Death Valley National park

California Dream – Itinerario

Dopo 6 ore di macchina con break al Mono Lake ed entriamo nella Death Valley. Ad un certo punto la strada di montagna si trasforma in un lungo rettilineo nel mezzo del nulla, e poi ancora nulla, poi svolti e il paesaggio cambia nuovamente a tratti, diventando quasi lunare. Ho fatto mille foto ma nessuna descrive realmente l’immensità del paesaggio. Ormai è pomerig-gio inoltrato così decidiamo di andare al nostro hotel e di riposarci per il giorno successivo.

MONOLAKE I © Silvia
MONOLAKE I © Silvia
MONOLAKE I © Silvia
MONOLAKE I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia

Per le due notti alla Death Valley abbiamo soggiornato allo Stopevipe Wells. Non che vi sia molta scelta in quanto non ci sono numerosi hotel nella zona. Il posto è spartano e pulito, con ristorante annesso (anche perchè vallo a cercare un ristorante nella Death Valley) una piscina sotto il sole e uno store di fronte. Il wi-fi funziona pochissimo, anzi no non funziona affatto e per due giorni siamo rimasti completamente isolati. Anche inviare un sms nomale era un problema: zero campo.

MONOLAKE I © Silvia
MONOLAKE I © Silvia

La notte è veramente buia. Dopo cena siamo usciti per arrivare fino allo store dall’altra parte della strada e non si vedeva nulla di nulla. Ho pensato “qua se passa una macchina mi stira e manco se ne accorge”. Intanto un ventilatore gigante di aria calda continua a soffiare su di te anche alle 10 di sera per la temperatura pazzesca che questa area raggiunge.

Poi entri nello store e qui è come entrare in un frigorifero a -10 gradi. Ma perchè? Qualcuno deve pur spiegare agli americani che l’aria condizionata fa male!

Il secondo giorno alla Death Valley lo dedichiamo per visitare praticamente quasi tutti gli spot più importanti. Ci alziamo presto per sfruttare al meglio le ore meno calde. Prima tappa, le Mesquite Flat Sand Dune e già alle 9 del mattino il caldo si fa sentire, non oso immaginare nelle ore successive. Camminare sulle dune è impegnativo, si sprofonda e la sabbia scivola via.
L’effetto è davvero spettacolare, sembra di stare in un “deserto dentro al deserto”: da una parte quello arido che si estende per chilometri e chilometri nella Death Valley, e questo delle dune, che ben rappresenta il classico deserto che abbiamoo nel nostro immaginario.

MESQUITE FLAT SAND DUNES I © Silvia
MESQUITE FLAT SAND DUNES I © Silvia

Dopo mille foto, torniamo in macchina e ci dirigiamo verso il punto informazioni dell’ufficio del turismo. Fuori troviamo subito un cartello sembra un bel bollettino di guerra: ben 3 persone negli ultimi giorni sono decedute per il caldo e la temperatura prevista è 50 gradi.

Welcome to Death Valley!

DEATH VALLEY VISITOR CENTER I © Silvia
DEATH VALLEY VISITOR CENTER I © Silvia

La nostra seconda tappa è Badwater Basin, noto come il punto più basso del Nordamerica con quota 282 piedi (86m) al di sotto del livello del mare. Ci appare un’immensa distesa di sale bianco: il riverbero della luce è talmente forte che non si riesce quasi a tenere gli occhi aperti. Rimaniamo giusto il tempo di qualche scatto, è praticamente invivibile e corriamo subito in macchina (effettivamente è quasi mezzogiorno ovvero le ore più calde). Aria condizionata a palla e via verso la Artist’s Drive and Palette, una sorta di piccolo canyon nelle Black Mountains attraversabile in macchina. Ovviamente il nome deriva dai vari colori della diversa pietra che stratifica le montagne: i componenti di ferro hanno così prodotto il rosso, il giallo, il rosa; il magnesio il porpora ma c’è anche del turchese. Purtroppo cogliere uno scatto degno di nota in cui si vede tutto risulta davvero difficile.

BADWATER BASIN I © Silvia
BADWATER BASIN I © Silvia
BADWATER BASIN I © Silvia
BADWATER BASIN I © Silvia
BADWATER BASIN I © Silvia
BADWATER BASIN I © Silvia
ARTIST PALETTE I © Silvia
ARTIST PALETTE I © Silvia
ARTIST PALETTE I © Silvia
ARTIST PALETTE I © Silvia

Proseguiamo per il punto panoramico più distante dalla zona in cui ci troviamo, il Dantes View, una terrazza panoramica a 1669 metri in cima alle Black Mountains a circa 40 km da Furnace creek (insieme a Stopevipe Wells l’altra stazione di rifornimento). In cima il caldo si trasforma in una venticello insistente non troppo caldo e quasi piacevole. La vista è bella, non tra i miei scorci preferiti, ma merita. Da li’ si può praticamente vedere tutto il bacino meridionale della Death Valley.

DANTES VIEW I © Silvia
DANTES VIEW I © Silvia
DANTES VIEW I © Silvia
DANTES VIEW I © Silvia
BLACK MOUNTAINS I © Silvia
BLACK MOUNTAINS I © Silvia

Verso le 4 del pomeriggio siamo al Zabriskie Point. Il panorama è molto particolare e appare di nuovo diverso dai precedenti. Il caldo qui è insopportabile e per di piu’ io
ho dimenticato il cappellino. Riesco giusto a risalire in macchina prima di collassare definitivamente.

“Ciao ciao mondo. è stato bello!”

Causa il caldo, causa il mio ko il resto della giornata decidiamo di passarla a Stopevipe.
Di rientro ripassiamo davanti alle Mesquite Sand, sembrano vibrare dal calore e penso “per fortuna le abbiamo viste questa mattina, adesso sarebbe stato impossibile”.

ZABRISKIE POINT I © Silvia
ZABRISKIE POINT I © Silvia
ZABRISKIE POINT I © Silvia
ZABRISKIE POINT I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia
DEATH VALLEY I © Silvia

Ci riposiamo in piscina, il cellulare non prende ancora, ma a volte è bello anche scollegarsi dal resto del mondo. La sera ceniamo al ristorante dell’hotel (l’unico disponibile) per riprendermi e per stare leggera, ordino perfino un piatto di spaghetti. Fortunatamente commestibili.
Domani si riparte, prossima tappa: Las Vegas

 

HOTEL STOVEPIPE WELLS VILLAGE HOTEL RESORT
www.deathvalleyhotels.com

 

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