Dinette ed è cucina di ringhiera – Milano

Finalmente Dinette! Era da tempo che volevamo provare questo ristorante, ma complici o colpevoli i mille impegni viaggio-pre viaggio-blog-lavoro non riuscivamo mai a trovare il momento giusto.

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Cena da Dinette – Milano I © Silvia

Alla fine l’occasione ce la siamo creata e così abbiamo potuto testare questa “cucina di ringhiera”! Già il nome mi rimanda a quelle vecchie case milanesi dal perimetro interno e quadrato dove i balconi diventano spazi condivisi con il vicino, dove se guardi dalla finestra di fronte vedi la porticina (magari colorata) di un’altro appartamento. Mi vengono in mente i panni stesi colorati, la moka del caffè e il profumo di qualcosa di buono sul fuoco, dettagli di una vita semplici e vera dove il passaparola era il pettegolezzo del vicino. Insomma ti vengono in mente altri tempi e Dinette in qualche modo è tutto questo: la tradizione e i sapori di un tempo.

 

Dinette: un caminetto, caffettiere giganti e vecchie insegne

Dinette non è grandissimo, il che è perfetto perché lo rende più intimo, ma forse per quell’associazione di immagini e per il nome stesso che mi riportava alla tipologia delle case “di ringhiera”, devo ammettere che me lo aspettavo un pochino diverso: chiuso in una corte o che si affacciava su un ballatoio e perché no con delle persiane scrostate…. Tutto tranne al suo aspetto reale con grosse vetrate che danno sulla strada.

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Dinette – Milano I © Silvia

Affacciato sull’ampio marciapiede di Via Bronzetti si presenta con un dehor esterno con i classici tavolini alla milanese per i giorni con il sole mentre dentro è qualcosa di più autentico con uno stile che richiama fortemente alle trattorie dei vecchi tempi. Un bancone da osteria, vecchie insegne appese ai muri, libri e radio d’epoca che creano e compongono degli angoli più ospitali dal sapore vintage. Il pezzo forte è sicuramente la parete di mattoni rossi con il caminetto che, sormontato da vecchie caffettiere e dalla lavagna con il menu del giorno, domina la sala.

 

Dinette: le mezze porzioni del ballatoio

Da Dinette, il menù segue tutta una sua filosofia basata sui sapori autentici della tradizione e della cucina genuina, quella che ti preparava la mamma o meglio, la nonna (le mamme ora sono tutte 2.0 e/o bio convinte). L’aspetto più simpatico sono le “mezze porzioni del ballatoio” che, come simpaticamente è scritto sul menù, “qualcuno invece le chiama tapas”. Un’idea originale che permette così di assaggiare più portate magari condividendole, spendendo il giusto con un occhio attento allo spreco.

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Dinette – Milano I © Silvia

Non aspettatevi portate super mignon, la quantità delle mezze porzioni è ben equilibrata. E non aspettatevi neppure un menù alla milanese… I piatti proposti hanno origini da luoghi diversi d’Italia e seguono la stagionalità delle materie prime.

Presenti sul menù anche il risotto alla monzese al salto con salsiccia e sughetto “delizioso”, del baccalà mantecato ed i pici all’aglione. Ma indovinate qual’è uno dei loro cavalli di battaglia sempre presente? La cacio e pepe! Sì avete capito bene… e potete immaginare la mia felicità visto quanto amo Roma!!!!

 

Dinette: per me una cacio e pepe!

Per la nostra cena abbiamo mixato i sapori scegliendo come antipasto due tartare: di ricciola con sedano e mela verde e di manzo con composta di verdure all’agro. La selezione della materia prima si percepisce immediatamente al primo assaggio. E devo dire che sono state la scelta perfetta per una giornata calda.

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Tartare di ricciola – Dinette – Milano I © Silvia

Non potevamo non assaggiare le loro polpette al sugo, vero must have di Dinette: tanto, tanto sugo dove resistere alla scarpetta con la focaccia fatta in casa è praticamente impossibile.

Come piatto principale per me non poteva che essere la cacio e pepe. La scelta di Ale è invece ricaduta sulle tagliatelle rustiche di pasta fresca con il ragù del Beretta, che detto così sembra il macellaio sotto casa che conosci da una vita. Porzioni abbondanti (almeno per quello che noi siamo generalmente abituati a mangiare) e decisamente sostanziosi forse più per un inverno freddo che per una giornata estiva.
La più buona? La pasta al ragù! Cacio e pepe ottima ma forse con un filo di pepe di troppo,
… perdonatemi la mia preferita giù a Roma non la si batte!

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Cacio e pepe – Dinette – Milano I © Silvia

Per chiudere, abbiamo puntato su un classico tiramisù e una crema al cucchiaio al cioccolato con pezzetti di pera… una vera e propria bomba (siamo usciti rotolando letteralmente) che crea dipendenza.

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Dolce al cioccolato e pere – Dinette – Milano I © Silvia

Il tutto accompagnato da un bel calice di vino bianco fresco, ovviamente vista la mia scelta del cacio e perpe, un buon pecorino romano. Diversa comunque la scelta dei vini in mescita.

 

Dinette: un conto equilibrato

Il costo delle “porzioni da ballatoio” varia da 6 euro ai 10-14 euro in base al piatto scelto. Le polpette al sugo (non perdetevele) costano 8 euro e hanno ben poco della mezza porzione. Per i primi piatti, siamo nella media spendendo dai 12 ai 14 euro (ma che piattoni!) mentre i secondi hanno un prezzo “onesto” con proposte sui 16-17 euro.

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Dinette – Milano I © Silvia

 

Dinette: la nostra conclusione

Questa cucina di ringhiera ci è piaciuta davvero: cucina concreta con sapori genuini di un tempo
ma ben curata e con abbinamenti semplici ed innovativi al tempo stesso. Un menù senza mille piatti tra cui scegliere (ma questo io spesso lo apprezzo) che nel suo complesso, a nostro avviso risulta forse più indicato per le stagioni fredde che per gli afosi giorni d’estate…

Ma diciamocelo, è solo una buona scusa per ritornarci appunto in inverno e scoprire il nuovo menù da gustare facendosi riscaldare dal tepore del camino.

Bar Trattoria Moderna Dinette
Via Fratelli Bronzetti, 11
Milano

8 Comments

  1. Mio padre quando ero piccola lavorava in via Fratelli Bronzetti e ogni tanto andavo a trovarlo per pranzare con lui. Andare in questo ristorantino mi intriga, non solo per quello che ho visto nei piatti e che hai raccontato, ma anche per tornare in quella via di Milano che ormai per me è solo un ricordo. 🙂

    • Silvia Reply

      Eh allora devi assolutamente tornare/andare Dinette sa di casa e ricordi!

  2. Devo andare a Milano la settimana prossima, mi segno questo posto. Confesso di aver letto il post solo per vedere meglio le tagliatelle nella foto ! XDD

    • Silvia Reply

      hehehehe bene brava! Quelle tagliatella fatte a mano con il ragù Beretta sono qualcosa di fantastico!

  3. Mmmmhhh risotto alla monzese…possibile che non lo abbia ancora provato?!? Sono andata a cercare la ricetta e sembra buonissimo! Interessante questo ristorante e la sua idea di cucina di ringhiera, anche se dal nome mi sarei aspettata un’offerta con ricette molto locali. I piatti però sembrano davvero buoni.

    • Silvia Reply

      Ammetto che come te mi aspettavo un menù completamente milanese, però è un posto da testare… e le polpette al sugo: top! Eh si il risotto alla monzese ha un suo buon perché!

  4. Mi fa sorridere che parli di cacio e pepe.. io sono milanese e qui va forte il risotto giallo! ( noto a tutti come risotto allo zafferano). Mi sembra interessa questo locale, prendo nota

    • Silvia Reply

      Io adoro la Cacio e Pepe (e adoro Roma) 🙂 io sono brianzola e qui va il risotto alla monzese 😀 devi assolutamente provarlo!

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