Al cuore del Québec itinerario di 7 giorni tra città, cabane à sucre e natura

Quando abbiamo disegnato questo viaggio, mai avrei immaginato che mi sarei letteralmente innamorata del Canada con la neve. Che poi, nel nostro immaginario, “la cartolina” del Canada è proprio questa: spazi grandi, immensi, freddi e bianchi con tanta, tantissima neve. In questo viaggio mi sono resa conto di come anche un Quebec con il suo carattere europeo (con tanto di lingua francese annessa) possa essere in qualche modo wild riservando sorprese che ti aspetteresti da regioni decisamente più a nord come Labrador, Yukon, Manitoba o Yellowknife. E rivedere alcuni posti già vissuti in estate, ma pieni zeppi di neve con un’atmosfera completamente differente, è stato qualcosa di magico.

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In partenza per il Quebec I © Silvia

Beh, se ora mi chiedessero “quando mi consiglieresti di andare in Canada?”, non ho alcuna esitazione a dire: Ora! E per ora intendo quando l’inverno incomincia a lasciare il posto alla primavera, ma alla primavera canadese e non quella che siamo soliti pensare qui. Già, perché per i nostri parametri è come se fosse ancora inverno! Ora intendo nella prima metà di marzo quando ancora c‘è la neve ma non è più così freddo ed il paesaggio continua ad essere tutto coperto di bianco. E anche se ti puoi trovare in una tempesta di neve, tranquillo non è un problema. Ora intendo quando ci sono i Temps de Sucre e tutte le Cabane sono in festa per la raccolta dello sciroppo d’acero!

Dimentichiamo tutti gli ostacoli banali che qui in Italia ci facciamo per una semplice nevicata o per qualche grado in meno. Lassù anche se con qualche imprevisto, strade ghiacciate, metri di neve tutto funziona ed è bellissimo!

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Casette nel Quebec I © Silvia

Il nostro itinerario in questo viaggio si è concentrato dunque solo nel territorio del Quebec (per la prima volta oltreoceano non ho cambiato stato o provincia, oserei dire “incredibile”! per i miei standard), perché uno dei nostri obiettivi era soprattutto vivere quel momento speciale dell’anno che tutti qui aspettano con ansia: l’inizio della raccolta e della lavorazione della linfa d’acero. Già, perché qui si produce ben il 70% dello sciroppo d’acero a livello mondiale. Che sia attraverso i bucket (i secchi in metallo) come tradizione vuole o le più moderne Pipe (il sistema di tubicini), tutti attendono la temperatura giusta (intorno allo zero) che consente alle piante d’acero di rilasciare la loro prodigiosa linfa che poi diventerà sciroppo d’acero, acqua d’acero, zucchero d’acero o il mio preferito maple taffy.

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Maple taffy – Quebec I © Silvia

Due anni fa, nel nostro primo viaggio in Quebec, eravamo già stati in una cabane a sucre in estate e nonostante non ci fosse la neve né i “Temps de Sucre”, ci era piaciuta comunque un sacco. Questa volta abbiamo voluto esserci nel momento giusto aggiungendo anche delle escursioni e delle attività tipicamente invernali proprio per raccontarvi uno spaccato di Canada che merita di essere vissuto… Così, il prossimo anno, invece di pensare alla solita settimana bianca a Cervinia dove uno ski pass costa quanto un biglietto aereo, (poi con il nostro sconto sui voli Air Canada non potete non approfittarne!!) forse deciderete di vivere o rivivere la nostra avventura.

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Quebec I © Silvia

Il nostro viaggio è iniziato da Montreal, città che amiamo, approfittando per raccogliere altro materiale vista la sua costante dinamicità. L’abbiamo tenuta anche come base per i nostri primi 3 giorni nei quali abbiamo visitato le cabane della zona nord e a sud della città vista la sua posizione decisamente strategica. Ci siamo poi spostati a Quebec City, abbiamo raggiunto a nord Cap Au Leste sul Saguenay Fjord completamente ghiacciato, per tornare nuovamente verso Quebec City dove abbiamo vissuto un’esperienza altrettanto unica. Da lì infine abbiamo ripreso il volo per tornare a casa. 

Ecco qui il nostro itinerario.

1° GIORNO: Montreal e Cabane a nord

Arrivati in tarda serata, dopo aver testato il primo hotel, la mattina seguente ci siamo goduti la città. Gira che ti rigira, anche se amiamo gli altri quartieri, finiamo sempre nell’ Old Town. Ma questa volta almeno ce la siamo vissuta con un bel sole (nei due precedenti viaggi ci ha sempre accolto con la pioggia o con un cielo cupo).

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Tommy Cafè – Montreal – Quebec I © Silvia

Accompagnati da un’aria frizzantina siamo andati alla scoperta dei caffè più instagrammabili di questa zona. Dopo il terzo locale ed il terzo caffè bevuto, finito il tempo della colazione, con la nostra macchina ci siamo diretti verso nord, destinazione Oka a solo un’ora di distanza.

Da qui abbiamo iniziato il nostro food-tour (forse dovrei dire tour de force) nelle cabane a sucre. Prima tappa, per un’autentica esperienza quebecchese, La Bontè de la Pomme la prima Apple Sugar Shack del Quebec.

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La bonte de la Pomme – Oka – Quebec I © Silvia

A conduzione familiare propone un menù in cui mela e sciroppo d’acero si incontrano e a volte si fondono. Il loro piatto forte? Delle torri di Waffle (già li sognavo dall’Italia) dolci-salate ripiene di formaggio e bacon che tanto era la loro dimensione non siamo riusciti a finire. Senza parlare di tutto il resto e della quantità di cibo servito: tartare di salmone, torte salate, insalata, oreille de crisse (simili ai nostri ciccioli), coscia d’anatra, conserve di verdure strepitose, zuppa di cipolle e come dolce finale sugar pie, gelato con sciroppo d acero e marshmallows da bruciare direttamente sul fuoco (questo è un sogno americano… ops North American).

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La Bonte de la Pomme – Oka – Quebec I © Silvia

Dopo un pranzo di quasi due ore ci spostiamo – o sarebbe meglio dire rotoliamo – a Mirabel, località costellata di Cabane. Qui c’è probabilmente quella più famosa del Quebec, Au Pied Du Chochon: facciamo giusto un raid per qualche foto. Per pranzare  in questa cabane bisogna prenotare a dicembre e all’apertura delle prenotazioni i posti si esauriscono nel giro di un’ora! Manco i biglietti del concerto degli U2 finiscono così rapidamente! Chiudiamo visitando La P’tit Cabane piccola e rustica come piace a me e sopratutto tradizionale e per niente turistica. Rientrati in città giusto il tempo di fare check in al nuovo hotel, questa volta nel Downtown, e via a cena al ristorante di Pier Picard, figlio del noto chef Martin Picard,  Au Pied Du Chocon per poi chiudere ascoltando Jazz in uno dei locali più popolari per questo genere di musica.

2° GIORNO: Montreal e Cabane à sucre a sud

Sveglia all’alba e veniamo accolti da una piccola bufera di neve che spira sopra la città. La neve non ci ha però spaventato e questa volta siamo andati a sud per mappare le cabane sotto Montreal. Ad aspettarci per il pranzo all’Erablier Shefford, con grande nostra gioia, Katerine e la sua famiglia. E’ stata proprio con Katerine, food blogger nonché ex attrice protagonista di una serie televisiva alla Beverly Hills di stampo canadese, a farci da guida nel nostro primo viaggio a Montreal organizzandoci un food tour pazzesco.

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Les Affamés à l’Érablière Shefford – Quebec I © Silvia

Viste le condizioni meteo, da italiana ero già pronta a ricevere disdetta del nostro appuntamento (o forse lo era più lei) ma nulla ci ha fermato e rivedersi è stato davvero bello. Da lì sotto un’incessante neve siamo andati a Brigham per visitare la Cabané Pic Du Bois vincitrice per 4 anni consecutivi del premio per il miglior sciroppo d’acero amber.

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Pic a Bois – Quebec I © Silvia

Qui abbiamo conosciuto il proprietario Andrè che oltre a raccontarci la sua realtà ci ha accolti con una merenda sostanziosa a base di piccole frittelle simili ai donuts, cucinate però nello sciroppo d’acero. Il nostro tour a sud si è concluso a Sutton alla Auberge Sutton Brouerie, un microbirrificio locale che per la stagione dello sciroppo d’acero crea nei week end un menù ad hoc. Rientrati a Montreal, abbiamo trascorso la serata in Rue Catherine tra lucine accese e montagne di neve. Sì sembrava Natale ed io ero contentissima.

3° GIORNO: Sucrerie de la Montagne – Rigaud

Lasciamo Montreal non prima però di aver testato un’altro caffè ed esplorato il Reso, ovvero la città sotterranea, una caratteristica proprio delle metropoli canadesi che consentono così di spostarsi in gran parte della città riparandosi dal gelo. Fatta incetta di bagel per il viaggio (con crema di formaggio e sciroppo d’acero), ci dirigiamo a Rigaud.

Torniamo di nuovo a nord non distanti da Oka. Ma il motivo di questo ritorno a nord è che qui si trova la Sucrerie de la Montagne un posto di cui vi avevo già parlato qui e che ho portato sempre nel cuore. Me ne ero innamorata la prima volta, ho perso letteralmente la testa nel vederla con la neve.

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Sucrerie de la Montagne – Quebec I © Silvia

Nominata dal Quebec “heritage site”, qui si può respirare l’esperienza autentica delle Cabane a Sucré. Ad attenderci Pierre Fauchet in persona, storico proprietario, pronto per l’intervista o meglio per raccontarci la sua affascinante storia.

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L’amour Sucrerie de la Montagne – Rigaud – Quebec I © Silvia

Ovviamente non potevo non trascorrere di nuovo la notte qui, dormendo anche questa volta nella casetta chiamata de L’amour (ormai la mia casetta in Canadà). Arrivati nel primo pomeriggio abbiamo vissuto appieno l’atmosfera di questo posto che con i fiocchi di neve, la foresta d’aceri e il silenzio ovattato è risultato davvero unico.

4° GIORNO: Sucrerie de la Montagne – Ile D’Orlenas

Salutata la Sucrerie, non senza qualche lacrime e con un bellissimo regalo di Pierre, ci aspetta una discreta tratta d’auto che ci porterà fino a Quebec City. Prima però deviamo per oltrepassare il fiume Hudson completamente ghiacciato passando su quello che qui chiamano ”ice bridge”. Il passaggio costa 8 dollari ma la ragazza ci lascia passare comunque (in realtà andiamo e torniamo senza scendere dall’altra sponda). 

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Hudson – fiumi ghiacciati – Quebec I © Silvia

Lungo il nostro viaggio la prima tappa è la Fromagerie Guillaime dove assistiamo alla produzione del formaggio delle Poutine completata ovviamente da una degustazione. Da lì si prosegue fino a Frampton dove si trova la Cabane a Pierre, la seconda struttura dello stesso Pierre Fauchet. Ad aspettarci Mark per un breve tour in quella che più che una cabane sembra un rifugio per lumberjack appena uscito da un film.

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Cabanne a Pierre – Quebec I © Silvia
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Cabanne a Pierre – Quebec I © Silvia

Pranziamo che sono le 4 godendoci da soli tutta la struttura e perdendoci in chiacchiere. Ripartiti ci troviamo a solo un’ora da Quebec City che decidiamo di raggiungere imbarcandoci a Levis per il piacere di attraversare il San Lorenzo.

Esperienza assolutamente da fare: con 7 dollati e 10 minuti di traghetto si ha uno scenario incredibile tra acque ghiacciate e il Frontenac (per chi non lo sapesse l’hotel più fotografato del mondo) che via via si illumina dominando la città vecchia.

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Attraversando il San Lorenzo Ghiacciato – Quebec I © Silvia

Anche qui ci aspetta un altro amico, Francois conosciuto anche lui due anni fa con la sua Rulotte du Coin. Per la notte decidiamo di non rimanere in città ma preferiamo un’Iile d’Orleans completamente sommersa dalla neve.

La scelta di non fermarci a Quebec City che comunque dista solo 20 minuti è data da una motivazioni: ci eravamo innamorati dell’isolotto la prima volta che lo abbiamo visitato e alla mattina ci aspetta l’incontro con la Tigidou noto produttore locale di marmellate e non solo.

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Ile D’Orleans – Quebec I © Silvia

In inverno l’isola appare spenta, qui la vita si anima in primavera, estate ed autunno. Ma lo scenario che riserva anche in questa stagione ha decisamente un suo fascino e la gente dell’isola, una piccola comunità, fanno la differenza.

5° GIORNO: Ile D’Orleans – Cap Au Lest

Il risveglio al nostro B&B “tra le braccia di morfeo (un nome un programma) è assolutamente degno di nota con una colazione reale o meglio gourmet di 3 portate. Senza contare i croissant, pain au chacolate e marmellate varie… Praticamente abbiamo pranzato.

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Colazione Gourmet – Ile D’orleans I © Silvia

I proprietari davvero carini che oltre a gestire il B&B sono anche dei piccoli produttori di miele locale e di sciroppo d’acero (questo giusto per un uso personale), ci salutano con un selfie da inviare agli altri amici dell’isola per avvisare della nostra partenza.

Dopo l’incontro con David a la Tigidou lasciamo l’isola con un carico di marmellate annesse: si parte per il nord e la meta questa volta è una sorta di chalet-resort nel mezzo del nulla a Cap Au Leste con una vista incredibile che spazia sul Saguenay Fjiord.

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Cap au Leste – Quebec I © Silvia

Raggiungiamo la struttura in poco più di 3 ore (non prima senza una sosta dal mio amato Wallmart per fare incetta di cereali da portare in Italia!) percorrendo un’autostrada dove incontriamo sì e no una ventina di macchine. Il tempo di prenotare le escursioni per il giorno dopo e ci godiamo un po’ di relax.

6° GIORNO: Escursioni a Cap Au Leste

Avendo solo un intero giorno a disposizione, lo suddividiamo per fare due cose che sognavamo da tempo ovvero motoslitta e sleddog nelle foreste del Quebec. Noi sceglieremo la formula di durata delle attività che ci permette di effettuarle entrambe nello stesso giorno ma ovviamente esistono diverse tipologie di escursione: con e senza istruttore, solo noleggio, intero giorno, perfino escursione notturna.

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Motoslitta in Quebec I © Silvia

Dopo esserci equipaggiati come si deve (ok sembravo molto Michelin… l’omino delle gomme, avete presente?) partiamo per la versione “ridotta”: 3 ore piene di motoslitta. Vi assicuro che se, come noi, è la prima volta tre ore bastano e avanzano dal punto di vista fisico.

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Dog sledding in Quebec I © Silvia
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Dog sledding in Quebec I © Silvia

Nel primo pomeriggio invece ci divertiamo facendo un percorso di oltre 6 chilometri con la sleddog che ci mettono a dura prova. Ma non demordiamo e alle 16 siamo immersi nella foresta sospesi sopra quasi un metro di neve per percorrere a piedi il trail che porta al piccolo faro del fiordo da cui ammirare quest’immensa distesa bianca.

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Saguenay Fjord – Quebec I © Silvia

Per il giorno successivo è attesa la nave rompighiaccio ma noi purtroppo saremo in viaggio verso sud. La camminata (soprattutto il rientro tutto in salita) ci dà il colpo di grazia, anche se ne è valsa davvero la pena. Cena presto e poi a letto per recuperare tutte le energie tanto che rinunciamo ad immergerci nella spa.

7° GIORNO: Cap Au Leste – Quebec City

Il programma è di partire all’alba che però verrà modificato per cause di forza maggiore:  durante la notte freddo, gelo e ghiaccio hanno reso impraticabili tutte le strade attorno allo chalet che sono diventate una pista di pattinaggio. La nostra macchina, per quanto dotata di gomme da neve, non essendo 4×4 ha qualche problemino, diciamo così, a superare una delle tante salite. Ma alla fine dopo più di un’ora e l’ottima assistenza del personale che ha dovuto risolvere anche lo spostamento di un’intero e numeroso gruppo di ospiti visto che il loro pullman non poteva arrivare allo Chalet, partiamo senza problemi diretti a sud. 

Prima tappa a Quebec City. Un giro veloce in città per rivedere due tre negozietti, un pranzo indimenticabile a Le Chic Shack con patatine allo sciroppo d’acero, Poutine 2.0 m e Maple Milkshake. Ahimè devo accettare che si infranga un sogno, quello di scendere con lo slittino davanti al Frontenac… ahimè era chiuso. 

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Poutine 2.0 a le Chic Shack – Quebec City I © Silvia

Ma a Quebec City ci troviamo soprattutto per un appuntamento organizzato grazie alla Delegacion Du Quebec: signori e signori, Knam il re del cioccolato è nella terra dell’acero! Arrivato un giorno dopo di noi anche lui era on the road per visitare le cabane. Ci ritroviamo al Frontenac per assistere giù nelle cucine ad un meet and greet tra lui e i mastri pasticceri dell’hotel. Per questa splendida occasione ringraziamo la Delegazione del Québec!

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Con Knam al Frontenac – Quebec City I © Silvia
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Nelle cucine del Frontenac – Quebec City I © Silvia

Arriva così l’ultima tappa di questo viaggio: L’hotel de Glace. Dormire in un hotel di ghiaccio è sempre stato uno dei miei sogni. Certo, prima d’ora pensavo a quello di Livigno o al massimo, dopo una rapina o la vincita al super enalotto, a quello in Svezia…

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Hotel de Glace – Valcartier – Quebec I © Silvia

Mai, dico mai, avrei pensato che questo accadesse un giorno proprio in Canada. L’Hotel De Glace insieme a quello svedese è il più grande del mondo nonché l’unico nel Nord America. Ogni anno viene ricostruito e rinnovato completamente all’interno in base al tema scelto. Dopo qualche cocktail nel bar di ghiaccio e un tuffo nell’hot tub sotto le stelle, o meglio sotto i fiocchi di neve, ci prepariamo per la notte… che alla fine trascorreremo senza congelarci.

8° GIORNO: Quebec – casa

Non potevamo salutare il Quebec in modo migliore, giocando sui gommoni con la neve nel resort di Valcartier.

Ammetto che è una cosa molto molto turistica, ammetto che c’erano un sacco di famiglie e che mi sembrava di essere più ad Aspen che in Quebec… ma non divertivo così da tempo e ogni volta che scendevamo con il gommone, “ale ce la facciamo a fare un altro giro prima di correre a prendere l’aereo?”

Au Revoir Quebec.

 

Volo, macchina e budget: dati tecnici

 

NOLEGGIO AUTO: FLEXIBLE AUTOS

Anche in questo viaggio, come in quello della scorsa estate nel New England, ci siamo rivolti alle agenzie di viaggio con Flexible Autos, broker di noleggio auto 100% Trade Only. Attraverso questo canale usufruirete di un servizio che vi permette di ottenere tariffe vantaggiose e competitive: avrete così una persona di riferimento, quella dell’agenzia di viaggio, pronta a darvi tutte le informazioni necessarie al momento della prenotazione (coperture rca incluse o da pagare in loco, One way tax…) oltre ad essere pronta a garantirvi assistenza anche quando sarete a destinazione per eventuali problematich

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La nostra auto – Fiumi ghiacciati Hudson – Quebec I © Silvia

OPERATIVO VOLI: VOLARE CON AIR CANADA

Non si contano ormai i voli fatti con Air Canada verso il Nord America. Con la compagnia della foglia d’acero rossa, abbiamo incominciato a volare ancor prima di fare i blogger… Ed ogni volta siamo sempre rimasti stupiti e soddisfatti soprattutto ded servizio. 

Ovviamente anche questa volta abbiamo volato con loro, anche perché l’operativo diretto Milano-Toronto (8 ore e mezza di volo) risolve davvero tanto sia in termini di comodità che di ottimizzazione dei tempi. Questo il nostro operativo voli: all’andata Milano-Toronto-Montreal con scalo a Toronto di un paio d’ore per prendere poi il volo interno.

Il ritorno invece è stato Quebec City-Toronto, scalo giusto di qualche ora e poi abbiamo ripreso il volo diretto Toronto-Milano. In entrambi i casi le pratiche di controllo doganale sono state poi davvero semplici e veloci (quelle da Quebec City poi davvero una semplice formalità…).
L’aeroporto di Toronto poi è negli spazi di attesa oltre ad avere l’accesso wi-fi gratuito (come la quasi totalità degli aeroporti) è dotato di postazioni con ipad che vi consentono di navigare su tutta una serie di siti di informazione, oltre che di controllare il vostro volo.

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In partenza per il Quebec I © Silvia

Consigliamo comunque di scaricare l’app di Air Canada che consente di tenere monitorato in tempo reale il proprio volo.

Il periodo scelto per il nostro viaggio ci ha permesso poi di trovare delle tariffe davvero super-vantaggiose, anche se in realtà anche in alta stagione i voli della compagnia risultano molto competitivi in termini di prezzo. QuI comunque trovate la nostra esperienza con Air Canada ma soprattutto non dimenticate di testare, chiedendo anche un semplice preventivo, il nostro codice sconto volo è valido per Canada e per la nostra amata America …. insomma per tutto il north America.

In collaborazione con…

Questo viaggio è stato disegnato e supportato insieme ai nostri partner: Air Canada Italia per quanto riguarda i voli, Gattinoni mondo di vacanze che ha seguito la logistica delle tappe e delle strutture incontrando i nostri desideri e Canadian Sports & Fishing che ci ha equipaggiati come si deve.

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In partenza per il Quebec I © Silvia

Tutte le impressioni, annotazioni, consigli e recensioni sono fatte in modo oggettivo a fronte delle esperienze che abbiamo vissuto in prima persona.

2 Comments

    • Silvia Reply

      E’ vero, in qualche modo questo viaggio è stato davvero un sogno! Il Canada ha un fascino particolare tutto da scoprire.

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