Alla scoperta del New England – il nostro itinerario on the road

Questo viaggio nel New England è quello che ho atteso di più in assoluto. Davanti ad ogni foto di barn rosso, di casette disegnate da sembrare perfette, lucine accese su un patio in mezzo al nulla, covered bridge e porticcioli colorati, sognavo il momento in cui avremmo potuto “toccare” con mano tutto questo. E quel sogno finalmente siamo riusciti a realizzarlo.

Il New England è una parte degli Stati Uniti completamente diversa da quella che ho avuto modo di vedere fino ad oggi. Qui non si trovano quei monumenti della natura dall’effetto wow che ti lasciano senza fiato come per esempio nello Utah o nell’Oregon. Il New England è diverso!

E’ una terra tutta da vivere e non semplicemente da attraversare. E’ una terra da scoprire in tutte le sue mille sfaccettature. Dalla cultura alla storia, dalla buona cucina ai mille micro birrifici, se si decidesse di provare o vedere tutto occorrerebbero mesi nonostante la dimensione del territorio non sia così vasta. E organizzare l’itinerario, il giro perfetto, non è così semplice.

Poi però, dopo mesi di ricerca, ti trovi a guidare tra foreste sconfinate, a passeggiare su lunghe spiagge di sabbia bianca, ad ammirare fari che spuntano solitari, percorrere strade secondarie con fattorie che spuntano all’improvviso dietro le curve delle colline…ed ecco, tutto questo ti lascia la sensazione di vivere qualcosa di magico!

New England il nostro itinerario on the road

NEW YORK

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Top of the Rock – New York I © Silvia

Il nostro viaggio alla scoperta del New England comincia così con una tappa nella Big Apple. Ok non è New England, ma vista la vicinanza e nonostante sia un grande classico, non è mai scontata. E poi, sempre in costante in movimento, è così immensa che ogni volta che si torna, si scoprono nuove realtà. Qui come abbiamo programmato la visita con tutti i nostri suggerimenti.

NEW YORK – NOANK – MYSTIC – NEWPORT – HYANNIS 

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Noank – Connecticut I © Silvia

Il nostro viaggio nel New England, in realtà incomincia così: all’alba e con un treno partito dalla Grand Central Station di New York! Saliti a bordo della MTA Rail, abbiamo raggiunto la città di Stamford nel Connecticut, scelta come punto al di fuori della Grande Mela per recuperare la nostra macchina a noleggio. Il motivo? Evitare un’eventuale lunga coda al noleggio ma soprattutto evitare il traffico newyorkese (anche se dopo Los Angeles, beh si è pronti a tutto!). Risultato: in 45 minuti siamo arrivati all’ufficio del car rental e in meno di 10 minuti abbiamo risolto le classiche pratiche di ritiro per la nostra auto.

La prima tappa, quasi casuale, è stata la Pez Factory ad Orange, sempre nel CT, dove è possibile visitare sia la fabbrica che il museo che conserva tutti i pack e i pezzi da collezione di queste celebri caramelline. Inutile dirvi che non abbiamo esitato a fare incetta di caramelle come scorta per tutto il viaggio. Si continua poi fino al Ford’s Lobster per un pranzo vista mare (ovviamente con lobster roll) e a Mystic (a 5 minuti d’auto dal ristorante): la località è stata resa famosa dal vecchio film “Mystic Pizza” con Julia Roberts: potevamo non prendere una di quelle “slice of heaven”?

Nel pomeriggio ci siamo ritrovati a passeggiare per una Newport rilassante e vacanziera, non senza prima fare una visita alla chiesa in cui Jackie e John Fitzgerald Kennedy si sposarono..Chiudiamo in serata a Hyannys, nel Massachussettes, la cittadina in cui la famiglia Kennedy trascorreva le proprie vacanze ma soprattutto punto strategico per spostarsi poi nelle isole più famose di Cape Cod.

MARTHA’S VINEYARD

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Martha’s Vineyard I © Silvia

Hyannis è la base perfetta per spostarsi in traghetto per le escursioni di una giornata sulle isole di Nantucket e di Martha’s Vineyard. Ed è proprio quest’ultima la prima delle due isole che abbiamo visitato (qui il nostro itinerario). Per raggiungerla, il modo più rapido è imbarcarsi a Woods Hole per Oak Bluffs. Più rapido è tutto relativo… Woods Hole si trova a circa mezz’ora di macchina da Hyannis, salvo traffico (e ad agosto lo troverete), con parcheggi dislocati molto lontano dal punto di partenza dei traghetti.
Anche sull’isola il mese d’agosto non è certo quello più congeniale e il sovraffollamento rallenta con tempi lunghi d’attesa gli spostamenti interni della rete di bus compromettendo un po’ la visita.

Prima tappa Edgartown con il bellissimo microbirrificio Bad Martha e vista l’ora di pranzo, trovandosi a poche centinaia di metri, abbiamo fatta tappa da Edgardtown Seafood: take away con lobster roll, cozze e tanto altro per pochi dollari! Da lì ci siamo spostati per esplorare alcuni paesini concedendoci qualche ora di spiaggia vicino al ponte dove fu girata una delle scene cult del primo film “Lo squalo”. Il nostro giorno sull’isola termina ad Oak Bluffs tra negozietti e Gingerbread Houses e, prima di riprendere il traghetto, scorta di donuts al “segretissimo” Back Door Donuts. Qui, una porticina sul retro dalle 19 apre i battenti vendendo donuts giganti e non c’è giorno che non ci sia la processione per accaparrarsi una delle loro ciambelle. Sono così ambiti che la fila di persone inizia a formarsi già dalle 18! Una volta recuperato il prezioso bottino, siamo risaliti sul ferry delle ore 20 per riprendere tutta la trafila per rientrare a Hyannis.

NANTUCKET

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Nantuket I © Silvia

Raggiungere Nantucket da Hyannis è decisamente più semplice. Poco più di un’ora e si approda nella decantata isola. Di Nantucket ci siamo letteralmente innamorati, anche grazie al fatto che, per viverla al meglio abbiamo evitato bus puntando questa volta al noleggio di uno scooter.
Prima però di iniziare il giro, visita al bellissimo Whaling Museum e colazione con i donuts di “The downyflake”, i più buoni e i più economici assaggiati in questo viaggio. Dalla cittadina principale ci siamo diretti alla spiaggia di Madaket Beach, considerata una delle migliori per ammirare il tramonto. Anche se per noi era mattina, siamo rimasti comunque incantati da questa solitaria distesa di sabbia. Pranzo alla Cisco Brevery, un micro birrificio local tra beer tasting e street food e poi via, attraversando tutta l’isola, per arrivare fino al villaggio di Siasconset in cerca delle sue casette piene di rose. A qualche miglio di distanza si trova anche uno dei tipici fari a righe bianche e rosse, il Sankaty Head Lighthouse. Lasciamo l’isola con l’ultimo ferry delle 20, non senza prima visitare le varie botteghe di artisti locali che si trovano lungo il molo (qui il nostro itinerario completo).

HYANNIS – CHATHAM – CAPE COD – BROOKLINE

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Cape Cod I © Silvia

Salutiamo la cittadina di Hyannis visitando il John F. Kennedy Hyannis Museum e percorrendo il Kennedy Legacy Trail per poi dirigerci verso Provinceton. Sulla strada ci fermiamo a Chatham considerato uno dei paesini più raffinati della penisola di Cape Cod anche se noi abbiamo preferito assistere al rientro dei pescatori nel piccolo porticciolo affollato di leoni marini.
Risalendo la penisola verso nord la prima tappa è il Nauset Lighthouse che abbiamo soprannominato il faro “delle patatine”! Già perché la sua immagine è su tutte le confezioni della marca di patatine “Cape Code”. Arriviamo a Provinceton nel primissimo pomeriggio, una lobster al tanto atteso Lobster Pot e un giro per la cittadina più colorata della costa est per poi spostarci nella vicina spiaggia di Race Point in attesa del tramonto. Ormai all’imbrunire riprendiamo il nostro itinerario verso Boston, o meglio verso Brookline.

BROOKLINE – HARVARD – BOSTON

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John Fitzgerald Kennedy National Historic Site – Brookline I © Silvia

Visto l’orario di arrivo del giorno precedente, abbiamo preferito soggiornare in uno dei sobborghi di Boston, BrooklIne per poter visitare subito in prima mattinata la casa che diede i natali a John Fitzgerald Kennedy, diventata ora un museo. Qui effettuiamo una visita guidata totalmente free continuando dunque il nostro viaggio sulle orme di JFK.  Il successivo appuntamento in città è stato a scuola, o meglio all’Università di Harvard dove appunto Kennedy si laureò.
Il resto della giornata lo trascorriamo rilassandoci tra le vie del quartiere di Back Bay dove anche vi ceniamo.

BOSTON 

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Boston I © Silvia

La giornata a Boston la inauguriamo con una colazione degna di nota alla Tatte Bakery nel bellissimo quartiere di Beacon Hill. Da lì ci spostiamo per seguire l’intero percorso della Freedom Trail fermandoci giusto per pranzare nella storica Union Oyster House. Qui conosciamo Jim, responsabile da decenni del locale, che ci racconterà i tanti aneddoti di questo luogo cult di Boston. Ma cosa più affascinante, riusciamo a pranzare proprio al tavolo nr 18 del primo piano, il posto riservato a Kennedy il quale era solito venire qui la domenica sera.
Il resto della giornata, un diluvio universale rovina i nostri piani così lo dedichiamo a vivere appieno la città nei folcloristici quartieri di Chinatown, di Little Italy (da non perdere i cannoli di Mike Pastry) e spostarci poi nuovamente nel movimentato ed elegante quartiere di Back Bay dove merita una visita l’edificio della bellissima biblioteca pubblica.

BOSTON – SALEM

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John F. Kennedy Library – Boston I © Silvia

Ultimo giorno a Boston: ci perdiamo letteralmente nella John F. Kennedy Library uno dei musei che personalmente ho apprezzato davvero molto. Interessantissimo il materiale che ripercorre la sua campagna elettorale oltre al fatto che la struttura a tratti sembra proiettarti all’interno della Casa Bianca. Tra quelli visti, è decisamente il museo che ci è piaciuto di più. Chiudiamo pranzando nel chiassoso Quincy Market in downtown rigorosamente con la Boston Clam Chowder e salutiamo definitivamente la città per dirigerci a Salem.

SALEM – GLOUCESTER- ROCKPORT- KENNEBUNKPORT – PORTLAND

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Rockport I © Silvia

La giornata grigia di questo dodicesimo giorno di viaggio ci proietta nel lato oscuro di Salem, piccola cittadina passata alla storia per una spietata caccia alla streghe e i tragici processi che ebbero luogo qui a fine 1600. La cittadina non è grande e in meno di una mattinata visitiamo il Witch Museum, andiamo alla ricerca della statua di “Samantha la strega” e facciamo incetta di pozioni magiche, portafortuna e non solo da Hex Old World Witchery.

Prima di pranzo siamo già di nuovo in viaggio: prima tappa il vecchio porto di Gloucester, uno dei più importanti per la pesca delle lobster reso però famoso dal film de “La tempesta perfetta”. A seguire raggiungiamo il bellissimo porticciolo di Rockport con tappa obbligata da Roy Moore Lobster. Proseguiamo entrando nel Maine dove ci aspetta la nostra terza tappa, Kennebunkport, altro pittoresco villaggio. La nostra giornata si conclude arrivando in tarda serata a Portland.

PORTLAND – CAPE ELIZABETH – BAR HARBOUR

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Lobster – Rockport I © Silvia

Sarà un caso, ma il nome Portland per noi significa food! Come lo fu per Portland in Oregon, anche per la città del Maine incentriamo la nostra visita sul piano gastronomico. La mattinata diventa così serrata seguendo dapprima un food tour di gruppo e giusto per non farci mancare nulla, proseguiamo con i vari locali che avevamo selezionato con la nostra personale ricerca. Sopravvissuti a questo food-the-force, siamo andati a salutare il faro di Cape Elisabeth che quel giorno ahimè non si è voluto mostrare molto ai nostri occhi immerso in una fitta foschia. Purtroppo questo era una delle cose a cui tenevo molto…vorrà dire che dovremo tornare! Da Cape Elisabeth torniamo on the road, ci aspettano oltre 3 ore di macchina per raggiungere la meta finale di questa lunga giornata, Bar Harbor.

ACADIA NATIONAL PARK

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Acadia National Park – Maine I © Silvia

Dedichiamo un’intera giornata ad esplorare il Parco Nazionale dell’Acadia seguendo il loop indicato: saliamo in cima alla Cadillac Mountain, assaggiamo i mitici “popover” alla Jordan Pound House, ci perdiamo tra le scogliere del Thunder Hole, visitiamo l’animato villaggio di Bar Harbor, deviamo fino al Bass Harbor Lighthouse chiudendo la giornata abbrustolendo marshmallows sul focolare esterno del nostro hotel (ok, questo era uno dei miei sogni americani!).

BAR HARBOUR – NORTH CONWAY

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New Hampshire I © Silvia

Partiamo alla volta delle White Mountains, nel New Hampshire, non senza fare un salto, visto che era di strada, alla casa di Stephen King e alla statua di Paul Bunyan, entrambi a Bangor. Alle White Mountains ci attende un tour intenso: ci concediamo giusto un break per pranzo a North Conway per poi guidare attraverso la piacevole Kancamagus Highway tra ponti coperti e negozietti di antiquariato. Raggiungiamo l’Omni Mount Washington Hotel, storico resort che sembra uscito da una cartolina anni ’30 per poi spostarci e chiudere così la giornata nel nostro bellissimo Aldair Country Inn dove ci attende anche una deliziosa cena gourmet.

WHITE MOUNTAINS

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Littleton – New Hampshire I © Silvia

La giornata inizia a Littleton dove in realtà ci fermiamo molto più del previsto. Questo piccolo paesino delle White Mountains ha giusto una via, ma è una via piena di realtà interessanti. Facciamo incetta di dolci nel negozio di caramelle con il bancone più lungo del mondo, entriamo ed usciamo da ogni negozio, suoniamo i vari pianoforti che in occasione della stagione estiva sono posti qua e là sui marciapiedi, visitiamo il bellissimo Schilling Beer Co, il micro birrificio della zona che tanto ci conquista che decidiamo anche di pranzare nel loro ristorante. Attraversiamo tutto il Franconia Notch State Park con una breve escursione lungo il sentiero del Flume Gorge terminando la giornata in modo singolare a North Comway con una cena a bordo di un treno.

WHITE MOUNTAINS – VERMONT

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Ben & Jerry’s – Vermont I © Silvia

Sveglia all’alba, si parte verso il tanto atteso Vermont! Prima tappa, la Nebraska Knoll Sugar Farm, una delle tante tipiche “case dello zucchero” dove si produce sciroppo d’acero. La seconda tappa è a Montpellier per una visita guidata alla prima Ben And Jerry Factory, noto brand americano di gelati, con tanto di cimitero dei gusti estinti! Tra country store e micro birrifici passiamo da Stowe, fino ad arrivare a Burlington dove ci concediamo una passeggiata lungo la tranquilla sponda del Champlain Lake. Riprendiamo il viaggio dirigendoci verso sud fino a South Royalton: qui ceniamo in uno dei ristoranti “farm to table” davvero carino con una cucina semplice ed innovativa.

SOUTH ROYALTON – NORTH ADAMS

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Sleepy Hollw farm – Vermont I © Silvia

Altra sveglia all’alba, anche se lo Chalet tutto di legno dove abbiamo soggiornato meriterebbe qualche ora in più soprattutto per la simpatia e l’ospitalità dei proprietari. Poche miglia lungo una strada sterrata e poi eccoci al Woodstock Farmer Market, sosta da non perdere per una colazione a base di prodotti locali. Dopo un buon caffè, la nostra missione è quella di trovare la Sleepy Hollow Farm, la fattoria più fotografata del Vermont! E una volta trovata ne rimaniamo incantati.

Da lì, lungo strade immerse nel verde, raggiungiamo la Sugar Bush Farm per una degustazione di formaggio e sciroppo acero! Il viaggio prosegue verso sud lungo la Highway 100 tra tipici country store e gli immancabili ponti coperti. Ci rendiamo conto di essere rientrati nel Massachusettes nel momento in cui il traffico si fa più intenso: entriamo nel Berkshire per percorrere la Mohawak Trail, il cui nome si rifà alle tribù di indiani nativi. Superato Shelbourne, sarà che ci stiamo avvicinando alla conclusione del viaggio, ma la strada ed il paesaggio appare un po’ malinconico. Finalmente raggiungiamo North Adams, cittadina nota perché qui si trova il MassMoca, il più grande museo di arte moderna degli Stati Uniti.

NORTH ADAMS – BOSTON

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Norman Rockwell’s Diner I © Silvia

Il viaggio volge al termine: torniamo verso l’aeroporto di Boston non senza però sfruttare le ultime ore a disposizione per visitare il Norman Rockwell Museum dedicato all’omonimo pittore e illustratore americano, noto soprattutto per aver realizzato più di 300 copertine del Sunday Evening Post. Non ci perdiamo nemmeno il diner della cittadina di Stockbridge che ispirò una tra le sue più famose opere rappresentative di uno spaccato di vita americana. Lungo la strada ne approfittiamo anche per perderci tra le tante farm che popolano questa zona prima di raggiungere  il Logan International Airport a Boston e prendere il volo che ci porterà per un paio di giorni a Montreal da cui rientreremo a casa.

 

I nostri consigli per il New England

Non siate eccessivamente itineranti! Ce lo avevano suggerito anche a noi ma abituati ai lunghi viaggi on the road abbiamo preferito spostarci spesso. Il New England è invece diverso: tantissime cose da vedere e sotto molteplici angolazioni. Per questo va vissuto e non attraversato, esplorando piccole aree da vivere appieno quasi come si fosse dei veri locals.

Per chi poi ha un’attenzione al food, infinite sono le fattorie, i micro birrifici, le lobster shack sul mare, tutti uno più interessante dell’altro. Prendetevi dunque il vostro tempo e sposate in questa terra la filosofia dello slow travel, organizzando il viaggio scegliendo le giuste località da vivere come hub in cui spendere più notti consecutivamente.

La zona di Cape Code è meta turistica anche per gli stessi americani. Dovete prenotare per tempo, e dovrete prepararvi soprattutto a traffico intenso, difficoltà nel parcheggiare o come nel caso dell’isola di Martha’s Vineyard ad una vera folla che rallenterà i vostri spostamenti sull’isola.

Boston merita almeno due giorni pieni ed è walking distance. Da non mancare le escursioni sulle isole che noi, causa pioggia, ahimè non abbiamo invece potuto fare.

Preparatevi a svenarvi. Questa zona di America è davvero cara, molto cara, soprattutto per quanto concerne gli hotel. Sotto certi aspetti Boston può risultare più cara della stessa New York. Muovetevi quindi per tempo per trovare più soluzioni economiche o dal giusto prezzo.

Se decidete di fare le isole di Cape Code, fatele entrambe (non una sola) perché sono completamente differenti l’una dall’altra. Tenere come base Hyannis e spostatevi con i vari traghetti oppure trascorrete a Martha’s una notte per poi traghettare il giorno successivo a Nantucket e tornare infine a terra. Attenzione le macchine sull’isola sono sconsigliate, primo perché vi rallenterebbero secondo perché traghettare l’auto ha costi alti. Quindi bagaglio a mano e via.

 

Conclusioni

Il New England ha mantenuto le aspettative che in tutti questi anni di attesa mi ero creata nel mio immaginario. Ma vorrei i dettagli! Non solo il colpo d’occhio e personalmente vorrei poterci tornare con maggiore calma per visitare tutte le farm possibili.

Diversi i posti che ci hanno letteralmente conquistato: Nantucket, Littleton e Woodstok sono quelle che metto in cima alla lista. La Library di Kennedy e il Norman Rockwell Museum restano in assoluto i musei più belli che ho avuto la fortuna di visitare.

 

New England: volo, noleggio auto e assicurazione

VOLI
Come già accaduto per altri viaggi fatti verso gli Usa, anche in questa occasione abbiamo volato con Air Canada che è risultata la compagnia in grado di offrirci la miglior tariffa considerando il periodo di alta stagione, ovvero agosto, e le esigenze di spostamento per il nostro viaggio. Questo l’operativo voli:

Milano-New York via Toronto
Boston-Montreal (a Montreal abbiamo soggiornato 2 giorni)
Montreal-Milano via Bruxelles

Il volo diretto Milano-Toronto risulta decisamente comodo, 8 ore e mezza e si atterra in Canada. Da lì abbiamo poi preso un volo interno in connection per New York (1.30 circa di stop over nell’aeroporto di Toronto). Un aspetto da non sottovalutare, entrare negli States via Canada agevola le procedure di immigrazione: nell’aeroporto canadese risulta tutto più snello, quasi automatizzato e con un approccio a nostro avviso meno ansiolitico. Qui la nostra esperienza con Air Canada e il nostro codice sconto volo.

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In attesa del volo alla Maple Leaf Lounge – Montreal I © Silvia

NOLEGGIO AUTO
Per il noleggio auto, questa volta non ci siamo rivolti ai classici brooker online ma abbiamo fatto riferimento alle agenzie di viaggio con Flexible Autos, broker di noleggio auto 100% Trade Only. Grazie al loro servizio è possibile ottenere la soluzione più competitiva con un costo totale più
economico. Con le agenzie di viaggio che offrono questo servizio avrete un rapporto di trasparenza totale: si premureranno di informarvi sul costo totale dell’opzione più economica del noleggio indicando in modo chiaro eventuali extra da pagare in loco obbligatori come ad esempio la One Way Tax, fee per consegna o ritiro fuori orario, etc. etc. Inoltre, per qualsiasi inconveniente oltre alla compagnia di noleggio che avrete in loco, potrete consultare l’agenzia italiana per ricevere indicazioni.

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New England on the road – La nostra macchina I © Silvia

ASSICURAZIONE
Considerando la modalità con cui viene gestito il sistema sanitario negli States, è consigliabile stipulare un’assicurazione dal massimale adeguato che vi copra in caso di imprevisti per tutta la durata del vostro viaggio. Noi l’abbiamo fatta attraverso Usa Experience alla quale potrete fare riferimento anche per utili consigli di viaggio, proposte taylor made e per chi non ama perdere tempo in notturne ricerche online, anche convenienti soluzioni fly&drive. Se invece non avete molti giorni a disposizione e soprattutto preferite trovare tutto “pronto”,  sempre con Usa Experience potrete comunque vivere questo angolo di America con la sua proposta di viaggio “Il Vero New England“.

2 Comments

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