscina di 300 metri quadri con acqua a 36°con diverse aree in cui sdraiarsi immersi nell’acqua e godere di idromassaggi, all’interno una piscina interna con acque a diversa temperature e getti a cascata. Ma non è finita qui, questa struttura riserva (per i meno timidi di me) una sorta di villaggio con costruzioni tipiche valesane all’interno della quale si trova una sauna dove si entra esclusivamente nudi!

E per un buongiorno alternativo, alle Leukerbad Therme si può fare colazione immersi in piscina con salmone e champagne serviti su vassoi di legno galleggianti.

 

3. Perdersi tra le vigne del Vallese

Andar per vigne alla scoperta dei vini è sicuramente un modo per apprezzare questa terra dal punto di vista enogastronomico. Probabilmente non molti sanno che il territorio del Canton Vallese è il principale produttore di vino della Svizzera: sono infatti oltre 50 le varietà di vigneti qui coltivati con una prevalenza di uve Pinot Noir, Chasselas e Gamay. Molti sono i vitigni autoctoni e in forte rivalutazione: tra i più noti, il Cornalin per quanto riguarda i rossi o il Fendant per il bianco. 

lost in food vallese svizzera vigne varen
Nelle vigne di Varen – Vallese I © Silvia

Se capitate da queste parti a metà settembre, non perdete l’appuntamento con il Wine Festival di Varen, uno dei poli della produzione di vino. Durante la festa tutte le cantine del paese si animano dando vita ad un vero percorso di degustazione. Ognuna cantina offre un solo piatto, (dal filetto di cervo al risotto, dai salumi locali al piatto tipico de la cholera, una sorta di torta salata a base di verdure) da abbinare ad un vino. Tutto il paese è in festa con musica dal vivo e un filo lucine sospeso nel cielo che indica il percorso da seguire.

A Varen inoltre, partendo dalla chiesa del paese, è possibile perdersi tra le vigne ammirando il magnifico paesaggio bucolico della valle seguendo un sentiero facilissimo lungo circa 3,5 km che porta alla scoperta delle diverse tipologie d’uva.

A proposito di itinerari, diversi i percorsi a disposizione nel Vallese: la camminata gourmet lungo la Bisse de Clavau, il percorso con degustazione tra le casette delle vigne e tanti altri. Merita di essere segnalato il Chemin de Vignoble: con i suoi 63 km, attraversa tutta la famosa area coltivata ad uva da Martigny a Leuk. Percorribile a piedi (in tre giorni), in bicicletta o per i più pigri in macchina. Il percorso è di grande impatto paesaggistico e prevede tutta una serie di tappe sia di carattere didattico che nelle diverse cantine ben segnalate. Non mancate di fare una sosta al Museo Vallesano della Vigna che troverete nella località di Sierre. 

 

4. Impastare il pane secondo antiche tradizioni

A Erschmatt si va alla scoperta delle antiche tradizioni contadine e di un prodotto tipico del Vallese: il pane di segale! La segale infatti è l’unico cereale che può essere coltivato anche in altitudine perché capace di resistere alle difficili condizioni climatiche alpine. Per questo la farina di segale ha rappresentato nella storia e nella tradizione un elemento fondamentale nelle comunità agricole montane. 

lost in food vallese svizzera ershmatt pane
Pane di segale a Erschmatt – Vallese I © Silvia

La storia di questo cereale, il modo con cui veniva coltivato, raccolto e trasformato in farina fino ad arrivare al suo primario utilizzo per la realizzazione del pane, la si scopre attraverso un viaggio nel tempo grazie a persone che qui a Erschmatt si sono fatte carico di preservare e tramandare.

Vivrete l’esperienza di preparare in prima persona il pane come si faceva cento e più anni fa: impasterete (preparatevi ci vuole forza) e rispetterete i tempi della lievitazione per poi cuocere le pagnotte nel forno della comunità. E alla fine potrete portare con orgoglio a casa la vostra pagnotta.

Nell’attesa della cottura verrete guidati in un percorso didattico tra le casette di Erschmatt alla scoperta del mondo della segale e della sua coltivazione. Un tuffo coinvolgente nella storia che vi farà comprendere uno spaccato di vita del tempo passato in cui le famiglie coltivavano la propria segale e infornavano scorte di pane solo due volte l’anno. Sul sito della comunità di Erschmatt troverete tutte le informazioni per accedere a questa esperienza unica. Consultate il calendario e iscrivetevi. Per gruppi di 7/8 persone vi è la possibilità di avere corsi e programmi tailor made.

 

5. Imparare a cosa servono luppolo e assenzio

Sarà l’influenza della pubblicità della nota marca di caramelle Ricola, ma spesso nel momento in cui penso alla Svizzera, oltre ad essere sinonimo di montagna, la associo alle erbe alpine! E qui nel Vallese questo accostamento trova proprio un suo fondamento grazie all’esistenza di due diverse realtà che fanno proprio della coltivazione di erbe aromatiche o medicinali una loro filosofia di vita.

La prima si trova nel piccolo paesello di Albinen, una località che sembra davvero disegnata con le sue casette simili alla baita di Heidi. Qui c’è la scuola di Thomas Pfister che nel suo giardino insegna come riconoscere le varie tipologie di erbe e come utilizzarle sia per la medicina naturale e perché no anche per la cucina.

lost in food vallese svizzera lezione erbe
A lezione di erbe – Vallese I © Silvia

Thomas vi spiegherà che il luppolo è utile per la birra ma è anche un calmante per i nervi e per il desiderio sessuale (ecco perché i monaci un tempo potevano bere la birra), che le piante amare servono per lo stomaco, il timo per la tosse, la salvia per le punture di zanzare e che l’assenzio tipico del Vallese è la pianta più amara d’Europa. Al termine della lezione è possibile acquistare i suoi prodotti naturali.

Se invece volete vedere una delle coltivazioni da cui proprio la stessa Ricola si rifornisce, o volete scoprire il complesso e affascinante mondo delle essenze naturali, la seconda realtà da visitare è la Distillerie l’Essencier nella località di Icone a Crans-Montana. Qui verrete a diretto contatto con la coltivazione di ben 23 tipologie di diverse piante e scoprirete come vengono “distillate” per ottenere essenze, balsami, saponi e tanto altro. Anche qui, nel loro store, è possibile fare incetta di prodotti.

 

6. Cenare con una stella svizzera

A Crans-Montana, se volete provare un’esperienza culinaria “stellare”, dovete andare al ristorante dell’Hotel du Pas de l’Ours di Franck Reynaud: 18 punti sulla guida Gault&Millau e una stella Michelin sono il suo attuale biglietto da visita tanto da farlo diventare ambasciatore della cucina proprio di Crans-Montana. All’interno dell’hotel tutto di legno, l’elegante ristorante di Franck Reynaud propone una cucina concreta e legata all’utilizzo e alla valorizzazione della materia prima locale sebbene, come dice lui, nei suoi piatti raffinati vi sia una certa influenza proveniente dalla cucina mediterranea. 

Del resto Franck si ritrova spesso a visitare il nostro paese sia per piacere che per motivi di lavoro che lo hanno portato a costruire rapporti di amicizia con Bottura o con il più televisivo e amato o discusso Cracco. 

lost in food vallese svizzera chefs crans montana
Chef stellati – Vallese I © Silvia

Per rendere comunque accessibile la sua cucina, Franck Reynaud, sempre nell’area di Crans-Montana, ha aperto ben quattro ristoranti ognuno dei quali si posiziona in modo diverso: si passa dal ristorante stellato al bistrot (che si trova sempre all’interno dell’hotel), dal rifugio di montagna sulle piste da sci per arrivare alla rotisserie dove viene servito il classico e qui perfetto pollo con patate. Così, in base a quanto si vorrà o potrà spendere, tutti potranno assaggiare la cucina di Reynaud!

Noi abbiamo provato il Bistrot, praticamente a fianco al ristorante e contiguo al ristorante, che segue la filosofia e la qualità di quest’ultimo. Abbiamo apprezzato sia l’ambiente caldo e accogliente con un caminetto molto scenografico sia i suoi piatti dove tradizione e innovazione si alternano accompagnati da un’attenzione meticolosa nella presentazione degli stessi. Nel nostro menù terrine di foie gras e gelatine di mele in apertura seguite da un inaspettato ossobuco, pane alle albicocche e dolce al cioccolato con lamponi e susine deliziose.

 

7. Novi? No Svizzero

Svizzera è sinonimo di cioccolato, ma cioccolato di qualità! E nel Vallese assolutamente da assaggiare è quello che troverete a L’Instant Chocolat. David Pasquiet, mastro cioccolatiere e titolare della cioccolateria, lo si può definire il Knam di Crans-Montana. La sua passione e cultura nel mondo del cioccolato è alla base della sua costante ricerca di ingredienti o materie prime d’eccellenza per le sue creazioni.

Per il suo cioccolato ha selezionato una fava di cacao particolare chiamata “porcelana” non una fava qualunque ma la più preziosa al mondo. Proprio in questo paese del Sud America ha lavorato fianco a fianco ai coltivatori per conoscerne tutti i segreti tanto che ha deciso di dare vita ad un progetto di sostegno alla coltivazione del cacao realizzando una nuova piantagione che gli consentirà anche di avere una materia prima esclusiva a partire dal 2021. 

lost in food vallese svizzera crans montana cioccolato
L’Instant Chocolat – Vallese I © Silvia

Nel suo shop in Avenue de La Gare, si respira a pieni polmoni un profumo inebriante di cacao e si contemplano i suoi cioccolatini che sembrano vere e proprie murrine colorate dal sapore delicato e particolare. David abbina tra di loro ingredienti di primissima qualità e certificati bio. Per la sua ultima creazione, un cioccolatino sfumato blu e verde ai fichi e aceto balsamico. Proprio per questa sua ultima creazione ha trascorso diverso tempo tra le acetaie di Modena per selezionare l’aceto balsamico perfetto senza badare a spese (costa 80 euro la boccetta che utilizza) ed è anche per questo che il costo dei suoi cioccolatini è pari a quello di un gioiello: 140 Euro al kg, per un regalo prezioso e gradito.

 

8. Glu glu glu bla bla bla, i tre tempi di Ismael

Questa esperienza (insieme a quella del pane) è stata la più bella tra tutte quelle che ho avuto modo di vivere nei miei quattro giorni trascorsi nel Vallese. Si torna a parlare di vino, questa volta nell’area di Crans-Montana, ma vivendolo seguendo “i tre tempi” interpretati da Ismael Bonvin, titolare della cantina Le Tambourin.

lost in food vallese svizzera crans montana tambourin
Maison Bleu – Le Tamburin – Vallese I © Silvia

Il tempo di una passeggiata tra le vigne per salire sul tetto della piccola Maison bleu con un calice di vino bianco alla mano e una vista che spazia sulla vallata. Il tempo di un aperitivo alla cantina dove proseguire con l’assaggio di vini rossi accompagnati da alcuni salumi prodotti esclusivamente dalla famiglia di Ismael. E il terzo tempo, quello del pasto e della convivialità seduti attorno un enorme tavolo nella bellissima sala moderna. Qui si lascia trascorrere il tempo lentamente tra chiacchiere, vino e raclette, tanta raclette fino a quanta se ne riesce a mangiare accompagnate da patate e cetriolini come tradizione vuole. Glu glu glu il tempo per bere, bla bla bla il tempo per chiaccherare.

 

9. Su e giù per monti 

lost in food vallese svizzera crans montana
Crans Montana – Vallese I © Silvia

Girare attorno alle montagne con un percorso facilissimo e rilassante dove gli alberi fitti del bosco si alternano a paesaggi da cartolina con le montagne dalle cime innevate della Corona Imperiale. Il giro panoramico percorrendo il sentiero della Bisse du Tsittoret a l’Aminona (sempre Crans-Montana) è possibile farlo da soli oppure accompagnati dalla guida Pascale Haegler che vi porterà alle scoperta delle numerose erbe commestibili che si possono trovare in montagna.

La passeggiata si conclude attorno ad un tavolo con immancabile vista mozzafiato (impossibile trovare un posto qui che non ce l’abbia) con Pascale che vi insegnerà a preparare una “tartare di erbe commestibili” con tanto di fiori decorativi commestibili accompagnata da una degustazione di sciroppi e liquori realizzati ovviamente in modo naturale con le erbe.

In zona, non perdete il ristorante Mayen de la Cure: gestito da un italiano, seduti nello splendido dehor con vista montagne, qui mangerete una bourguignonne spaziale servita con carne di ottima qualità accompagnata da tantissime patatine, salse e buon vino. Assolutamente da non perdere!

 

10. Scoprire e degustare un’ottimo caviale vallese 

Caviale svizzero nel Vallese? Yes! Per quanto può sembrare bizzarro pensare allo storione svizzero in questa zona del fiume Rodano, in realtà un tempo questo tipo di pesce popolava le sue acque. E’ da qui che nasce l’idea di Kasperskian Caviar di realizzare il primo allevamento svizzero di storioni. Un’azienda e un progetto all’avanguardia che segue i principi di eco sostenibilità (tutta l’energia elettrica è prodotta da pannelli solari) ma che soprattutto ha adottato la filosofia del Caviar with life.

Qui gli storioni vengono allevati e coccolati nell’attesa delle uova. E una volta pronti, l’estrazione avviene attraverso una tecnica speciale di massaggio applicata al pesce stesso. In questo modo gli storioni non vengono uccisi come spesso invece accade in altri allevamenti o non vengono sottoposti ad alcun tipo di intervento invasivo: è grazie alla tecnica di massaggio che lo storione rilascia le uova escono in modo quasi naturale. Non solo, questo permette poi di rimettere il pesce nelle vasche e attendere la successiva produzione. Il ciclo di vita qui è estremamente rispettato tanto che ogni pesce ha un nome ed è numerato al fine di monitorare tutte le sue fasi produttive.

lost in food vallese svizzera caviale
Kasperskian – caviale- Vallese I © Silvia

Il risultato di questa tecnica è un caviale diverso da quello che conosciamo: le uova sono più grandi e hanno un sapore decisamente più delicato. Noi abbiamo avuto modo di assaggiarlo al termine della visita in azienda con tanto di vodka o champagne appoggiato sul dorso della mano come tradizione vuole.

Devo confessarvi che era talemente buono che abbiamo fatto tutti shopping e siamo usciti con un pacchetto di caviale sotto il braccio. I costi sono nella norma di questo tipo di prodotto, è possibile acquistarlo on line con consegna garantita entro 24h senza interruzione della catena del freddo.

Non solo qui potete adottare e “regalare” uno storione: con 200 euro per un anno il pesce scelto viene prelazionato solo per voi ed il caviale che produrrà (previo acquisto) sarà personale e solo vostro. Un’ottima idea soprattutto per chi ha un amico chef!

 

James Blunt è Qui!

Se dopo questi 10 motivi non vi ho ancora convinto o non siete ancora pronti per una visita nel Vallese, ricordatevi che James Blunt si è talmente innamorato di questa zona tanto che ha voluto viverla appieno aprendo un suo ristorante sulle piste da sci di questo territorio!  

 

Il nostro è stato un viaggio stampa realizzato con il supporto dell’ente del turismo – ma le opinioni riportate sono personali e dettate dalla nostra esperienza senza essere influenzate. 

Leave A Reply

Navigate