Chicago

That’s America – itinerario

Questa volta iniziamo subito da una grande città. Chicago, soprannominata The Windy City a causa del forte vento che spesso soffia sul lago Michigan, con i suoi grattaceli più alti d’America fa concorrenza con New York. Si dice che chi ama Chicago non ama New York e viceversa.
Ho aspettato questa città con trepidante attesa e forse troppe aspettative.

Il volo ci permette di arrivare per le 14 facendoci guadagnare così mezza giornata. Appena atterrati, il mio primo desiderio era quello di dormire e dormire e dormire. Invece con una faccia tipo zombie iniziamo a perlustrare la città con qualcosa di soft. Partendo dal Navy Pier, salpiamo a bordo di uno dei numerosi battelli che, risalendo il fiume che attraversa la downtown, permettono di vedere la città con un’angolazione prospettica diversa e inedita. Nonostante il jet lag riesco a seguire tutte le varie indicazioni della guida che racconta lo sviluppo dei vari palazzi indicandoci anche quelli più gettonati da star del calibro come Alice Cooper, giusto per citarne uno.

CROCIERA - CHICAGO I © Silvia
CROCIERA – CHICAGO I © Silvia
CROCIERA - CHICAGO I © Silvia
CROCIERA – CHICAGO I © Silvia

Il giro dura poco più di un’ora, con partenza e arrivo sempre al Pier dove decidiamo poi di trascorrere la serata, terminata la mini crociera, in attesa dei fuochi d’artificio che si tengono poco dopo le 21 soltanto per due giorni alla settimana. E fortunatamente siamo capitati proprio in uno di quei giorni.

CHICAGO I © Silvia
CHICAGO I © Silvia

Il Pier di Chicago non ha nulla a che vedere con quello che avevo avuto modo di visitare a San Francisco: piccolo e con poche attrazioni e negozi. Riusciamo comunque a tirare l’orario dei fuochi ciondolando tra i negozi, facendo un salto da Garret Pop-corn per assaggiare il famoso mix formaggio-caramello, effettuare il primo acquisto (una polo per il mio micio Pantone, sarà contento lo so!) e infine andando a cena.

GIORDANO'S PIZZA CHICAGO I © Silvia
GIORDANO’S PIZZA CHICAGO I © Silvia

Iniziamo alla grande con la famosissima Deep-dish Pizza di Giordano’s che si trova proprio al Pier. Preparatevi ad aspettare ben 45 minuti ogni volta che desidererete gustarla. Non per la coda, ma per il tempo necessario alla realizzazione stessa della pizza… E devo ammetterlo che  e’ stata dura riuscire a tenere gli occhi aperti durante la lunga attesa. La pizza non ha nulla a che vedere con quella nostra italiana. Assomiglia più ad una sfoglia pesante con dentro due kg di mozzarella e un sacco di salsa… Detta cosi’ uno potrebbe pensare al solito trash food americano, ma vi posso assicurare che é davvero buonissima.

Finalmente arriva il momento dei fuochi che illuminano la sponda del lago Michigan disseminato di tantissime imbarcazioni uscite in mare proprio per l’occasione. Terminati i fuochi possiamo tornare all’hotel per riprenderci da 24 ore non stop di Italia-America.

Secondo giorno a Chicago e secondo giorno negli States: mi sveglio dalla luce che filtra dall’immensa vetrata della nostra stanza che gode di una vista fantastica proprio sul fiume con l’imponente Trump Tower che svetta di fronte a noi.
Una doccia rigenerante e ci prepariamo ad affrontare la città.

ROOM VIEW - WHYNDAM I © Silvia
ROOM VIEW – WHYNDAM I © Silvia

Chicago la ricorderò sicuramente per i posti bellissimi in cui ho fatto colazione. Mesi e mesi prima di partire ho iniziato a seguire su Instagram 2 profili molto interessanti (Chicago Food Authority e secondcitymom) da cui ho fatto poi una scrematura della scrematura selezionando così, in base ai miei gusti, cosa provare. Iniziamo subito da Goddes and the Baker con una rainbow cake più grande di me. Ho scelto questo locale proprio per quella torta, volevo provarla a tutti i costi anche perché tra tutti i dolci americani, è quasi impossibile da trovare in Italia, anche nelle varie pasticcerie in stile US. Entro, e per la prima volta in vita mia vado a colpo sicuro, non sono per niente indecisa sulla scelta nonostante la quantità industriale di dolci tutti interessanti. Il locale si rivela poi carinissimo con una scritta luminosa che campeggia enorme su una delle pareti del locale.

GODDES AND THE BAKER - CHICAGO I © Silvia
GODDES AND THE BAKER – CHICAGO I © Silvia

Da lì, a piedi raggiungiamo l’Art Institute of Chicago, il museo più importante e più grande della città. Contiene numerose opere che spaziano tra i vari periodi artististici: stupisce il numero di quadri famosi che fanno parte delle diverse collezioni, come quelli di Pollock, Picasso, Modigliani, Van Gogh, Monet, Seurat e il famosissimo Grand Wood “Gotico Americano” una tra le opere più fotografate del museo.

ART INSTITUTE OF CHICAGO I © Silvia
ART INSTITUTE OF CHICAGO I © Silvia
ART INSTITUTE OF CHICAGO I © Silvia
ART INSTITUTE OF CHICAGO I © Silvia
ART INSTITUTE OF CHICAGO I © Silvia
ART INSTITUTE OF CHICAGO I © Silvia

La mattinata vola via senza accorgercene. Un pasto veloce da Panda Express, la migliore catena di cucina cinese (13 dollari e pranzi in due), e proseguiamo dirigendcoi subito al Millennium Park per il tanto atteso The Bean e la Crown Fountain con i suoi schermi psichedelici che proiettano immagini animate di personaggi vari ma dove soprattutto i bambini si divertono a buttarsi sotto l’acqua refrigerendosi dal caldo estivo. A pochi passi si trova anche il Jay Pritzker Pavillon dove ogni giovedì sera si può assistere alle prove dei vari concerti.

CROWN FOUNTAIN - MILLENNIUM PARK - CHICAGO I © Silvia
CROWN FOUNTAIN – MILLENNIUM PARK – CHICAGO I © Silvia
THE BEAN - MILLENNIUM PARK - CHICAGO I © Silvia
THE BEAN – MILLENNIUM PARK – CHICAGO I © Silvia
OPERA - MILLENNIUM PARK - CHICAGO I © Silvia
OPERA – MILLENNIUM PARK – CHICAGO I © Silvia
BUCKINGHAM FOUNTAIN - CHICAGO I © Silvia
BUCKINGHAM FOUNTAIN – CHICAGO I © Silvia

Proseguiamo per la Buckingham Fountain e infine torniamo indietro passando dal Flamingo per andare a visitare una delle icone della città, la Willis Tower. Grazie al nostro City pass (acquistato on line) possiamo usufruire di un’entrata con corisa preferenziale. Saliamo con il super ascensore i 103 piani e ci troviamo sullo Skydeck ad oltre 440 metri di altezza da dove ammirare la vista circostante. Una delle caratteristiche distintive dello Skydeck sono queste specie di box in vetro che si protendono all’esterno della struttura completamenti sospesi nel vuoto: qui è d’obbligo scattare una foto (se non si soffre di vertigini) mettendosi in coda per pochi istanti essendo ovviamente uno dei punti più ambiti dai visitatori. Brividi a parte, la vista non è poi male.

FLAMINGO - CHICAGO I © Silvia
FLAMINGO – CHICAGO I © Silvia
FROM WILLIS TOWER - CHICAGO I © Silvia
FROM WILLIS TOWER – CHICAGO I © Silvia
FROM WILLIS TOWER - CHICAGO I © Silvia
FROM WILLIS TOWER – CHICAGO I © Silvia
WILLIS TOWER - CHICAGO I © Silvia
WILLIS TOWER – CHICAGO I © Silvia

Dopo la Wills Tower incominciamo ad essere cotti. Davanti all’entrata del grattacielo troviamo dei ragazzi che per 10 dollari ti scarrozzano con una specie di risciò a pedali nei posti che vuoi raggiungere. Ovviamente ne approfittiamo e divertiti saliamo dietro per farci portare alla famosa opera realizzata da Picasso. La stanchezza incomincia a farsi sentire e così rientriamo al nostro hotel, posizionato in una zona davvero strategica. Ci concediamo un’ultima tappa, visto che era di strada, al Chicago Theater per un paio di ultime foto.

PICASSO - CHICAGO I © Silvia
PICASSO – CHICAGO I © Silvia
THE CHICAGO THEATRE I © Silvia
THE CHICAGO THEATRE I © Silvia

Un pò di relax ce lo meritiamo prima di preparci e uscire nuovamente per andare a cena. Il ristorante scelto per questa prima serata nella downtown di Chicago è la Boho-House, un posto davvero carino con un giusto mix di atmosfera elegante e moderna, selezionato sempre grazie ai suggerimenti trovati sui profili di Instagram.

Il terzo giorno è da ricordare soprattutto per il posto pazzesco in cui abbiamo fatto colazione.

RIVER WALK - CHICAGO I © Silvia
RIVER WALK – CHICAGO I © Silvia
RIVER WALK - CHICAGO I © Silvia
RIVER WALK – CHICAGO I © Silvia

Dopo una breve passeggiata lungo la River Walk dirigendoci verso nord, cerchiamo Franklyn Street dove si trova il posto in cui faremo colazione stamattina, Doughnut Vault, definito “So Special” da goop (il blog di Gwyneth…): vuoi non provarlo? Il posto è un buco grande sì e no 1 mt x 1mt con fuori solo qualche tavolino dove sedersi con altre persone. Lo individuerete subito per la lunga fila ordinata che si forma fuori dalla porticina del mini locale…Attenzione, una volta finiti, i doughnuts non li sfornano più e il locale chiude (voglio lavorare qua!!!). Necessario quindi arrivare presto! E noi arriviamo per tempo senza nemmeno fare una lunghissima coda. Il posto è un gioiellino, il ragazzo al mini bancone è simpaticissimo e ci descrive i diversi doughnuts appena sfornati (per la cronaca non mi hanno mai ispirato, né gli ho mai mangiati… già mi immagino che mattone). Prendiamo tre gusti diversi e ci sediamo nel tavolo comune (negli states si usa tanto avere il social table) vicino a due signori che attaccano subito bottone con noi appena sentono che siamo stranieri. E tra le varie chiacchiere scopriamo che vivono a Chicago durante l’estate e in inverno in Florida (scusate posso essere adottata?).

DOUGHNUT VALNUT - CHICAGO I © Silvia
DOUGHNUT VALNUT – CHICAGO I © Silvia
DOUGHNUT VALNUT - CHICAGO I © Silvia
DOUGHNUT VALNUT – CHICAGO I © Silvia

I dolci risultano buonissimi e per nulla “stopposi” sebbene comunque non si possa dire che siano così leggeri… Ma “don’t worry”, la giornata di oggi è dedicata al giro in bici in riva al lago, quindi li smaltirò sicuramente.

LAKE MICHIGAN - CHICAGO I © Silvia
LAKE MICHIGAN – CHICAGO I © Silvia

Noleggiata la bici per pochi dollari proprio vicio al Pier, incominciamo la nostra pedalata sulla riva e sulla spiaggia. Chicago ha la fortuna di essere una città con una spiaggia senza avere un mare anche se le dimensioni del lago Michigan ne danno proprio l’illusione. E’ pazzesco pensare come questo lago in inverno possa arrivare a ghiacciarsi completamente.

LAKE MICHIGAN - CHICAGO I © Silvia
LAKE MICHIGAN – CHICAGO I © Silvia

Incominciamo il nostro giro in bici prima andando verso est, verso la Buckingham Fountain. Arrivati là, ripercorriamo il breve tratto di strada fatta muovendoci verso ovest sulla ciclabile lungo il lago dove troviamo le ampie spiagge. Il vento oggi spira forte e pedalare risulta ancora più faticoso ma è davvero divertente. Dopo due ore e più di pedalata riconsegnamo la bici al Navy Pier dove ci fermiamo per pranzare con i deliziosi gamberetti di Bubba Gump. Ogni volta che veniamo in America almeno una volta, che sia cena o pranzo, una tappa da Bubba non può mancare!

BUBBA GUMP - CHICAGO I © Silvia
BUBBA GUMP – CHICAGO I © Silvia

Nel pomeriggio ci dedichiamo allo shopping… o quella è l’intenzione. Il Magnificent Mile, la nota via dello shopping, si rivela un pò deludente e soprattutto nessun negozio risulta abbordabile. Come consolazione, optiamo per un cup cake di Sprinkles Cupcake selezionato da un distributore automatico.

SPRINKLES ATM CUPCAKE - CHICAGO I © Silvia
SPRINKLES ATM CUPCAKE – CHICAGO I © Silvia
SPRINKLES CUPCAKE - CHICAGO I © Silvia
SPRINKLES CUPCAKE – CHICAGO I © Silvia

Sì, avete proprio capito bene…hanno i distributori automatici di cup cake! Perché in Italia non c’è??? Per chiudere il pomeriggio trovandoci a pochi passi, visitiamo il John Hancock Center, il terzo grattacielo più alto di Chicago, il settimo degli Stati Uniti. Decidiamo di non entrare allo Skydeck ma di prendere un drink al bar sottostante situato al 95° piano. La vista è identica e si evitano 35 dollari di biglietto, contro 10 del cocktail. E da qui si gode di un panorama decisamente migliore rispetto alla Willis Tower.

JOHN HANCOCK CENTER - CHICAGO I © Silvia
JOHN HANCOCK CENTER – CHICAGO I © Silvia
FROM JOHN HANCOCK CENTER - CHICAGO I © Silvia
FROM JOHN HANCOCK CENTER – CHICAGO I © Silvia
FROM JOHN HANCOCK CENTER - CHICAGO I © SilviaV
FROM JOHN HANCOCK CENTER – CHICAGO I © SilviaV
FROM JOHN HANCOCK CENTER - CHICAGO I © Silvia
FROM JOHN HANCOCK CENTER – CHICAGO I © Silvia

Torniamo in hotel per recuperare le energie e prepararci per la serata che prevede come inizio un aperitivo nella splendida terrazza della Trump Tower. Bastano pochi passi dal nostro hotel ed eccoci proiettati in uno degli hotel di maggior lusso di Chicago. Ordino uno Spritz che li mette un pò in difficoltà.. mi portano infatti del vino bianco… “no ecco… vede io vorrei uno Spritz, in Italia si fa così…” La cameriera gentilissima non si scompone e dopo pochi minuti torna con il drink giusto.

FROM TRUMP TOWER - CHICAGO I © Silvia
FROM TRUMP TOWER – CHICAGO I © Silvia
TRUMP TOWER ROOFTOP - CHICAGO I © Silvia
TRUMP TOWER ROOFTOP – CHICAGO I © Silvia
SUNSET FROM TRUMP TOWER ROOFTOP - CHICAGO I © Silvia
SUNSET FROM TRUMP TOWER ROOFTOP – CHICAGO I © Silvia

Dalla terrazza ammiriamo il tramonto e le luci che si riflettono tra i vari grattacieli per poi spostarci per la cena  al Purple Pig che si rivela deludente (non è stata una scelta mia…ma ogni tanto bisogna dare qualche soddisfazione.. ha ha ha). Io avrei preferito Au Cheval, che pare faccia l’hamburger più buono di Chicago, ma purtroppo non accetta prenotazioni e siccome abbiamo in programma di andare ad ascoltare un pò di blues siamo finiti al Purple Pig nelle vicinanze della Trump Tower per qualcosa di più veloce. Finalmente arriva anche il momento per vivere l’anima pulsante della windy city, ovvero il blues. La scelta ricade sul Blue Chicago, un locale piccolo piccolo, ruvido e poco turistico: 10 dollari l’ingresso, per della musica pazzesca!

BLUE CHICAGO I © Silvia
BLUE CHICAGO I © Silvia

L’ultimo giorno a Chicago prendiamo finalmente la L, la metropolitana sospesa tra i palazzi protagonista di numerose scene di molti american movies e che ho ammirato e fotografato per tre giorni di fila.

L - CHICAGO I © Silvia
L – CHICAGO I © Silvia

Prendiamo la Blue Line, direzione Forest Park, e scendiamo alla fermata “California”  in una zona un pò più periferica per far colazione alla Bang Bang Pie. Ale non era molto contento di spingerci fino in questo quartiere ma una volta là nche lui si è dovuto ricredere. Il locale è molto carino, semplice, informale ma sopratutto è davvero rilassante grazie al suo incantevole cortile e ad uno staff decisamente cordiale. Assaggiamo i famosi biscotti (specialità della casa) e una torta pazzesca ai mirtilli…ci vorrebbe una Bang Bang Pie anche a Milano!

BANG BANG PIE - CHICAGO I © Silvia
BANG BANG PIE – CHICAGO I © Silvia
BANG BANG PIE - CHICAGO I © Silvia
BANG BANG PIE – CHICAGO I © Silvia

Terminata la colazione, ci addentriamo nel quartiere alla ricerca del famoso murales con la scritta Chicago e finalmente lo troviamo in una via un pò abbandonata a sè stessa…diciamo che la zona non è il massimo, non per niente Chicago è una delle città con la maggiore concentrazione di criminalità. Dopo la foto di rito, convinco Ale ad andare a Chinatown, memore di quella di San Francisco nella speranza di trovare qualcosa di particolare…Purtroppo però qua si rivela in completo decadimento. Entro in un piccolo market con Ale che mi dice “sei sicura?” e non faccio in tempo a dire sì, mettere piede nel locale, che subito esco stando male dall’odore e dalle cose viste. Ecco, diciamo che non vale la pena visitarla.

GREETINGS FROM CHICAGO I © Silvia
GREETINGS FROM CHICAGO I © Silvia

Da qui, facendo una lunga camminata, ci spostiamo a Pilsen, il quartiere messicano noto per i numerosi murales coloratissimi che raccontano i disagi, la storia e le credenze di questo popolo. Tuttavia il quartiere ed i murales stessi non mi convincono. Decidiamo di tornare nella downtown, questa volta con un taxi guidato da un simpaticissimo latino-americano che in pochi minuti e con una decina di dollari ci lascia proprio vicino all’autonoleggio dove dobbiamo ritirare quella che sarà la nostra macchina per i prossimi 20 giorni.

PILSEN - CHICAGO I © Silvia
PILSEN – CHICAGO I © Silvia
PILSEN - CHICAGO I © Silvia
PILSEN – CHICAGO I © Silvia
PILSEN - CHICAGO I © Silvia
PILSEN – CHICAGO I © Silvia
PILSEN - CHICAGO I © Silvia
PILSEN – CHICAGO I © Silvia
PILSEN - CHICAGO I © Silvia
PILSEN – CHICAGO I © Silvia

Approfittando subito dell’auto andiamo a nord della città per vedere il famoso stadio di Baseball, il Wrigley Field, sede dei Chicago Cubs, la più antica squadra di baseball degli Stati Uniti.

WRIGLEY FIELD STADIUM - CHICAGO I © Silvia
WRIGLEY FIELD STADIUM – CHICAGO I © Silvia

Chiudiamo la serata al Big Star, nel cuore di Wicker Park, una zona ricca di locali dove poter trascorrere la serata. Il locale ha un bellissimo cortile esterno e ci conquista con i suoi gustosi tacos.

GLAZED AND INFUSED - CHICAGO I © Silvia
GLAZED AND INFUSED – CHICAGO I © Silvia

Diamo un’occhiata ai locali vicini e poi torniamo in hotel per preparare la valigia, domani faremo l’ultima colazione in città e poi si parte. Lascio una città che ho trovato davvero interessante, dove la gente è cordiale anche se, quando parla, ha  un accento che rende non certo facile la comprensione. I grattacieli sono davvero alti, ma io continuo a preferire New York.

Bye bye Chicago!

 

 

HOTEL: WYNDHAM GRAND CHICAGO RIVER FRONT
www.wyndhamgrandchicagoriverfront.com

CROCIERA
Noi l’abbiamo prenotata da casa on line cruisechicago.com/architecture-tours , costo indicativo 50 dollari.

 

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